Buona Mmusica BWA Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica
Filiberto Putzu :. Home :.  PIACENZA A COLORI  :.  Piacenza vista dagli altri  :. Fucina di talenti grazie alle scuole.
sottocategorie di PIACENZA A COLORI
 :. Colori piacentini.
 :. Eventi.
 :. Forum Piacenza
 :. Ritratti.
 :. Piacenza vista dagli altri




domenica
25
ottobre
2020
San Gaudenzio



Fucina di talenti grazie alle scuole.

ItaliaOggi: perché tanti piacentini illustri?

Sta nel suo sistema scolastico-educativo il segreto di Piacenza.

Se tanti suoi figli si fanno onore in giro per il mondo «lo si deve soprattutto alle scuole superiori piacentine e, in particolare, ai due storici licei, il classico Gioia e lo scientifico Respighi, nonché ai due austeri e altrettanto storici istituti tecnici», l'industriale Marconi e il Romagnosi (ragioneria), che sono stati capaci, pur essendone «investiti di striscio», di non farsi travolgere dalla «bufera ‘68».

Piacenza fucina di talenti se la spiega così ItaliaOggi.

Il quotidiano economico, giuridico e politico, in un articolo pubblicato ieri a firma Marco Livi (ma che dietro ci sia lo zampino del direttore, il piacentino Pier Luigi Magnaschi, è più che un sospetto), ha messo in fila i piacentini illustri che, a vario titolo, calcano con merito la scena nazionale: dallo stilista Giorgio Armani ai top manager Federico Ghizzoni (Unicredit), Giuseppe Orsi (Finmeccanica), Alessandro Bernini (Eni), Luciano Gobbi (Pirelli); dal vicedirettore del Corriere Gian Giacomo Schiavi all'industriale Vittorio Malacalza (Pirelli), dal segretario del Pd Pierluigi Bersani al banchiere Ettore Gotti Tedeschi (Ior), dal sociologo Francesco Alberoni allo scienziato Lucio Rossi (Cern), dal direttore artistico della Scala Ernesto Schiavi fino al dominio biancorosso ai vertici delle grandi università del Nord (Marco Elefanti alla Cattolica, Pino Molinari a Pavia, Giuseppe Colpani a Bologna, Enrico Periti a Brescia, Graziano Dragoni al Politecnico di Milano).

Troppi nomi per essere un caso.

Allora «c'è da chiedersi: come mai una città così piccola ed appartata è riuscita ad esprimere tanti talenti e in tutti i campi? ».

La risposta di ItaliaOggi è quella che si diceva:
«Mentre nel resto del Paese veniva giù anche il sipario» sotto i rovinosi venti del ‘68 («Egualitarismo esasperato, autogestioni inconcludenti, parificazione dei ruoli tra docenti e allievi»), a Piacenza, in questi ultimi quarant'anni, «si è continuato a studiare, e a studiare bene, con metodo, serietà e rigore».
E' «il risultato di questa serietà» che Piacenza «raccoglie in giro per l'italia e nel mondo».
Adesso, oltrettutto, la città, «sempre in campo educativo, ha ingranato la marcia superiore» costruendo, attorno alla prestigiosa facoltà di Agraria, un polo universitario (Cattolica e Politecnico) di tutto rispetto, organizzato in «accoglienti campus» frequentati da studenti provenienti per la maggior parte dal resto d'Italia e dall'estero.


Ecco allora che «il futuro di Piacenza è quello di essere sempre una sorta di Atene italiana, come questa città lo era, non adesso, ma nell'antica Grecia. Una città che, coltivando la qualità della vita persegue anche la coltivazione dei talenti».

Convince Vittorio Anelli l'analisi di ItaliaOggi.
Il presidente della galleria Ricci Oddi, e soprattutto conoscitore dei licei piacentini per avervi insegnato a lungo, si dice d'accordo con il giudizio sul ‘68 e le scuole piacentine: «In quegli anni», racconta, «c'erano allievi che vivevano il ‘68 prima di tutto come problematica culturale; certo, da tradurre poi in prospettive di lotta, ma è stato anzitutto un forte stimolo culturale che da insegnante avevo di fronte, consapevole che quanto avevo studiato doveva confrontarsi con una platea che non era interessata a priori».
Una scuola, quella piacentina, capace dunque di «buona tenuta», almeno fino al ‘94, quando Anelli si è congedato, ma anche negli anni successivi «mi sembra che si sia confermata». E non dimentichiamo la "batteria" di alti prelati che questa terra ha saputo esprimere in epoche recenti, osserva il professore: «In generale il fenomeno rimanda probabilmente a caratteristiche qui più pronunciate che altrove. Piacenza città di frontiera, realtà di provincia, con la solidità e i limiti della provincia, ma con a portata di mano le opportunità di confrontarsi con il mondo, basti pensare alla funzione di stimolo che può esercitare una Milano a soli 60 chilometri».

