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domenica
20
settembre
2020
Santi Andrea K. Taegon, Paolo C. Hasang e compagni martiri



Il convegno dei pendolari

Troppe le promesse disattese, le parole a cui non sono seguiti i fatti, gli impegni solenni rimasti sulla carta, i tavoli istituzionali da cui non è sortito niente.
Troppe le occasioni mancate negli anni passati, per non reagire all'ennesima pioggia di proponimenti lanciata dai dirigenti regionali di Trenitalia e della Rti, la società che gestisce le linee ferrate.

I pendolari ieri a Palazzo Farnese hanno ascoltato pazienti i discorsi, in gran parte noti, dei vari rappresentanti delle ferrovie.
Qualche applauso ironico, un accenno di contestazione e poi hanno preteso di dire la loro.
Di sfogare un po' della frustrazione che si accumula durante l'impresa quotidiana di spostarsi, di una vita in buona parte trascorsa sorvegliando l'orologio, a fare gli scongiuri per assistere all'arrivo del proprio convoglio senza ritardi.
Stati d'animo confermati dalla ricerca realizzata dal Laboratorio di Economia dell'Università Cattolica, da cui emerge la condizione di sacrificio connaturata allo status di pendolare.

Nella sua relazione, la presidentessa dell'Associazione Pendolari, Marinella Chiodaroli ha condensato le cause che hanno fatto subire «un peggioramento sostanziale del servizio di trasporto passeggeri sul nodo di Piacenza».
Nell'anno appena trascorso - ha fatto notare - l'entrata in vigore dell'abbonamento solare ha portato un aumento dei costi e disagi, ma è stato il nuovo orario ferroviario, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Invece di ridursi, i tempi di percorrenza di diversi treni si sono allungati per andare a coprire i ritardi fatti registrare in precedenza».
«Non solo la scarsa puntualità, - ha aggiunto - ma anche altri sono i disagi: i vagoni chiusi, freddi d'inverno e surriscaldati d'estate, l'igiene. L'ultima scoperta in ordine di tempo che abbiamo registrato - ha concluso - è che su certi convogli viene diminuito il numero delle carrozze».

Gino Luigi Acerbi, dall'alto dell'esperienza dei suoi 30 anni di pendolarismo, sostiene «di non credere più a ciò che raccontano le ferrovie.
Ci si dice che il 2007 sarà l'anno in cui le grandi opere dell'alta velocità saranno terminate, ma - ha chiesto - che cosa sarà compiuto per dare una percorrenza decente ai pendolari di Piacenza»?

Per Franco Trespidi, la questione della puntualità resta in cima ai nodi da affrontare: «I ritardi accumulati - fa notare - equivalgono a decine di miglia di ore lavorative perse, vale a dire a miliardi di denaro che si bruciano. E' giunto il momento di reagire dal punto di vista legale: non è accettabile che nessuno ci rimborsi per una tale disfunzione.
Dieci anni fa - ha ricordato - l'allora amministratore delegato delle ferrovie Lorenzo Necci venne a Piacenza e firmò un contratto per portare il tempo di percorrenza verso Milano a 50 minuti: giacché nulla si è realizzato, come possiamo prestare fede ai vostri impegni».

Francesca Fermi, ha toccato il delicato tema della trasparenza: «Per colpa dei ritardi - ha spiegato - mi sono vista decurtare i giorni di ferie dalla busta paga: di fronte a questi disagi sistematici, ciò che riesce più insopportabile è la mancanza di informazioni. Capita così - ha affermato - di ritrovarsi in balia degli eventi, sequestrati su di un treno in mezzo alla campagna e alla domanda di spiegazioni rivolta al personale, può succedere di sentirsi rispondere “tanto in Italia tutto funziona male”».

«Anche i sindacati regionali dei trasporti hanno voluto intervenire nel dibattito, sottolineando con Alberto Ballotti (Filt Cgil) come "la maggior parte dei ritardi sia concentrata sulle medesime tratte e sia imputabile ai guasti del materiale rotabile." "Significa - ha evidenziato - che la manutenzione svolta è insufficiente».


