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Il Polo resta a Piacenza, ma serve la Pertite

L'esercito vuole mantenere il Polo di mantenimento pesante a Piacenza e per farlo ha bisogno anche dell'area ex Pertite, tutta o in parte.

Ma il Comune, assieme al tavolo interistituzionale che riunisce tutte le forze istituzionali e sociali del territorio, aprirà una serrata trattativa per poter limitarne al minimo l'utilizzo, in modo da poter dare vita al tanto sospirato parco.

Questo quanto emerso dall'incontro che il sindaco Roberto Reggi ha avuto ieri al ministero della Difesa con coloro che stanno seguendo la pratica.
"E' stato un confronto positivo - commenta il primo cittadino - durante il quale sono emersi due punti fermi molto importanti. Innanzitutto l'esercito intende puntare ancora su Piacenza e i suoi stabilimenti militari, che dunque saranno riqualificati sia dal punto di vista strutturale, sia per quanto riguarda l'organico. E questa era la priorità essenziale che ci eravamo posti. Inoltre - aggiunge Reggi - hanno finalmente presentato un piano industriale dettagliato, in cui sono indicate tutte le esigenze che hanno in termini di edifici, capannoni, volumi e tutto quanto serve per la loro normale attività".
Qualcosa di ufficiale e specifico, quindi, da cui partire per il confronto.
"Consegneremo la proposta della Difesa ai nostri tecnici - chiarisce il primo cittadini - che la valuteranno e studieranno le possibili integrazioni. Poi a settembre porteremo tutti i documenti al Tavolo di concertazione con tutte le altre istituzioni e i soggetti interessati. Una tempistica che cade proprio a fagiolo perchè si sovrappone con l'avvio della conferenza di pianificazione del Psc: uno lavoro che si incrocerà e che porterà a scelte importanti e condivise al massimo".

Questione Pertite: il piano ministeriale prevede due soluzioni per l'utilizzo dell'area.
La prima prevede che resti tutta ai militari, la seconda solo per una piccola porzione, con il grosso del nuovo Polo di mantenimento ricavato dalla ristrutturazione di quello attuale.

"Naturalmente - chiarisce Reggi - noi non vogliamo neppure tenere in considerazione la prima opzione, mentre lavoreremo sodo sulla seconda, cercando di ottenere tutta l'area per destinarla a parco, rispettando così l'esito del referendum a cui hanno partecipato 30mila piacentini".

Se così sarà, Piacenza si vedrà restituita la presenza militare limitata a viale Malta e all'Artale di via Emilia Pavese, oltre allo spicchio di Pertite oggetto della trattativa.
Diciannove ettari dell'area sarebbero liberati, in entrambi i casi Ospedale militare e laboratorio Pontieri sarebbero dismessi dall'esercito.
In un mese, quindi, si è ottenuto più che negli anni precedenti:
"Dobbiamo dare il giusto merito al sottosegretario Guido Crosetto - commenta il sindaco - che ha mantenuto la parola data durante la sua visita di alcune settimane fa. E' bastato che venisse una volta a Piacenza per rendersi conto della situazione e per sbloccare l'impasse in cui ci trovavamo da oltre un anno. Va ringraziato, è stato bravo a intervenire e mettere d'accordo tutte le esigenze dei militari. Ora speriamo che ascolti fino in fondo quelle dei piacentini".
Michele Rancati
LIBERTA' 28/07/2011




Alla città ospedale militare e laboratorio Pontieri
Entrambe le opzioni contenute nello studio prevedono il trasferimento delle strutture al Comune

(mir) E' contenuto in 16 pagine intitolate "Studio per la razionalizzazione del Polo di mantenimento pesante nord di Piacenza" il futuro delle aree militari cittadine, reso noto ieri dai parlamentari piacentini Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega nord).
Lo scopo dell'analisi, fornita dalla Difesa al sindaco Roberto Reggi nel corso dell'incontro di ieri, è ottimizzare le infrastrutture in uso all'ex Arsenale e alle altre strutture per valorizzare ciò che va mantenuto e dismettere quel che non serve più all'esercito, anche in funzione di una contrazione dei costi di gestione.
IPOTESI 1: TUTTO ALLA PERTITE
La prima ipotesi prevede il trasferimento di tutte le funzioni presso il comprensorio ex Pertite, con la conseguente totale dismissione della struttura di viale Malta, che dunque potrebbe tornare alla città. Il cronoprogramma prevede un impegno di 12 anni: i primi tre per la bonifica del sedime dell'area, fino al quinto la demolizione dei fabbricati esistenti e fino al decimo per la realizzazione delle nuove strutture. Parallelamente sarebbero avviati lavori di riqualificazione della ex Staveco. Negli ultimi due anni ci sarebbe la dismissione dell'ex Arsenale.
Il costo complessivo, ovviamente a carico del Comune che vuole le aree non più funzionali ai militari, sarebbe di 128 milioni di euro, a fronte della liberazione di 29 ettari tra terreni e beni.
Per la Difesa sarebbero due i vantaggi: minori costi di esercizio e inferiore impatto sulle attività del Polo.
IPOTESI 2: RISTRUTTURARE EX ARSENALE
La seconda opportunità presentata dal ministero a Reggi è quella che piace di più all'amministrazione e, visto l'esito del referendum, anche alla comunità piacentina.
Prevede la razionalizzazione delle aree e degli immobili dell'ax Asenale di viale Malta e della ex Pertite, con una significativa dismissione di parte di quest'ultima area, pari a 19 ettari.
In questo caso il programma dei lavori sarebbe di 8 anni, per un costo di 91 milioni.
Si partirebbe con la bonifica della Pertite (da stabilire se integrale o per la quota di competenza militare, lasciando il resto a carico del Comune) e contemporaneamente alla ristrutturazione e funzionalizzazione delle strutture di viale Malta. Poi via alle dismissioni, compresa quella dei bastioni dell'ex Arsenale. L'aliquota di ex Pertite lasciata libera dai militari dovrebbe diventare di proprietà comunale dopo tre anni dalla partenza del piano.
I vantaggi di questa soluzione, secondo lo studio dell'esercito, sarebbero tre, oltre al minor costo: maggiore flessibilità nello sviluppo dei lavori, cessione in tempo brevi delle aree non strategiche e disponibilità della pista prova carri, che occuperebbe la parte di ex Pertite che non sarebbe ceduta. In totale tornerebbero alla città 34 ettari
OSPEDALE MILITARE E PONTIERI
Entrambe le ipotesi prevedono l'immediata cessione dell'ospedale militare e, dopo due anni dall'avvio, del Laboratorio pontieri.
La Difesa ha fatto presente anche alcuni vincoli che intende mettere nella realizzazione degli interventi di riqualificazione del Polo di mantenimento: capire cosa fare dei manufatti di rilevanza storica-architettonica, inserire coperture di fotovoltaico su alcuni edifici e completare interventi di manutenzione straordinaria. Interventi per cui l'esercito ha già speso 9 milioni di euro.





pubblicazione: 28/07/2011

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