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Ippolito Sanfratello

Medaglia d'Oro alle XX Olimpiadi Invernali di Torino

Diventano improvvisamente d'oro le Olimpiadi di Ippolito Sanfratello.

Il primo portacolori della nostra provincia ai Giochi invernali centra subito l'impresa, riportando Piacenza sul podio a distanza di 54 anni dal sontuoso arrivo di Pino Dordoni a Helsinki nei 50 chilometri di marcia.
Staffetta migliore tra questi due campioni non poteva esserci.
Sanfratello è uno dei magnifici tre capaci di battere in finale il Canada e di portare l'Italia sul gradino più alto nell'inseguimento a squadre della velocità su ghiaccio.

Dopo il bronzo di Fabris, ecco il grande acuto in una disciplina diventata olimpica proprio a Torino 2006, ma in cui l'Italia, anche in Coppa del Mondo, si è dimostrata maestra.
E tra la forza dirompente di Fabris e la freschezza del giovane Matteo Anesi, il collante decisivo è diventato proprio Sanfratello.
Non è un caso che il terzetto sia decollato proprio quando è esploso il piacentino, una "promessa" di 32 anni, che ha lasciato il lavoro e gli agi di una carriera nelle rotelle per regalarsi l'emozione dei Giochi.


Certe volte la realtà supera la fantasia.
La storia di Ippolito Sanfratello è una favola sportiva che nemmeno il più inguaribile degli ottimisti avrebbe osato immaginare.
Da zero a oro.
Un buon regista potrebbe tirarci fuori un film dei buoni sentimenti.

Ippolito Sanfratello, nato a Piacenza 32 anni fa, fino a quattro anni fa era un campione della corsa a rotelle.
Inizia a gareggiate nel 1981 con la Libertas Piacenza, sotto la guida di Franco Bertolini che lo allenerà per tutta la carriera.
Nel 1989 passa al Gs Scaltenigo (Venezia), causa (al tempo) la cronica assenza di pista a Piacenza, e nel 1997 rientra definitivamente nella Libertas Piacenza.
Nelle categorie giovanili vince quattro medaglie d'oro ai Giochi della Gioventù, dodici titoli italiani e due titoli europei.
Divenuto senior nel 1991, e nonostante due anni di inattività per uno stop dovuto a un problema cardiaco, si aggiudica venti titoli italiani assoluti, quattordici titoli europei.
Dopo aver battuto nel 1996 il record mondiale della 300 a cronometro su strada durante i campionati mondiali, nel 1997 a Padova fissa il limite mondiale del km. lanciato in 1'16"99, successivamente da lui stesso migliorato nel 1998 (1'15"69), nel 2003 (1'15"659) e nel 2004 (1'15"29).
Nel 1999 conquista il record mondiale della metri 1.000 in linea in 1'17'756, tutt'ora imbattuto, e quello sulla distanza del m. 15.000.
E' suo anche il record del miglio (m. 1.609,34 in 2'18''73) stabilito a Padova nel 2000.

Svestita nel 1999 la maglia azzurra, si è dedicato in particolare all'attività internazionale prima come atleta e poi come team manager, aggiudicandosi numerosi allori in ogni parte del mondo.
In qualità di product manager della Fila ha introdotto sul pattino in linea diversi miglioramenti tecnici adottati dal migliori pattinatori.
La sua carriera sulle rotelle si riassume in oltre 250 vittorie tra cui spiccano 8 titoli mondiali, 8 record mondiali, 16 titoli europei, 32 titoli italiani, 5 "Sei Giorni" e 6 maratone.
Il Coni gli ha assegnato quattro medaglie d'oro al Valore atletico.
Nel 1996 è entrato nella commissione atleti del Coni e nel 2005 è stato eletto consigliere federale della Fihp.
Questo era il Sanfratello a rotelle.

Ma tutto questo mostruoso bottino di vittorie non gli bastava, voleva partecipare alle Olimpiadi.
Dopo aver sperato invano nell'ammissione delle rotelle ai Giochi, e persi per questo i necessari stimoli, a un certo punto decide per la svolta: pattinaggio su ghiaccio.
Racconta Ippolito che sia stato proprio vedere l'americano Parra, suo ex avversario a rotelle, salire sul podio a Salt Lake City nel ghiaccio la molla decisiva.
«La prima volta che ho messo i pattini sul ghiaccio ho pensato che non ce l'avrei mai fatta», ricorda.
Invece piano piano, con volontà mostruosa negli allenamenti, Sanfratello conquista la Nazionale e comincia a scalare le gerarchie internazionali.
Ma a che prezzo: deve lasciare il lavoro, si deve mantenere con quantro guadagnato prima e con modesti rimborsi, deve passare buona parte dell'anno a Baselga di Pinè, in Trentino, sede della pista e della sua società, e all'estero.
La famiglia lo supporta, arrivano i risultati.

Dalla stagione 2004/2005 fa parte della Nazionale di velocità.
Ha vinto numerose prove del "Grand Prix".
Nel 2004 ha conseguito una medaglia d'argento e una di bronzo ai campionati italiani; ha vinto il 44° Trofeo internazionale "Nicolodi".
Nel 2005 ha vinto la terzo prova Gruppo B della World Cup metri 5.000, ha stabilito il record della pista di Baselga di Piné sui 3.000 con il tempo di 3'52"83 e ha conquistato la medaglia d'argento nell'inseguimento a squadre ai campionati mondiali di Germania.
Ha vinto poi la Coppa del Mondo inseguimento a squadre 2004; 2° classificato in Coppa del Mondo 2005; primo nella prova a squadre di Coppa del Mondo e 4° nei 1.500 (primo gruppo) a Torino.
Centra i limiti per partecipare ai Giochi, il resto è storia d'oro.


pubblicazione: 18/02/2006
aggiornamento: 08/04/2006

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