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galleria immagini  Grande Guerra 1915-1918 : Colbricon
 
Laghetti di Colbricon (1) Passo Colbricon con il sentiero che sale verso le cime (2) Cima Orientale ed Occidentale di Colbricon (3) colbricon ( foto da www.grandeguerra.com) (4)
Laghetti di Colbricon (pic 1) Passo Colbricon con il sentiero che sale verso le cime (pic 2) Cima Orientale ed Occidentale di Colbricon (pic 3) colbricon ( foto da www.grandeguerra.com) (pic 4)
Colbricon(2), Grunen Sattel (4), Piccolo Colbricon (5)(da Soldati contro montagne, Adone Bettega, Gino Rossato Editore) (5) Trinceramenti austriaci sul Colbricon Occidentale (da Soldati contro montagne, Adone Bettega, Gino Rossato Editore)  (6) Colbricon  (7) pattuglia austriaca  (8)
Colbricon(2), Grunen Sattel (4), Piccolo Colbricon (5)(da Soldati contro montagne, Adone Bettega, Gino Rossato Editore) (pic 5) Trinceramenti austriaci sul Colbricon Occidentale (da Soldati contro montagne, Adone Bettega, Gino Rossato Editore) (pic 6) Colbricon (pic 7) pattuglia austriaca (pic 8)
Da Predazzo si risale in auto verso Paneveggio, si costeggia l’omonimo lago e si continua poi verso il Passo Rolle.
Superatro il torrente Travignolo si percorre ancora 1 km e, prima di un tornante, si vede a destra la sterrata per la ex Malga Colbricon (freccia in legno), evidenziata da un cippo che ricorda i combattenti della Prima Guerra Mondiale.
Qui, sulla sinistra della statale, si parcheggia l’auto nell’ampio spiazzo predisposto (1640 m).


Imboccata a piedi la pista sterrata, si supera subito il Rio di Colbricon e si continua dritti verso i Laghi del Colbricon, superando il Rio di Valbona ; ad un bivio una freccia in legno segnala la direzione per la Malga Colbricon.
Malga Colbricon (1838 m, 0.45 ore) è utilizzata solo come stalla e come spartano ricovero di emergenza.

Si prosegue sulla mulattiera principale trascurando l'indicazione per le Buse dell’Oro.
Si risale quindi un roccioso crinale ricoperto da radi alberi per poi addossarsi alle rocce in località La Stretta e quindi riscendere in una vasta depressione prativa.
Da qui, con un’ultima salita si raggiunge il Passo del Colbricon (1908 m, 0.30 ore), dove ci si ritrova sul sentiero che dai Laghi del Colbricon e da Malga Ces sale alla vetta del Colbricon.

Si risale ripidamente un esile faticoso sentiero tra rocce fino ad arrivare ad grandioso vallone chiuso dalle cime del Colbricon, a sinistra, e dalla dorsale Colbricon Piccolo - Cima Stradon a destra.
L’ambiente è veramente suggestivo per la solitudine e la severità del luogo.

Il sentiero sale puntando direttamente verso un evidente punto di passo : segliere sempre la via più facile, anche nei punti che dal basso, sembrano di più difficile superamento.

Faticosamente si arriva così ad una vasta conca, disseminata da grandi rocce e dove la neve permane anche durante il periodo estivo.
Al centro del circo glaciale il sentiero si biforca.


Il sentiero a destra si dirige al passo tra il Colbricon e il Colbricon Piccolo.
L'ampia sella è interposta tra la cima occidentale aspramente contesa del Col Bricòn e il Piccolo Col Bricòn, chiamata dagli Austriaci "Sella Verde" (Grünensattel).

Il sentiero continua tra ampi resti di baraccamenti e trinceramenti, e porta all'ampia Forcella Ceremana (2428 m), già munita trincea austro-ungarica e discende nella valle costeggiante le pareti sud del Col Bricòn, inaccessibili a molti, ma non ai nostri Bersaglieri del XX battaglione, che occuparono, sia pure temporaneamente la cima austriaca (occidentale) risalendo dagli impervi canaloni visibili sulla parete rocciosa.



Per chi vuole invece raggiungere la cima, si imbocca l’esile traccia a sinistra, che risale il vallone sottostante il Colbricon.
Con alcuni passaggi non facili ma privi di difficoltà alpinistiche si arriva infine alla vetta, squassata dallo scoppio delle mine italiane ma da dove si gode di uno grandissimo panorama (2602 m, 1.45 ore).




