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Iren e Comuni piacentini: "scoppia" la pace

Tra Iren guidata da Francesco Profumo e i Comuni piacentini "scoppia" la pace.
Così almeno pare.

Dopo mesi di contrapposizioni con l'azienda che gestisce il sistema idrico integrato si profila un accordo su una scaletta di investimenti milionari.
Si parla di 30 milioni di euro tra il 2013 e il 2015: comprendono i milioni di investimenti non realizzati dal 2011 e nuovi fondi.


L'ordine di arrivo dei finanziamenti dovrebbe essere il seguente: 8 milioni per i restanti mesi del 2013, 13 milioni per il 2014 e, infine, 9 milioni per il 2015, fondi che dovranno sostenere la realizzazione di altrettante opere che attendono da tempo la realizzazione.

Quali le opere in elenco?
Entro il 15 novembre, data del prossimo incontro in cui sarà sottoscritto l'accordo, i tecnici delle due parti dovranno stilare un cronoprogramma dei lavori da eseguire tenendo conto di due elementi di base: l'urgenza del territorio e la possibilità realizzativa di Iren. E tra le urgenze del territorio ci sono i depuratori come quello di Castelsangiovanni, ma anche le emergenze di Villanova, Agazzano e Gragnano.
Si può parlare di una svolta dopo anni di attese e di proteste da parte dei sindaci piacentini. 30 milioni per 48 progetti la cui priorità è ancora da definire, ma che certamente vede in primo piano le opere «che non possono più attendere» - dicono i sindaci - «rappresentano la possibilità di sviluppo degli stessi territori».

E' questo il risultato di un incontro a porte chiusissime che si è tenuto ieri in Provincia tra i sindaci dell'ufficio di presidenza di Atersir e il presidente di Iren Francesco Profumo.

Soddisfatto il presidente della Provincia Massimo Trespidi che presiede Atersir locale per aver incassato il sì alla proposta lanciata a Iren.
Ora prima della metà di novembre i tecnici di Atersir e di Iren dovranno confermare la scansione temporale e la disponibilità economica per la realizzazione dei 48 progetti mirati.
Direi che è un gran passo avanti con questo presidente - dice Trespidi - rispetto alle porte chiuse che abbiamo incontrato negli anni scorsi. E' una buona notizia per il territorio piacentino dopo circa un anno di trattative.

L'incontro di ieri pomeriggio segue un confronto che si era tenuto a settembre in cui amministratori e rappresentanti dell'azienda avevano cercato di trovare un punto di incontro sulla risoluzione dei mancati investimenti (relativi agli anni 2010-2013) previsti dal Piano d'ambito.
«Ora una lunga trattativa sta vedendo la conclusione - commenta il presidente della Provincia Trespidi - ed è stato notato un atteggiamento di dialogo costruttivo da parte del presidente Profumo, in discontinuità con quello tenuto dai vertici precedenti dell'azienda».

Anche per i sindaci la prospettiva si è stemperata di tante nubi. Almeno si torna a parlare di lavori concreti su cui era scesa la nebbia dell'incertezza.

Tra le emergenze in prima fila il depuratore di Castelsangiovanni: «Sicuramente - dice il sindaco Carlo Capelli - non può più attendere. Un'opera fondamentale perché dalla presenza di un depuratore dipendono anche le possibilità di concedere autorizzazioni. Non averlo vincola lo sviluppo di un territorio».

Nella riunione con il presidente Profumo - sottolinea ancora Capelli - abbiamo trovato l'accordo su come iniziare un tavolo di lavoro, ora la parte tecnica che si aprirà cercherà la coerenza tra le nostre priorità e la disponibilità di Iren a portare avanti in concreto i progetti. Trovo molto positivo l'approccio di oggi: ho visto un'azienda che cerca di realizzare quello che chiede il territorio. Da qui può ripartire un confronto e un dialogo interrotto.

Anche per Alessandro Ghisoni, sindaco di Podenzano, si può parlare di passo avanti nell'atteggiamento di disponibilità da parte del presidente con la possibilità di un recupero dei piani di investimento «più significativo per il 2014 e poi nel 2015. Importanti anche i tempi della realizzazione definiti in funzione della forma di gestione che si sceglierà». Sullo sfondo, infatti, resta un'altra partita legata al tema dell'acqua pubblica che ha tre segmenti: ipotesi di gestione in house, con la società mista o con assegnazione attraverso asta. Argomento sul tavolo anche se svincolato dal tema investimenti. A fine mese potrebbe essere sciolta la matassa su questo punto. Annuncia Ghisoni che mette in evidenza il fatto che, in qualunque direzione si vada «Gli amministratori devono tornare ad avere il controllo delle scelte in questo settore».

