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L'assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti di Forza Italia Piacenza

Si è tenuta ieri all'Hotel Roma l'assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti di Forza Italia sezione di Piacenza.
Ecco l'intervento del Consigliere Putzu :





Assemblea degli Iscritti e dei simpatizzanti di Forza Italia
Piacenza, 05 luglio 2007

Cari Amici,
sono contento di vedere qui oggi tanta gente, e a tutti dò il mio personale cordialissimo benvenuto.

Anch’io vorrei esprimere la mia opinione in merito alla recente sconfitta nostra e del centrodestra alle ultime elezioni comunali.
Sconfitta che consolida purtroppo per noi un trend insopportabile, e assolutamente negativo,
se solo facciamo riferimento alle precedenti elezioni in cui siamo scesi in campo con le nostre espressioni locali.
Faccio cioè riferimento, oltre alle recentissime consultazioni, alle comunali del 2002 e alle provinciali del 2004…

Ma prima volevo rapidamente presentarmi, per coloro che non mi conoscono.
Sono stato eletto in Consiglio Comunale nel 2002 con la civica che sosteneva il sindaco Guidotti.
Il 10 febbraio 2005 , abbandonando il ruolo di capogruppo “Piacenza Nostra-Udc” in Consiglio Comunale
sono entrato in Forza Italia confluendo nel Gruppo Consigliare di FI.
Il 5 gennaio 2006 sono stato chiamato a far parte del Coordinamento Provinciale.
Sono medico di famiglia, ed in questo ruolo lavoro da solo.. è un lavoro impegnativo perché devo
tutelare un bene prezioso : la salute dei pazienti che mi danno la loro fiducia… tuttavia non devo
rendere conto ad altri (se non alla mia coscienza) delle mie decisioni.
Ho però lavorato per qualche anno in equipe ospedaliere, prima mediche e poi come anestesista-rianimatore.
Anche attualmente lavoro in equipe poiché mi interesso anche di chirurgia plastica :
talvolta sono il leader dell’equipe ( e coordino il team formato da anestesista e infermieri)
altre volte lavoro con colleghi anch’essi chirurghi.
Conosco quindi bene le regole del lavorare da solo ed assieme ad altri.
Perché dico questo?
Perché “il lavoro in gruppo” sarà uno dei 2 argomenti su cui vorrei attirare tra breve la vostra attenzione.

Ma prima vorrei parlarvi del “gioco del puzzle, o se preferite del gioco del Lego”…
Ciascuno di noi ha sperimentato certamente uno o entrambi di questi giochi :
si tratta di unire assieme tante tessere per ottenere una immagine complessiva (il puzzle)
oppure di incastrare assieme tanti mattoncini ( il Lego) per ottenere una costruzione piu’ complessa.
Sia il puzzle che il Lego però necessitano di una base su cui svolgere il gioco, un supporto rigido su cui appoggiare le tessere o incastrare via via uno sull’altro i mattoncini.
Ho accennato al Lego e al puzzle per andare dritto all’argomento di oggi : quali le cause della nostra sconfitta elettorale.
Sconfitta a Piacenza nonostante le favorevoli premesse politiche locali ed il favorevole trend nazionale per il centrodestra.
Sconfitta a Piacenza, con un grave arretramento a Piacenza del consenso di Forza Italia, sceso al 16%….
Le cause sono certamente tante, come le tessere del puzzle o i mattoncini del Lego, ciascuna con un peso differente ma sempre egualmente significativa e determinante…
Ma non mi addentro nell’elenco delle cause … ciascuno di voi ha certamente una sua “scaletta” personale.
Penso tuttavia che una forte autocritica dovrebbe essere svolta pubblicamente da chi, tra noi, ha sostenuto così fortemente la scelta del candidato sindaco del centro-destra : è stato solo per convinzione, o qualcuno ha anteposto per convenienza o perché formalmente obbligato i propri interessi personali ??

