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martedì
20
ottobre
2020
Santa Maria Bertilla Boscardin



galleria immagini  Al Jazira, concerto tra le polemiche
  Ancora "veleni" sull'esibizione piacentina di stasera

Khalife, Imad Atrache e Giovanna Calciati

Khalife, Imad Atrache e Giovanna Calciati
 

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Khalife, Imad Atrache e Giovanna Calciati L'OFI Molinaroli e Reggi con i rappresentanti dell'emittente Il maestro Corrado Casati

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Da una parte c'è la musica del libanese Marcel Khalife, nominato "Artista per la Pace Unesco 2005". Ricca e meravigliosa.
Un arcobaleno di stili musicali - dal dolce suono orientaleggiante, fino al flamenco, con un singolare richiamo ai Carmina Burana - che ieri pomeriggio, durante la prova generale, ha riempito di emozioni un Municipale semi-deserto.

E dall'altra il tormentone delle polemiche.
Perché questa sera alle 18,30 la nostra città ospita un evento mondiale che non è solo musica.
Prima ancora di iniziare, il concerto per il decennale della tv araba Al Jazira ha già riempito le pagine dei giornali.
Per Magdi Allam, che ha firmato ieri un commento sulla pagina che il Corriere della Sera ha dedicato all'evento, è «un errore dare ospitalità alla propaganda».
Mentre per lo storico Franco Cardini - ospite ieri a Piacenza - «la musica non ha mai fatto male a nessuno» e chi accusa Al Jazira di essere il megafono dei terroristi di Bin Laden «è male informato».
«Le notizie che trasmette Al Jazira - rivela Cardini, facendo anche riferimento a una sua recente pubblicazione, "La fatica della libertà" - vengono filtrate dal governo degli Stati Uniti attraverso una centrale di intelligence che si trova nel Maryland».
Il fuoco delle polemiche sarà ravvivato questa sera - in piazza Sant'Antonino e in concomitanza con il concerto - dall'annunciata manifestazione organizzata dalla Lega Nord.
«Piacenza ospita la propaganda di questi lupi travestiti da agnelli» afferma il parlamentare leghista Massimo Polledri, che si dice portavove «di altri componenti del centrodestra ma anche della società civile, nonchè di molti cittadini simpatizzanti del centrosinistra».
Il senatore del Carroccio, ieri a mezzogiorno - davanti al Teatro Municipale - è stato protagonista di un casuale e singolare siparietto con il responsabile di Al Jazira Europa, Imad Atrache, che coordina a Piacenza tutta la macchina organizzativa del concerto.
Dopo una diplomatica stretta di mano, propiziata dall'assessore ai Teatri, Giovanna Calciati, Atrache si è detto dispiaciuto per il fatto che Polledri abbia deciso di restituire l'invito e di non assistere al concerto.
«Perché non trasmettete su Al Jazira anche la nostra protesta?» ha chiesto a quel punto il senatore leghista.
«Non solo la trasmetteremo - ha risposto il giornalista libanese - ma se vuole le faremo anche un'intervista».
«Perché mandate in onda i messaggi dei terroristi?» lo ha incalzato Polledri.
«Lei conosce l'arabo?» ha domandato Atrache.
E al cenno negativo del suo interlocutore ha aggiunto:
«Allora non può sapere che cosa trasmettiamo, abbiamo mandato in onda anche tutti gli appelli dei famigliari degli italiani rapiti in Iraq».

Alla prova generale, mischiati tra gli addetti ai lavori, hanno assistito anche il dirigente della Squadra Mobile della questura di Piacenza, Stefano Vernelli, e quello della Digos, Massimiliano Bax, con alcuni agenti in borghese.
All'esterno del teatro, intanto, venivano sigillati i tombini con la fiamma ossidrica (come avviene in occasione delle visite di ministri e importanti personalità) ed agenti in divisa presidiavano costantemente l'ingresso del Municipale.
Perché questo evento ha comunque una visibilità ed un'importanza internazionale che impongono la massima allerta.

Lo testimonia il fatto che l'elenco delle autorità invitate da Al Jazira (circa duecento persone, tra cui personalità di spicco del mondo arabo) viene mantenuto rigorosamente top secret.
E agli invitati, per motivi organizzativi, viene richiesto di presentarsi non più tardi delle 18.

Meno male che c'è la musica.
Quella per cui, al termine della prova generale, l'autore della sinfonia "Shark Oriente" è stato salutato con una vera e propria standing ovation dai musicisti dell'Orchestra Filarmonica Italiana e dai cantanti del Coro del Municipale.
Quasi duecento persone che stipavano il palco del teatro e che, al termine dell'esibizione, si sono unite in un interminabile e spontaneo applauso ad un musicista che ha scritto questa partitura pensando proprio al valore universale della musica nel nome della pace.
«Quello che verrà lanciato a Piacenza, attraverso il concerto, sarà un messaggio di pace» ha ribadito ieri il sindaco Roberto Reggi, sottolineando come la musica sia un innegabile «strumento universale di pacificazione».
red.cro.