«Stiamo cercando di capire come dovremo affrontare il futuro - dice anche Capelli - ma è chiaro che per questo passaggio è indispensabile che siano coinvolti tutti i comuni del territorio. La scelta sulla futura forma di gestione delle risorse idriche ha senso se il territorio resta coeso». Su entrambe le ipotesi di lavoro ci sono luci e ombre. La gestione diretta solleva problemi di non poco conto sia per quanto riguarda il vincolo del patto di stabilità sia per le stesse risorse finanziarie, ma anche l'affidamento pone problemi. Che investono in particolare i ruoli dei territori nelle decisioni. E' un problema che dovremo porci - aggiungono i sindaci - e risovelvere. Le cose sono molto diverse dagli anni in cui sul territorio funzionava l'Ato. Con Atersir tutto è più lontano e si rischia di perdere il controllo del sistema. Un fatto è certo: per i sindaci dall'esperienza maturata in questi mesi emerge un insegnamento. «Il rapporto tra territorio e azienda non può essere lasciato alla discrezionalità della persona che, di volta in volta, guida le aziende». Ma questo, si diceva, fa parte di un altro capitolo.
Antonella Lenti
LIBERTA' 23/10/2013


Francesco Profumo, neo-presidente di Iren, dopo l'incontro in Provincia ieri ha fatto visita a Piacenza Expo, dove ha accettato di rispondere ad alcune domande sulla multiutility e sul ruolo di Piacenza.
Presidente, Piacenza ha avuto delle turbolenze circa la possibile dismissione del nostro inceneritore, quali programmi avete?
«Quello che posso dire oggi è che stiamo individuando per ciascuna delle città grandi di riferimento nostre, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Genova e Torino un progetto speciale che possa essere sviluppato in una città e possa poi diventare una piattaforma trasportabile nelle altre città grandi e più piccole dei nostri territori. Su Piacenza stiamo lavorando molto sul tema dell'intelligenza dei servizi, un punto di partenza importante perché Piacenza ha una cultura in questo settore e vi ha investito molto negli ultimi anni. Il ruolo di Piacenza nella galassia Iren è un ruolo importante che può diventarlo ancora di più in relazione con l'idea di un'azienda che ha grande attenzione per i territori e ormai una dimensione nazionale».
Può spiegare meglio, cosa si intende per intelligenza dei servizi?
«Se pensiamo alle linee di business di un'azienda come Iren ci sono molti servizi aggiunti collegati all'energia, come ce ne possono essere collegati all'ambiente, ai rifiuti, piuttosto che all'acqua e al gas, l'idea è quella di portare una maggior intelligenza nei servizi che vengono offerti in particolare da Iren, per creare delle condizioni migliori per i nostri cittadini e, ci auguriamo, per ridurre i costi».
Cosa può dirci della difficoltà di sedere su una poltrona che ha attraversato momenti di grande fibrillazione con gli amministratori pregressi, quali sono le "noci" da rompere?
«Ci sono due punti sui quali Iren ha bisogno di lavorare. Iren è un'azienda unica, ha una dimensione extra regionale, ha un grandissimo valore solo se c'è una massa critica sufficiente, se è possibile fare investimenti e attivare quei processi di innovazione ormai necessari a tutti i business collegati ad Iren, il secondo elemento è una governance più lineare, più leggera e che abbia nello stesso tempo una relazione ben definita fra capogruppo e società di primo livello. C'è stato un processo accelerato in questi ultimi mesi, credo che ci siano ottime prospettive per migliorare l'efficienza del sistema Iren nella relazione con i cittadini e nell'offerta di prodotti-servizi di qualità».
L'indebitamento sta migliorando?
«Il primo semestre è andato bene, sia in termini di Ebitda, in termini di utile e di indebitamento, naturalmente è un'operazione che deve avere continuità nel tempo, ma credo che ci siano tutte le condizioni per fare un discreto lavoro».
Pat. Sof.


pubblicazione: 23/10/2013
aggiornamento: 25/10/2013

Francesco Profumo, presidente Iren 18679
Francesco Profumo, presidente Iren

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