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I militari “aprono” sulle aree

E' il momento giusto per pensare ad una città “liberata” dai grandi vincoli militari che ha ereditato storicamente, ora che si avvia il percorso ufficiale di riorganizzazione dei tre stabilimenti piacentini (Ex Arsenale, Macra Laboratorio Pontieri). Il generale Mario Righele, che si occuperà del piano di rilancio industriale del nostro Polo militare, ieri, durante il primo di una serie di incontri con le rappresentanze sindacali, si è concesso una semplice valutazione al riguardo, lasciando emergere un'apertura da parte dei vertici della Difesa sull'ipotesi di trasferire gli stabilimenti fuori dalla città. Poche parole, dette per inciso, in una giornata dedicata ad altri temi, che però hanno un grande valore per Piacenza. In quanto al Polo siamo solo alle prime battute di un processo che richiederà mesi di lavoro e di concertazione.
Ieri mattina nella sede dell'ex Arsenale si è svolto un lungo confronto tra numerose rappresentanze sindacali, Rsu ed esponenti di categoria, con il responsabile di progetto per la futura area industriale militare, il generale Righele, i direttori del Laboratorio Pontieri e del Macra e alcuni dirigenti del Polo di Mantenimento Pesante Nord. L'impegno espresso dal generale è quello di avanzare gradualmente con il progetto che punta a far di Piacenza una sede industriale del ministero della Difesa. Il generale ha anche speso commenti positivi sulla realtà piacentina (mille i dipendenti), le sue professionalità, le sue risorse da valorizzare. L'intenzione, riferiscono i sindacati, è quella di integrare i tre stabilimenti locali, ma le rappresentanze dei lavoratori hanno chiesto, come prima condizione, che non vi siano esuberi. Al riguardo si è parlato di eventuali passaggi e mobilità interna tra stabilimenti, che non solo escluderebbero esuberi, ma anzi vedrebbero in prospettiva l'esigenza di integrare il personale con un'ottantina di nuove assunzioni, attraverso contratti di formazione a tempo determinato, tanto per iniziare. «Verrà cercata la miglior integrazione degli stabilimenti per arrivare al Polo Logistico Industriale Militare Piacentino - spiega Claudio Malacalza, presente all'incontro insieme a Mirella Losi per la Funzione Pubblica della Cgil - e si tratta di governare il processo in modo partecipato». Venerdì prossimo è in agenda un nuovo incontro e così sarà a cadenza periodica, almeno fino all'estate, quando il progetto potrebbe completarsi “sulla carta”. Positiva l'ipotesi di incrementare contratti di formazione e il ricorso ai fondi sociali europei anche per dare sviluppo alle scuole tecniche e professionali, una boccata d'ossigeno all'occupazione locale. «Questo progetto su Piacenza - conclude il sindacalista - è frutto anche dell'impegno straordinario del sindacato e delle Rsu in questo ultimo anno». Nel merito delle questioni, il giudizio per ora è «interlocutorio». Si vedranno gli sviluppi. Tutto il sindacato sottolinea l'importanza del momento per attivare il Tavolo delle aree militari da parte del sindaco Roberto Reggi («e trovare un'intesa per delocalizzare le attività militari, magari a Le Mose, zona ben servita anche dalla ferrovia»). «Vedo bene questo avvio di confronto - sostiene Marco Bersani (Pa-Uil) - con un'apertura sul trasferimento degli stabilimenti, che occupano aree enormi, basti pensare all'ex Arsenale che si estende da Barriera Torino a Barriera Genova, insomma, è un'occasione che la città non può perdere. Bisognerà vedere cosa le istituzioni mettono sul piatto della bilancia». Incoraggiante anche il commento di Ernesto Catino (Fp-Cisl): «Il ministero ha intenzione di far chiarezza sul futuro del Polo e l'approccio è positivo, il progetto che dovrebbe inglobare tutti gli stabilimenti farà leva sul nostro contributo attraverso riunioni settimanali. Siamo cauti nel merito, ma è significativo che questo progetto parta dell'alto: il ministero investe su Piacenza».

LE SEDI DEL POLO MILITARE.
Sono enormi le aree militari oggi utilizzate dagli stabilimenti piacentini. Il Polo di Mantenimento Pesante Nord (ex Arsenale) di viale Malta opera su un'area di 208 mila metri quadrati, più altri 80 mila della Staveco e 10 mila occupati dall'ex Ospedale Militare. Il Polo ha in pianta organica 718 dipendenti, ma attualmente ne conta 670 civili, a cui si aggiungono 20 militari. E' l'unica struttura di questo tipo nel Nord Italia, l'altra si trova a Nola. Il Macra, Magazzino Centrale di Ricambi Automobilistici, è unico in Italia e si trova in via Delle Novate, vi lavorano 103 civili e una quindicina di militari. Infine il Laboratorio Pontieri ha sede nell'area della Caserma Nicolai, su un'estensione di 140 mila metri quadrati e conta su un magazzino di altri 80 mila metri all'Ex Pertite. Vi lavorano 149 civili e 10 militari.


pubblicazione: 02/04/2005
aggiornamento: 09/04/2005

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