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Il "bravo" giornalista forse gode se può seminare un pò di zizzania.....
Alcune frasi estrapolate da una chiaccherata sul futuro di Piacenza, fatta peraltro con un altro giornalista (vedi oltre), possono dare una visione parziale ( e forse anche distorta) del vero senso di alcune mie considerazioni.
Come è noto il PdL nasce dalla fusione di 2 grandi partiti, Forza Italia e Alleanza Nazionale, cui si sono unite successivamente altre formazioni politiche minori.
In questa fase transitoria, vigono appunto "norme statutarie transitorie" che prevedono la nomina "diretta" dei vertici anche locali su "chiamata diretta".
Allorchè si svolgeranno nel prossimo novembre i Congressi nazionali e locali, si tornerà ad una modalità piu' partecipata e "democratica" con votazioni da parte degli iscritti del territorio. Questo avevo ben spiegato a chi faceva domande..... Solo in questo modo va quindi intesa la frase, svincolata dal contesto, "adesso non c'è alcuna democrazia nel processo decisionale".
Orbene il Coordinatore Cittadino , come da Statuto-Norme Transitorie, è attualmente nominato dal Coordinatore Regionale sentito il Coordinatore Provinciale ( su sua proposta).
Attualmete il segretario regionale è l'on Berselli (exAN) ed il segretario provinciale è l'on Foti (exAN). Sono quindi loro che hanno avvallato la mia nomina. Sono molto riconoscente ad entrambi per la opportunità che mi hanno dato.
Certo ha partecipato alla mia nomina anche Massimo Trespidi (exFI), attuale Presidente della Provincia (nella vicenda di cui stiamo parlando però in qualità di vice-coordinatore-vicario provinciale) che ringrazio per la stima che mi ha dimostrato. Nessun'altra figura exFI d'ambito non locale , che io sappia, ha contribuito alla mia nomina. Questo semplicemente ho detto.
Essendo le 2 anime ancora presenti , sarebbe stato bello avere avuto il supporto di entrambe le componenti in ambito non solo locale. Sarebbe stato bello avere avuto un "accreditamento" anche non locale da parte della componente ex Forza Italia. Tutto qui. Il termine "emanazione" va quindi in questo senso inteso.
Il termine "subordinazione" deve essere letto, come piu' volte ho espresso in tempi non sospetti, che il coordinatore cittadino è ovviamente (e necessariamente ) sottoposto, subordinato, al Coordinatore Provinciale e a quello Regionale.
In ogni caso e comunque il mio attuale compito, concordato e condiviso con il Segretario Provinciale Tommaso Foti, è quello di organizzare, potenziare e se possibile ancor piu' migliorare la struttura operativa del PdL cittadino, sulla scorta delle indicazioni politiche che verranno tracciate dal Coordinamento Provinciale.
Per quanto riguarda le Elezioni Comunali del prossimo 2012, a domanda precisa ho espresso effettivamente perplessità sulla autocandidatura dell'on Massimo Polledri della Lega Nord a sindaco di Piacenza. La comunità piacentina è moderata, prudente, coesa. La Lega Nord è molto dura e radicale su alcuni argomenti.....
Manca comunque ancora molto tempo, piu' di 2 anni.... La "pretesa" dei leghisti locali (espressa in modo manifesto anche sulla stampa locale) non mi sembra un approccio corretto al problema, anche se l'aspirazione ad esprimere un sindaco leghista può considerarsi legittima.
Per quanto riguarda il sottoscritto, anche i sassi conoscono la mia situazione famigliare... Ho 2 figli di 21 e 16 anni.... li devo portare alla laurea ed al lavoro... Nel 2012 (quando si eleggerà il Sindaco di Piacenza) non ci sarò ancora riuscito...
Filiberto Putzu, segretario cittadino Pdl Comune di Piacenza
ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA (a firma Massimo Paradiso) COMPARSA SUL CORRIERE PADANO :
Filiberto Putzu, nato a Piacenza il 15 marzo 1954, è medico di base, consigliere comunale in quota Pdl e coordinatore cittadino del partito. Si laurea nel 1979 in medicina all'Università di Parma e, per pagarsi gli studi, fa il casellante autostradale e il pubblicista per Radio Sound. E' sposato dal 1985, due figli maschi e un cane bassotto. E' stato per due volte presidente del Rotary, fondato due anni fa l'associazione culturale "Piacenza che verrà" ed ha digiunato di politica fino al 2002 quando entra nella civica a sostegno di Gianguido Guidotti, Piacenza nostra. Naufragata la lista- e le elezioni del centrodestra- porta i suoi 300 voti in Forza Italia e viene messo nel direttivo cittadino per volere di Massimo Trespidi e Antonio Agogliati. Dal gennaio di quest'anno è coordinatore cittadino del Popolo delle libertà. Dice di sé, riferendosi al nuovo incarico: "Dal punto di vista organizzativo sono una macchina da guerra, li sto massacrando operativamente, travolgendoli di iniziative".