«Trasmettiamo anche gli appelli per i rapiti»

«Se tutti ascoltassero la musica, musica come quella composta per questo concerto da Marcel Khalife, credo che - pur affermando le proprie diversità - non si potrebbero sollevare proteste o polemiche». E' meravigliato Imad El Atrache, responsabile europeo di Al Jazira, per la "coda" polemica sollevata dall'esibizione di questa sera al Municipale.
«Se lo avessi saputo - spiega - non avrei mai scelto il teatro di Piacenza, perché nessuno è contento di festeggiare il proprio compleanno in un posto dove non è gradito».
Eppure la nostra città gli piace («è a misura d'uomo, tranquilla, piena di cose belle») e ancor di più il Municipale.
«Avremmo potuto scegliere gratis tante altre nazioni - rivela - ci hanno offerto teatri a Parigi, a Londra, a Berlino.
E a Milano l'assessore Vittorio Sgarbi ci avrebbe messo a disposizione subito il Teatro Dal Verme».

Rifiuta con sdegno l'accusa di lavorare per il "megafono di Bin Laden".
«Noi mandiamo in onda i discorsi del leader di Al Qaida solo quando contengono delle notizie - afferma - e infatti le nostre trasmissioni vengono puntualmente riprese dalla Cnn e da tutti i più importanti network mondiali.
Qualche tempo fa non abbiamo mandato in onda un intervista a Bin Laden perché la ritenevamo troppo propagandistica e il risultato è stato che l'ha poi trasmessa la Cnn.
Perché tutti ci accusano di trasmettere le dichiarazioni di Osama, ma nessuno dice che abbiamo trasmesso anche quelle dei famigliari di Agliana, Torsello, Stefio, della Sgrena e di tanti altri italiani rapiti in Medio Oriente»?

«Ci hanno accusato di aver fatto da "grancassa" alla campagna fondamentalista contro il Papa - prosegue il giornalista libanese - ma in realtà siamo stati i primi a trasmettere un'intervista a padre Federico Lombardi, che - da piazza San Pietro - ha spiegato ai nostri telespettatori che sulle parole del Pontefice si era ingenerato un equivoco.
Abbiamo dato voce a tantissimi alti prelati del Vaticano, ma c'è chi vuol vedere solo quello che gli fa comodo.
Noi siamo una televisione, non un partito o un gruppo religioso, vorremmo essere giudicati dall'attendibilità di quello che mandiamo in onda e non attraverso polemiche strumentali».

Imad Atrache ha registrato nei giorni scorsi un servizio su Piacenza andato in onda ieri durante il Tg serale di Al Jazira, come "aperitivo" al concerto.
Immagini della nostra città, di piazza Cavalli, del Farnese, del Municipale.
«Adesso gustiamoci il concerto - conclude - e pensiamo solo alla musica».



Reggi: «Le proteste non hanno fondamento: parliamo di un evento improntato sulla pace»

Fuori programma ieri nel tardo pomeriggio per i rappresentanti della televisione araba Al Jazira. Accompagnati dal sindaco Roberto Reggi, Aref Hijjawi, direttore dei programmi della televisione araba e Imad El Atrache, responsabile per l'Europa di Al Jazeera, hanno fatto vista al Palabanca alla squadra del Copra Berni che stava concludendo l'allenamento quotidiano.
Ad attenderli il presidente Guido Molinaroli, che è anche consigliere provinciale in carica per la Lega Nord.
E la cosa, vista la manifestazione che la Lega stessa ha approntato oggi per esternare il proprio dissenso alla presenza di Al Jazira, appare singolare.
«Stiamo parlando solo di sport - sottolinea Molinaroli - e di aspetti commerciali, non certo di politica. Anche in tempi non sospetti abbiamo sempre avuto rapporti con il Qatar e negli ultimi due anni Marshall e lo scorso anno Zlatanov sono andati a giocare in estate là.
E poi come padrone di casa, essendo anche un consigliere della Lega Volley, mi sembrava doveroso invitare al Palabanca rappresentanti di una televisione che da due anni sponsorizza la nostra Lega Volley e trasmette le partite del campionato italiano».
Scambio di regali tra Molinaroli e i rappresentanti di Al Jazira sotto gli occhi attenti del sindaco Reggi.
«La squadra del Copra Berni - ha sottolineato il primo cittadino - ha avuto una importante sponsorizzazione e questa è stata l'occasione giusta per valorizzarla.
La presenza di Al Jazira a Piacenza è l'occasione per lanciare un grande messaggio di pace attraverso la musica, credo fosse importante anche parlare di sport.
La manifestazione della Lega?
Credo non abbia ragione di esserci, perché stiamo parlando di un grande evento improntato tutto sulla pace.
Andare a discutere poi i contenuti di quanto trasmette Al Jazira è poco importante visto che anche altre televisioni, tipo la Cnn o anche la Rai, non trasmettono solo cose belle».

Da parte sua Aref Hijjtawi, responsabile dei programmi di Al Jazira, nel sottolineare di «essere molto contento di trovarsi in una città tranquilla come Piacenza, che visitiamo con la musica di un grande compositore arabo che per gli ultimi 30 anni è stato il simbolo per tutti», ha precisato che «in questi 10 anni di vita della televisione abbiamo fatto tante cose, qualcosa anche un po' controversa agli occhi degli occidentali, ma cerchiamo di dare ai nostri telespettatori una visione globale della realtà».
L'incontro si è chiuso con uno scambio di regali.
Vincenzo Bosco



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pubblicazione: 01/11/2006
aggiornamento: 02/11/2006



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