Buona Mmusica BWA Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica
Filiberto Putzu :. Home :.  ITALIA Politica  :.  Uniti nell'Ulivo- L'Unione  :. I leader evitino l' ego politico e parlino di speranza e sviluppo
sottocategorie di ITALIA Politica
 :. Politica nazionale
 :. Federalismo - Riforma elettorale.
 :. Sistema elettorale
 :. Debito pubblico - Legge finanziaria.
 :. Casa delle Libertà
 :. Partito della Libertà
 :. Uniti nell'Ulivo- L'Unione
 :. Partito Democratico
 :. Ppe
 :. Pensiero liberale
 :. Verso le Elezioni 2008
 :. PdL
 :. Verso la Terza Repubblica
 :. Scelta Civica con Monti per l'Italia




mercoledì
21
ottobre
2020
Sant'Orsola e compagne martiri



I leader evitino l' ego politico e parlino di speranza e sviluppo

di Gianni Riotta

Giuseppe De Rita, ex leader del Censis che costituì con i suoi Rapporti annuali l' ideologia della seconda metà della Prima Repubblica, sfida il leader dei Ds, Piero Fassino, a fondare la sua forza politica su «un blocco sociale».
Pena, in caso di fallimento, un partito spray, leggero, incapace di parlare agli italiani.
Fassino replica usando la formula evangelica del «partito lievito» capace di far crescere l' intera società.

La discussione è cruciale nel futuro della sinistra, che assiste al disfacimento del progetto politico fondato con successo undici anni fa da Silvio Berlusconi, stentando però ancora a presentarsi al Paese come credibile forza di governo.
De Rita ha certamente ragione a ricordare come i partiti classici della Prima Repubblica componessero la propria forza su un blocco sociale.
Contadini e braccianti, operai, impiegati, disoccupati e sottoproletari, massaie, intellettuali e professionisti, commercianti, imprenditori, artigiani, dividevano le loro adesioni tra Dc, Pci, Psi, Pri, Pli, Msi, con un blocco che passava catafratto di voto in voto.

Deve dunque Piero Fassino ricercare i suoi pezzi di Lego nelle «classi» 2004 per costruire la vittoria? No.
Sarebbe esiziale se ci provasse e condannerebbe il suo partito, e di conseguenza il centrosinistra, a una nuova lunga astinenza dal governo, simile a quelle che hanno colpito i Democratici in America prima di Clinton e i Laburisti in Inghilterra, prima di Blair.
Le classi, nella società contemporanea, sono diventate una rete, come dice lo studioso Manuel Castells.
Cercare di incastrarle come i mattoncini delle nostre costruzioni da bambini non funziona.
Guardate ancora all' America e all' Inghilterra: finché Democratici e Laburisti hanno provato a duplicare la vecchia coalizione, operai, intellettuali, minoranze urbane, non hanno vinto, perché quel «blocco sociale» semplicemente non basta più a costruire la maggioranza del 51 per cento.

Oggi le nostre società sono divise a clessidra, in alto gli individui che hanno le conoscenze che danno reddito e status, in basso coloro che non hanno il sapere digitale.
All' interno delle due metà, però, ogni granello si distingue per cultura, religione, credenze, opinioni sociali, più che essere omogeneo per classe.
In America un minatore cristiano-fondamentalista e un banchiere ebreo-ortodosso possono scegliere Bush, malgrado le diverse classi, in omaggio ai valori conservatori delle loro fedi, mentre una maestra nera di Harlem e un miliardario informatico di Silicon Valley, scegliere Kerry persuasi che sviluppo e solidarietà possano coesistere.
Le recenti elezioni di Spagna, Gran Bretagna e Germania confermano la natura fluida della nostra era.

La sinistra occidentale ha dunque ovunque un compito arduo: impedire che la società a clessidra strozzi i ceti medi e il welfare, rispettare e promuovere l' originalità e l' individualità di ogni granello sociale, sapere essere attiva in ogni reticolo del presente.
Sconsiglierei perciò vivamente Fassino e gli altri leader progressisti dall' ego politico.
Devono fare il contrario, guardare gli imprenditori che non vogliono vivere di rendita ma di innovazione, ai lavoratori che non si rassegnano allo status quo, ai giovani che assumono merito e sviluppo come amici e non nemici.
La società delle classi era somma zero, se sciur padrun dalle brache bianche brindava, la mondina faceva la fame.
La società post moderna, soprattutto intorno a risorse come ricerca e turismo, può sollevare rapidamente nel benessere intere comunità.
La sinistra deve saper parlare la lingua della speranza, dello sviluppo, dando con costanza un messaggio di fede nel futuro, e non di paura del presente e nostalgia del passato.
Deve essere patriottica, solidale, efficiente, leale per i diritti civili, seria su difesa e sicurezza, capace di credere nei valori di uguaglianza e nella crescita di ogni singolo individuo.
Tutto questo deve poi - subito - diventare nome e cognome di un leader, messaggio al Paese semplice come una parabola e coalizione elettorale.
Effimera, che durerà solo per quel leader e messaggio e andrà poi, pazientemente, ricostruita quando si tornerà all' opposizione.
Se vogliamo restare ai nostri vecchi giochi, il blocco sociale del Lego non serve più, serve la duttile Cera-pongo per creare mille figure e mille colori.


pubblicazione: 21/07/2004
aggiornamento: 07/10/2004

Gianni Riotta 3016
Gianni Riotta

Categoria
 :.  ITALIA Politica
 :..  Uniti nell'Ulivo- L'Unione



visite totali: 2.570
visite oggi: 1
visite ieri: 1
media visite giorno: 0,43
[c]




 
Schede più visitate in Uniti nell'Ulivo- L'Unione

  1. Clemente Mastella : L'Ulivo ha scelto il suicidio.
  2. Prodi: "Io cerco di calmare il clima, ma Berlusconi parla di terrore".
  3. Prodi guadagna più di Sarkozy
  4. Bersani, l’ex chierichetto che ha fatto finta di privatizzare il Paese
  5. Tanta gente e ministri in piazza per i Dico
  6. Polemiche sulla leadership del Pd
  7. ROMANO PRODI
  8. Clemente Mastella dice addio all'Ulivo ?
  9. PRODI HA RASSEGNATO LE DIMISSIONI
  10. Rutelli: «Ulivo più al centro per vincere»
  11. La liberalizzazione di Bersani
  12. FED
  13. Prodi lancia l'Unione.
  14. Il professore e nu bello guaglione.
  15. La macchina della verità.
  16. Il martedì nero di Romano
  17. Intervista a Francesco Rutelli
  18. Nella Margherita il rischio scissione
  19. Barbera: De Rita centra il tema, i Ds parlino alla base
  20. La barca di D’Alema pagata a uno sportello della Lodi
  21. A chi parla la Quercia
  22. LA RETE OLTRE I PARTITI
  23. L’abbaglio democratico.
  24. Rutelli: sono addolorato.
  25. Fassino a che Italia si rivolge?
  26. La Margherita e Prodi. Strategia dei distinguo.
  27. Rosy Bindi: «Sono naturale, non brutta»
  28. PANE E CICORIA.
  29. Prodi: «Io duro perché faccio»
  30. Ruffolo: il blocco sociale? Nasce con il programma
  31. I leader evitino l' ego politico e parlino di speranza e sviluppo
  32. Chiamparino:«È ora di punire chi si droga»
  33. Professor Ottovolante
  34. Ricucire la sinistra.
  35. Rutelli accusa Prodi: dividi l' Ulivo

esecuzione in 0,125 sec.