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giovedì
28
ottobre
2021
Santi Simone e Giuda, Apostoli



Il bikini? Lo sceglie la tribù

Di che tribù sei?
Africana, neo-pudica o vintage?

Sulla spiaggia quest’anno la lotta fra bikini e intero è superata.

La differenza la fanno tre grossi gruppi di tendenza che dividono le donne in base a età, conformazione fisica, gusti, status, carnagione e, addirittura, colore dei capelli.

Tenendo conto di questi fattori, secondo gli stilisti, inconsciamente ci si schiera in un filone piuttosto che in un altro, costruendo un guardaroba marino su misura.

Insomma la moda diventa una questione di appartenenza.

Chi sposa l’etnico - di solito è giovane, bruna, palestrata, un po’ esibizionista, ma anche attenta all’ambiente.

Le raffinate minimal, dai 25 anni in su, genere intellettuale bohemienne - pelle mediamente chiara - si coprono e cercano modelli architettonici che scolpiscano il corpo.

Mentre le outsider - ironiche, magari con silhouette curvosa e chiome tendenti al rosso - giocano con i modelli d’antan.

Africa
Sposare il Continente Nero significa privilegiare bikini micro, reggiseni a triangolo e fantasie di gusto Masai, come quelle che Fisico propone in un’esplosione di tinte che vanno dal marrone al turchese. Con modelli che citano gli Anni ‘80 nelle sgambature affilate o nei tagli sui fianchi. Nel filone rientrano, le fantasie ispirate agli animali. La Perla, per esempio, punta sulle piume di pavone per due pezzi realizzati con le tecniche ingegneristiche che hanno reso grande il marchio. Per le signore della savana questo è l’anno giusto: i bikini si riempiono di macchie selvagge (Calzedonia), gli interi son pensati per regine della foresta (Miss Bikini). Ma attenzione, non a tutti gli uomini piace essere aggrediti da graffianti leopardi.
Il consiglio. Secondo Cristina Ferrari, stilista di Fisico bisogna: «Stemperare lo stile tribal-chic con basse infradito in cuoio, caftani e leggings (sopra over, sotto slim). Osare borse floscie che «suonano» da cui penzolano gingilli afro. Per evitare l’effetto sovraccarico puntare su una sola tinta. Sì agli short di jeans, alle fasce in testa per raccogliere i capelli e scoprire il collo impreziosito da monili di legno o corno».

Vintage
Largo ai capi retrò da Pin Up Anni ‘50, ma che scippano alla corsetteria tutto il know-how del caso. Un po’ alla Dita Von Teese, con petto sottolineato da balconcini imbottiti, fianchi fasciati da braghette che lambiscono l’ombelico. La fantasia vincente? I pois alla Betty Boop (D&G), declinati negli interi che strizzano la vita con sapienti drappeggi, il ventre piallato da inserti contenitivi (Pierre Mantoux) che cancellano la pancetta. E se i grandi magazzini della Costa Azzurra rilanciano le versioni esibite negli Anni Folli da Zelda Fitzgerald, da noi trionfano i due pezzi dagli slip ascellari, quasi guaine, a quadretti Vichy che Moschino Cheap and Chic profila di pizzo.
Il consiglio. Rossella Jardini, direttore creativo di Moschino avverte: «Guai ai tacchi vertiginosi meglio i sandali bassi. No ai gonnellini con i volant; sì a un’ampia camicia di popeline maschile e alle ceste di rafia lavorate all’uncinetto. Bene gli occhiali retrò a farfalla da svampita, i bracciali di resina rigidi che riprendono il colore del costume. Via libera anche a un cappello di paglia a larghe tese. Da dimenticare i turbanti alla Carmen Miranda e gli zoccoli infiocchettati con tacchi vertiginosi. In un niente si scivola nel ridicolo».

Neo pudica
Brutte notizie per i guardoni dal piede marino.
Quest’anno all’occhio bulimico di nudità non rimane che l’anoressica immaginazione dei souvenir d’antan.
Ormai i topless si contano sulle dita di una mano.
E scompare anche la «dietrologia» dei tanga a cordino.
Vince il pudore scandito da interi e due pezzi strutturati, con forme architettoniche, sublimate da Eres che grazie a un gioco di ferretti e cuciture scolpisce e assottiglia il corpo.
Il triangolo si allunga per coprire anche il petto più abbondante, mentre l’intramontabile balconcino è costruito con spalline larghe.
Ma c’è anche chi, come Kristina Ti, mette su bikini e olimpionici castigati un velo d’organza trasparente, una sorta di copricostume-scamiciato ai raggi X che protegge e rivela le curve come un vetro appannato, una passata di cipria.
Il messaggio è chiaro: «copritevi».
Il consiglio.
Cristina Tardito, alias Kristina Ti, spiega: «L'intelligenza di una donna intriga ben oltre la visione delle curve esibite. Detto questo, chi si copre non deve sembrare una collegiale. Può abbinare il costume "prude" con canotte oversize un po’ stracciate o prendisole a fiori tipo quelli di Laura Ashley. Poi scegliere un Borsalino di paglia, camminare a piedi nudi, rispolverare orecchini bambineschi genere Merù, sfoggiare borse in tela consumate dal sole. Il trucco è aggiungere un tocco di imprecisione e qualche dettaglio usurato ad hoc che renda meno seriosi i costumi castigati».

ANTONELLA AMAPANE
(da www.lastampa.it del 2 giugno 2010)


pubblicazione: 02/06/2010

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