Il sindaco Reggi molto critico con Trenitalia
«I discorsi che ho sentito fare dai dirigenti delle ferrovie qui presenti mi hanno in parte rassicurato e in parte preoccupato: mi aspettavo di sentire impegni concreti per una maggiore trasparenza nell'elaborazione delle tariffe e degli orari dei treni.
Così non è stato, pertanto vi chiedo di spendervi in questa direzione in maniera bonaria ma determinata».
Anche il sindaco Roberto Reggi non ha risparmiato critiche ai rappresentanti di Trenitalia.
Lo ha fatto da primo cittadino, ma anche da ex pendolare, rifacendosi alla sua esperienza, durata 15 anni, di studente e lavoratore costretto a spostarsi a Milano.
«Dal clima che si è respirato stamattina - ha osservato - è evidente il livello di esasperazione raggiunto dalla categoria, un disagio che ho sperimentato di persona.
Per questo sarò a fianco di tutte le rivendicazioni e alle manifestazioni di protesta che i pendolari promuoveranno, perché il nostro territorio ha pagato moltissimo le scelte compiute dalle ferrovie negli ultimi anni».
«Anche quella - ha aggiunto - di investire sui treni a lungo tragitto per fare concorrenza al trasporto aereo: una politica da riconsiderare perché va a discapito dei percorsi più brevi».
Quanto ai provvedimenti per fermare “l'emorragia di cervelli” dalla nostra città, il sindaco ha ricordato come il pendolarismo sia in parte un fenomeno fisiologico, in crescita in tutta Europa: «Occorre non perdere le occasioni di sviluppo - ha sostenuto - per il nostro territorio, come quella offerta dall'agenzia alimentare di Parma, e cercare di attirare centri direzionali nella nostra città».

L'assessore provinciale ai Trasporti Pietro Tagliaferri ha evidenziato come il livello di criticità della situazione dei pendolari è tale da aver indotto l'intervento del prefetto.
«Non serve creare illusioni - ha affermato - ma mettere in campo proposte concrete, una di queste potrebbe presto riguardare le tariffe, con modulazioni ritagliate adhoc per i passeggeri piacentini».
«Se siamo giunti a questo stadio del problema - ha fatto notare - è perché c'è stata una sottovalutazione complessiva delle politiche sulla mobilità negli ultimi anni. E i trasporti sono intimamente legati all'economia. Per recuperare questo disavanzo - ha concluso - la nostra provincia ha voluto dar vita a Federmobilità, una rete di enti locali impegnati sul fronte del miglioramento dei servizi di trasporto». Il presidente di Piacenza Intermodale Carlo Merli (che ha commentato l'indagine, presentata poco prima da Paolo Rizzi, del Laboratorio di Economia locale dell'Università Cattolica) ha ricordato la scommessa del polo logistico per offrire possibilità di occupazione anche ad alti profili professionali e le nuove opportunità concesse dal telelavoro.
Ma. Fe.

La rabbia della Regione
«Le ex-Fs hanno disatteso le nostre aspettative»

«La Regione Emilia Romagna è stata tra le prime a firmare il contratto di servizio con Trenitalia - spiega Bruno Ginocchini, dell'Agenzia Trasporti Pubblici regionale - e a ha inserito immediatamente come clausola la riduzione dei contributi a fronte dell'eventuale peggioramento dei servizi, riduzione poi puntualmente applicata.
Il problema vero - nella nostra come nelle altre regioni - è che a un certo punto del 2003 qualcuno all'interno di Trenitalia ha deciso che conveniva pagare le “multe” - cioè subire le riduzioni dei contributi - piuttosto che andare avanti negli sforzi per migliorare il servizio.
Questo è un fatto gravissimo che ha minato la nostra fiducia nell'ente ferroviario.
Trenitalia ha completamento disatteso le nostre aspettative anche per quanto riguarda la trasparenza sulla programmazione - prosegue Ginocchini - e la situazione nel 2003 è decisamente precipitata. Nell'aprile-maggio scorso la Regione, d'accordo con gli enti locali e i pendolari, ha formulato le proprie richieste a Trenitalia; non stiamo parlando di miracoli, ma di piccoli miglioramenti del servizio.
Trenitalia a sua volta avrebbe dovuto trasmettere queste richieste a Rete Ferroviaria Italiana (l'altra “costola” delle ex-Fs ndr.).
Nell'ottobre scorso abbiamo invece scoperto che Trenitalia, non solo non aveva trasmesso a Rfi quelle richieste di piccoli miglioramenti che la Regione aveva presentato, ma aveva anche inserito treni a lunga percorrenza in mezzo a quelli destinati ai pendolari, peggiorando la situazione».






pubblicazione: 01/02/2004
aggiornamento: 27/10/2004

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 :.  ECONOMIA Piacenza
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