Consigliere Putzu, il Popolo delle libertà viene spesso criticato per la mancanza di una democrazia interna che porta le cariche del partito ad essere emanazione di una o poche persone. Lei che viene dal civismo, ritiene che queste critiche corrispondano al vero? Adesso non c'è alcuna democrazia nel processo decisionale all'interno del Pdl. Anche prima non c'era, mi dicono. Il vero congresso ci sarà a novembre, adesso c'è solo uno statuto a cui mi devo attenere. Nel partito cerco di mettere nomi nuovi ma vigono norme transitorie: adesso sono subordinato agli ex di Alleanza nazionale perché sono stato proposto da Foti e Trespidi ma chi sceglie davvero è il coordinatore regionale sentiti i suoi omologhi locali. Anche se culturalmente sono di Forza Italia io sono emanazione degli ex An. Non è tanto bello perché ho bisogno di un accreditamento a livello nazionale da parte di qualcuno che sia stato in Fi. Adesso e fino al congresso, chiaramente, l'organizzazione del partito è piramidale e ho scelto insieme a Foti alcune persone del coordinamento cercando di bilanciare le varie anime all'interno del gruppo.
Qual'è, secondo lei, una caratteristica essenziale che il partito deve avere? La chiave di volta è la partecipazione e durante il primo incontro del direttivo non eravamo in 20 ma in 50. L'obiettivo è ramificare il partito coinvolgendo al massimo le persone. Eros Prandini mi sta dando una grossa mano in questo, creando una banca dati di attivisti e credendo molto nella comunicazione interna. Voglio facce nuove. Sto ristrutturando il partito e lo voglio rivoltare come un calzino.
Dopo due mandati all'opposizione, il centrodestra non sembra ancora capace, a livello comunale, di avanzare proposte credibili. Si sente di condividere questa affermazione? Le proposte sono l'oggetto del nostro lavorare da lunedì in avanti. Mi trovo con le circoscrizioni lunedì per capire i punti di forza e le criticità. A febbraio arriveranno le nostre proposte programmatiche perché Foti mi ha chiesto di stilare un documento propositivo dal quale emergerà la città che abbiamo in mente.
E lei che città ha in mente? La città che ho in mente io è una città "allargata", più grossa come forza economica e anche più larga come estensione perché le realtà più grosse di noi ci sorpassano. Reggi ha chiaramente migliorato "l'appartamento" della città, il contenitore è più bello esteticamente ma Piacenza è la stessa, con gli stessi problemi. L'idea che ho è che devo attrarre due tipologie di nuovi residenti: il centro direzionale i cui dirigenti che arrivano da Milano, Verona, Parma devono accorgersi che qui si vive bene. E poi bisogna attrarre la residenza medio- alta. Non m'interessa se fanno i pendolari, ma le famiglie devono vivere qua. Enogastronomia e turismo sono sulle vallate. Noi vogliamo concentrarci sulla città, ecco perché mi oppongo alla realizzazione di un ponte decentrato: perché la gente deve passare prima all'interno della città e poi andare in val Trebbia.
Sul fronte economico, invece, ha delle proposte da mettere in campo? Il commercio in centro langue. Bisogna dare incentivi economici a chi apre un negozio in centro. I negozietti qui in piazza attirano gente perché sono solo qua e non in periferia. Io devo dare benefit a queste persone in cambio dell'obbligatorietà, per alcune tipologie di esercizi, di tenere aperto fino a mezzanotte. Io non ti faccio pagare il plateatico, ti abbasso la pressione fiscale, faccio anche un giornalino da mandare alle famiglie con la tua pubblicità che pago io, ti organizzo eventi a costo mio ma tu mi tieni aperto il negozio di vestiti fino alle 22 e il bar fino a mezzanotte. Non voglio più che mio figlio vada a Lodi o Cremona, deve stare qua. Il centro storico è importante ma non facciamo passare il messaggio che noi del centrodestra curiamo solo il centro e non la periferia, che è importantissima e ha altre valenze che bisogna mettere sul piatto con positività. La città è un mosaico, ripartiamo dai singoli quartieri da mettere a sistema tra loro. Ripensare ai quartieri per creare nuovi quartieri e allargare la città.
Partecipazione, organizzazione, sviluppo della città: non è che si sta scaldando i muscoli per correre da sindaco nel 2012 ? C'è bisogno di un sogno da portare avanti, un'ambizione, anche a livello di opposizione consiliare, dove non abbiamo fatto granché in questi anni, dovremmo dare di più. Reggi, questo sogno, non ce l'ha, il vicesindaco Cacciatore, se dovesse succedere a Reggi, è troppo pragmatico. Per il prossimo sindaco, dobbiamo trovare qualcuno che ce l'ha, questo sogno. Nonostante l'autocandidatura, Polledri è perdente a Piacenza, perché la città è ancora legata alla Resistenza e la Lega è troppo estrema in alcune sue posizioni. Gli altri candidati sindaco potrebbero essere Paparo, che è giovane, o Putzu. Un industriale che si mette a disposizione? La vedo molto difficile, darebbe di matto dopo due giorni. Corriere Padano del 28 gennaio 2010
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