Ma sui motivi ci hanno fatto perdere così tanto consenso come partito vorrei invece soffermarmi.
E allora come col puzzle ed il lego, per poter giocare serve lil supporto rigido, ritengo che il nostro partito si sia presentato all’esame con gli elettori senza questa base di fondo.

Le fondamenta della nostra azione politica a Piacenza sono oggetto della prima delle mie 2 considerazioni.
E con questo intendo dire che troppo fragile è stato il nostro inserimento a livello sociale-economico- culturale.
Non siamo stati in grado di dialogare e proporre le nostre idee a quello che è il tessuto sociale di una comunità.
Il confronto con le categorie professionali ed artigiane, l’impresa, le categorie economiche, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, l’università, la chiesa…. è stato debole (in taluni casi assente)
Non abbiamo praticato quello che il partito di maggioranza relativa del centro-destra in Italia, deve realizzare anche in ciascuna comunità locale.
Senza questo lavoro, delicato-difficile-impegnantivo, il nostro partito non si è radicato localmente come doveva.
E la società civile, non i cosiddetti “poteri forti” piu’ volte richiamati da chi superficiale e miope li ha evocati, la società civile dicevo ha dialogato con chi, piu’ abile di noi, è andato a proporre le proprie idee e progetti…
A questa prima breve riflessione , ne segue subito una seconda.

Anche il coinvolgimento dei nostri elettori è stato insufficiente.
Non condivido la concezione di partito secondo cui basta fare tessere nell’imminenza del congresso,
o la concezione secondo cui la mobilitazione si realizza solo all’approssimarsi delle elezioni di turno.
Se la tela, il supporto, la base non viene attentamente tessuta prima, non potremo mai pretendere di riuscire ad ampliare il nostro consenso.
E d’altra parte se la fidelizzazione dei nostri elettori, iscritti o simpatizzanti, non verrà gestita in modo attento-assiduo-continuativo, assisteremo sempre alla perdita di voti a scapito del partito, la cosiddetta “fisiologica cannibalizzazione” piu’ volte evocata.
Se il nostro elettore non potrà avere occasioni di scambiare e proporre le proprie idee, di partecipare attivamente (anche con la critica o il dissenso sempre da considerarsi costruttivi) il nostro radicamento sul territorio dovrà sempre confrontarsi col la caratteristica della precarietà.

E sono quindi arrivato al secondo e ultimo argomento, e vado rapidamente alla conclusione.
Il lavoro di gruppo.
Il lavoro di gruppo è praticato nel lavoro, nello sport, nella famiglia, nell’impresa …
Il lavoro di gruppo non può essere considerato opzionale in politica.
Il lavoro di gruppo nel partito è fondamentale per sfruttare tutte le risorse disponibili.
Tutti devono essere coinvolti, ciascuno al proprio livello e ciascuno in base alle proprie disponibilità e capacità.
Là dove non si afferma il concetto del gruppo, vince la cultura del non fare, del veto incrociato, delle ambizioni spesso non supportate dalle reali capacità,
Dove si afferma il lavoro di gruppo cè aumento della forza, c’è la responsabilizzazione e il coinvolgimento, emergono la voglia di fare e le capacità, aumenta il senso di appartenenza e la fidelizzazione.
Nel lavoro di gruppo si sviluppa la logica- il pragmatismo-l’operatività, ma trovano spazio anche l’emotività-i valori-l’etica.
Nel lavoro di gruppo le opportunità sono per tutti, l’affermazione del singolo è finalizzata al vantaggio di tutti.

Penso quindi, essendone fermamente convinto, che in queste 2 direzioni debba essere orientata la nostra prossima azione politca :
il recupero dei rapporti con la società civile piacentina ed il lavoro di gruppo ,
per crescere INSIEME TUTTI, per dare a tutti responsabilità-senso di appartenenza-convinzione nella nostra azione politica sul territorio, per proporre-far conoscere-affermare le nostre idee.

Filiberto Putzu
Consigliere Comunale
Gruppo Forza Italia Comune di Piacenza


pubblicazione: 06/07/2007

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