NOTE STORICHE.

Gli Austro-Ungarici sin dall'inizio della guerra, si attestarono sulla formidabile bastionata che ha il suo termine nella Cima Ceremana, Cime Col Bricòn, Cavallazza, Tognazza.

Dopo l'occupazione da parte italiana di queste ultime e del Passo Col Bricòn, si pose nell'ambito dell'offensiva della Val di Fiemme dell'estate 1916, il problema dell'occupazione del Col Bricòn.

Dopo diversi tentativi sanguinosi, il 21 Luglio 1916 le truppe del 13° reggimento Bersaglieri riuscirono ad installarsi sulla Cima Orientale, mentre gli Jager del 23° battaglione consolidarono la loro linea tra la cima occidentale, la Sella Verde (GrunenSattel) e il Col Bricòn Piccolo.

Con il contrattacco del 25 Luglio, gli austriaci (400 uomini della 9a Gebirgsbrigade appartenenti alla 57a Infanteriedivision) tentarono di rioccupare la cima in possesso degli Italiani, ma invano.
Gli attacchi furono fermati ad una cinquantina di metri dalla vetta...
Il Col Bricòn orientale rimase saldamente in mano ai Bersaglieri.

Austriaci sulla cima occidentale ed italiani sulla vetta orientale, diedero vita a scontri che in alcuni casi raggiunsero contorni epici per l'intero periodo bellico sino all'ottobre del 1917.

Una guerra di mine si svolse nella breve cresta fra le due cime, e le rocce interposte portano ancora oggi i segni della lotta.
Del Col Bricòn occidentale non rimane oggi che un basso "moncherino".


UN'ALTERNATIVA.

Il giro del Colbricon.
Si parte da Malga Rolle prendendo il sentiero 348, in direzione dei meravigliosi Laghetti di Colbricon. In cir ca 40 minuti dal Rolle si raggiungono i famosi Laghetti, l'ambiente circostante è splendido e la vista dei laghi è incantevole...soprattutto con il sole...
Si costeggia il lago superiore verso nord superando il Rifugio Colbricon, poi ad ovest per raggiungere, calando un po' di quota, il Passo Colbricon m 1908.
Di qui, verso sud-est, si scende per la Val Bonetta (sentiero 14) fino ad intercettare, dopo circa 1 km, la deviazione che sale ripidamente verso sud ovest per Punta Ces. Da Punta Ces (arrivo degli impianti di sci) si prosegue verso ovest all'ampia insellatura in direzione di Forcella Valcigolera.
Lo scenario si fa grandioso: verso est i picchi delle Pale di S. Martino, verso ovest le impervie e selvagge bastionate rocciose del Colbricon e delle Cime di Ceremana.
Il sentiero ora si inerpica sul fianco di un grandioso anfiteatro con vastissime pietraie piuttosto impressionanti: sui contrafforti verso Valcigolera si vedono facilmente branchi di camosci.
Bisogna stare attenti ora a non mancare la deviazione del sentiero alla Forcella Ceremana (tracce), che ci permette il rientro aggirando il Colbricon da nord.
La forcella, che si raggiunge in breve per una ripida salita, era un presidio militare e ancor oggi si notano le numerose tracce delle massicciate coi baraccamenti, le trincee e le caverne.
Si prosegue quindi verso Forcella Colbricon, traversando una grandiosa placconata di roccia che digrada verso nord.
C'è un unico passaggio impegnativo: una scala verticale che scende in un crepaccio profondo circa 8 metri.
Chi volesse può evitarla aggirandolo poco più a valle.
Dall'ampio Passo Colbricon, ancora disseminato di schegge di artiglieria a distanza di quasi cento anni, si può eventualmente salire sulle due Cime del Colbricon, entrambe di 2602 metri, per ripidi costoni con tracce di sentiero.
Prestare molta attenzione in caso di nebbia o maltempo, la zona è "fulminosa" e l'orientamento difficile in caso di scarsa visibilità.
La discesa avviene facilmente per il vallone che con ampie balze rocciose cala, gradualmente all'inizio e poi più ripidamente, verso il Passo Colbricon e ai laghetti, quindi si rientra per il sentiero dell'andata fino a Malga Rolle.
(pubblicato il 18 Agosto 2010 da rospa1701 su "I viaggi dei rospi")


Categoria
 :.  STORIA




pubblicazione: 11/03/2006
aggiornamento: 03/09/2010



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