Condivide le lodi al sistema scolastico l'ex sindaco Gian Guido Guidotti.
E tuttavia «il fatto che in giro ci siano tanti bravi manager ha radici più lontane».
Parla del «nostro carattere», di una predisposizione dei piacentini «geneticamente anti-'68», di «laboriosità, spirito di sacrificio e costanza nell'intrapresa».
«Magari non sappiamo venderci bene», fa presente l'ex sindaco, «però veniamo fuori alla distanza, operando con concretezza, temprati da secoli di dominazioni che hanno rafforzato le qualità morali e la voglia di fare».
Il grande valore del polo universitario non si può peraltro non riconoscerlo, osserva Guidotti che quando era in Comune portò a compimento l'insediamento del Politecnico nell'ex caserma della Neve avviato a metà anni ‘90 dalla giunta Vaciago.
"Piacenza per Piacenza" si chiamava quell'ambizioso progetto di riqualificazione urbana.

Lo ha ricordato in una recente commissione consiliare l'assessore allo sviluppo economico Anna Maria Fellegara.
L'importanza di quel restauro, del recupero di altri immobili storici quali l'ex collegio Morigi di via Taverna destinato a residenza universitaria, oggi la si può capire bene.
«Quindici anni fa c'erano le carte poi abbiamo visto i muri e i cantieri, adesso possiamo vedere le persone», ha considerato Fellegara esortando a visitare il Morigi:
«Ci sono un centinaio di studenti quasi tutti stranieri e per la maggior parte extra-europei».

E' la Piacenza medievale che si colora dell'iride del mondo.
E il paragone con l'Atene di Pericle appare in effetti convincente.
Gustavo Roccella
LIBERTA', 09/04/2011


pubblicazione: 09/04/2011
aggiornamento: 11/04/2011

 17148

Categoria
 :.  PIACENZA A COLORI
 :..  Piacenza vista dagli altri



visite totali: 1.556
visite oggi: 2
visite ieri: 1
media visite giorno: 0,44
[c]




 
Schede più visitate in Piacenza vista dagli altri

  1. La classifica del "Gambero rosso" premia i salumi di Saronni
  2. Carlo Azeglio Ciampi e il quotidiano Libertà
  3. Sole 24 Ore : Classifica del benessere, Piacenza al 30° posto
  4. Città più malsane d'Italia, Piacenza è all'ottavo posto.
  5. Il benessere non abita più a Piacenza
  6. PIASEINZA, AT VOI BEIN
  7. Debiti bancari, Piacenza nei guai.
  8. Al Jazeera fa festa nella città delle Crociate
  9. Italia Oggi : Rapporto qualità della vita 2004, Piacenza al 26° posto.
  10. Piacenza sempre più vivibile
  11. "Non siete più la Provincia Cenerentola".
  12. Tasse locali, a Piacenza per ora le più soft
  13. Indagine MonitorCittà: Piacenza 67esima nel primo semestre 2005.
  14. Una “maglia nera” che preoccupa.
  15. ‘Top ten' del buon vivere, è capitombolo.
  16. Piacentini meno ricchi e più indebitati
  17. Qualità della vita, Piacenza scende ancora
  18. La felicità non abita qui: Piacenza è la città più triste d'Italia
  19. Crescita potenziale : Piacenza al 13° posto
  20. Piacenza, solo una “ripresina” nel 2003.
  21. Qualità della vita in frenata
  22. Dossier "Italia Oggi": Piacenza passa dal 26esimo al nono posto.
  23. Vivere bene, Piacenza sale
  24. I FIURDALIS
  25. AL CENTRO RESTA L'UOMO
  26. Qualità della vita, la caduta non si ferma
  27. Piacenza sale nella qualità della vita.
  28. Qualità di vita: promossi anche da Italia Oggi
  29. L'indagine del Sole 24 ore
  30. Piacenza sempre a misura di bambino.
  31. Pasquetta a Piacenza, peripezie del turista per caso
  32. Ambiente a Piacenza: ancora in castigo
  33. Asili nido, Piacenza penultima in regione
  34. «Siamo nella media, quindi andiamo male»
  35. Piacenza tra le magnifiche dieci

esecuzione in 0,078 sec.