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Inceneritore, scontro Reggi-Boiardi

Il Comune vuole che bruci più rifiuti, la Provincia dice no

«Politicamente stupido, oltreché immorale, continuare a portare fuori provincia i rifiuti in eccesso rispetto alla capacità di smaltimento dell'inceneritore, meglio sarebbe aumentare la quantità di autorizzazione dell'impianto, così risparmieremmo 3 milioni di euro all'anno inquinando di meno».

Si infiamma la polemica attorno ai rifiuti sollevata l'altra sera dal sindaco Roberto Reggi all'assemblea della Cna.

Riprendendo il passaggio dedicato all'argomento dal presidente provinciale della Cna Dario Costantini, che si è chiesto il senso di «esportare nell'inceneritore di Bologna 10mila tonnellate di rifiuti che potrebbbero essere trattati nel nostro impianto», Reggi ha parlato di «situazione kafkiana».

Un giudizio suonato come attacco al presidente della Provincia Gianluigi Boiardi, reo di non aumentare la potenzialità del nostro inceneritore.

E Boiardi, che nel suo intervento alla Cna ha evitato riferimenti alla questione, a domanda ieri ha risposto, e lo ha fatto per ribadire che è sulla raccolta differenziata che occorre insistere.
Da scartare, dunque, la strada di autorizzare l'inceneritore al massimo regime.

A Borgoforte, dove ha sede il termovalorizzatore gestito da Tecnoborgo, la società di cui il Comune (e più a monte Enìa) condivide la proprietà col partner privato, vengono oggi smaltite 120mila tonnellate di rifiuti all'anno.
È la soglia massima autorizzata dopo che nel 2005
la Provincia ha concesso di superare le 105mila tonnellate corrispondenti alla taratura standard dell'impianto.
Autorizzazione biennale ora da rinnovare.

C'è però una quantità di rifiuti prodotta dal territorio provinciale in eccedenza, sono quelle 10mila tonnellate che occorre conferire altrove, nello specifico a Bologna, dove vengono destinate al locale inceneritore di Hera.
Un'esportazione che «ci costa 3 milioni di euro all'anno tra maggiori spese di trasporto e introiti perduti in ragione del mancato conferimento a Borgoforte», ha evidenziato ieri il sindaco tornando sulla questione.
Non solo, «la beffa è che facendo viaggiare i rifiuti sui camion inquiniamo di più, oltretutto là li mandano all'inceneritore di Hera e così il capolavoro è compiuto».

È frontale l'attacco di Reggi a Boiardi:
«Questo problema gliel'ho posto personalmente il 12 luglio scorso, appena rieletto sindaco.
Gli ho detto che nonostante si stia spingendo al massimo la raccolta differenziata, ci vorranno tre anni per arrivare al 50% su scala provinciale, la quota cioè compatibile con un conferimento di 105mila tonnellate a Borgoforte.
Nel frattempo perché si deve continuare a spendere 3 milioni di euro all'anno quando abbiamo un inceneritore in grado di bruciare le eccedenze se gli fosse permesso di funzionare al regime pieno di 136mila tonnellate?
Oltretutto, è quando è al massimo che sviluppa un rendimento termico ottimale inquinando al minimo; e quei 3 milioni risparmiati potremmo investirli nella differenziata, nell'abbattimento dell'inquinamento, o per tagliare la tariffa rifiuti.
Aveva promesso che mi avrebbe risposto a breve, ma non è mai arrivata; solo qualche giorno fa ho letto sulla stampa una dichiarazione di Ziliani (l'assessore provinciale all'ambiente, ndr) da cui si capiva la contrarietà all'aumento di potenza, ma non mi pare un bel metodo per rapportarsi con il sindaco del capoluogo che, tra l'altro, quella richiesta l'aveva avanzata anche nella veste di presidente dell'Agenzia d'ambito», l'ente provinciale competente sui rifiuti.

Duramente censurato, dunque, dal sindaco il diniego dell'autorizzazione («Un atteggiamento amministrativo miope, oltreché immorale perché scarichiamo su altri territori i nostri rifiuti, quando il piano provinciale che la giunta Boiardi ha licenziato prescrive l'autosufficienza nello smaltimento»). Ma fermamente difeso da via Garibaldi:
«Noi siamo già passati ad autorizzare da 105mila a 120mila tonnellate, dobbiamo incentivare la raccolta differenziata, così produrremo anche un combustibile migliore per l'inceneritore perché non va bene conferire materiale con molta acqua che non brucia a dovere.
Su questo punto la Provincia è determinata, non si va sopra le 120mila tonnellate».
Così il presidente Boiardi nel ribattere a Reggi, che, annota, «è stato informato per tempo da Ziliani in un incontro a Bologna».
«Comunque ci ragioniamo sopra insieme», smorza i toni Boiardi.

È però l'assessore Gianluigi Ziliani a contrattaccare annotando che «una richiesta di arrivare fino a 136mila tonnellate non c'è mai arrivata» e che «quando abbiamo autorizzato l'aumento a 120mila abbiamo chiesto che una quota dei maggiori introiti (1,2 milioni di euro) il Comune la destinasse alla differenziata e non è stato fatto».
Gustavo Roccella


pubblicazione: 07/11/2007
aggiornamento: 11/11/2007

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