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martedì
5
luglio
2022
Sant'Antonio Maria Zaccaria



Fondazione Piacenza e Vigevano : le proposte dei candidati alla presidenza

Al di là delle dichiarazioni di sapore generale sulla Fondazione di Piacenza e Vigevano giunta a un punto di svolta, al di là del bisogno di ritrovare unità e di superare le lacerazioni, i due candidati alla presidenza, il notaio Massimo Toscani e Giuseppino Molinari, presidente della Galleria Ricci Oddi, hanno messo a punto i rispettivi programmi, le loro proposte per il mandato che si protrae sino al 2017. E qui, qualche differenza emerge con più forza. Ne proponiamo due ampie sintesi.
Sulla difesa del patrimonio, Molinari calca l'accendo sulla necessità di minimizzare i rischi ma di puntare a rendimenti che consentano le erogazioni elevate, Toscani si concentra sui criteri prudenziali di rischi che sul breve potranno portare a una contrazione dei frutti, cita la possibilità di scelte diverse rispetto a quelle in essere, incluso un nuovo advisor. Molinari pensa al ruolo che la Fondazione può esercitare sullo sviluppo territoriale come sostegno di start up con creazione di posti di lavoro, Toscani parla in senso più lato del sostegno a progetti condivisi con ricaduta territoriale. Per liberare nuove risorse, quest'ultimo fa riferimento alla valorizzazione del patrimonio di immobili della Fondazione stessa. Il presidente del Collegio notarile punta anche a diminuire gli emolumenti degli organismi, il presidente della Ricci Oddi sul fronte interno insiste piuttosto sull'introduzione del codice etico come garanzia di trasparenza vera e di partecipazione.
Patrizia Soffientini



Il programma di Giuseppino Molinari, in sintesi.
Voltare pagina Voltiamo pagina tutti insieme. Non è uno slogan né un programma, ma un metodo di lavoro. Non si tratta infatti di perpetuare una analisi e un giudizio solo critico sul passato, perché insistere su ulteriori discussioni rischia di fomentare una conflittualità con ripercussioni molto negative di credibilità e di immagine della Fondazione e di diventare un esercizio improduttivo e sterile quanto alla vita della Fondazione.
Obiettivi strategici
1) Rispetto rigoroso dell'art. 7 e seguenti (Titolo II) in merito ai criteri dettati per la conservazione del valore, l'amministrazione, la gestione e gli investimenti del patrimonio, l'economicità della gestione, la destinazione del proprio reddito.
2) Investimenti: per quanto riguarda gli immobili, mi propongo di partire da una analisi e una valutazione della situazione attuale alla luce del dettato statutario, in particolare dell'art. 7, comma 4. La definizione delle strategie future per una gestione oculata dei beni immobili dovrà tenere conto innanzitutto delle finalità, delle priorità e dei vincoli dettati dall'art. 7, commi 1 e 2 dello Statuto, ma anche delle priorità che il Consiglio deciderà di scegliere sulla destinazione del patrimonio e sull'impiego del reddito.
3) Gestione finanziaria: il principio basilare su cui fondare le scelte della Fondazione sarà la tutela e la conservazione del patrimonio (di cui va fatta una verifica rigorosa e professionale
sulla reale consistenza), attraverso un'oculata e prudente gestione degli investimenti finanziari, alla ricerca di rendimenti il più elevati possibile -al fine di ottenere un reddito che consenta erogazioni elevate -, ma riducendo al minimo i rischi connessi.
Erogazioni
4) Erogazioni: le erogazioni dovranno rispettare i criteri e le modalità che il Consiglio generale vorrà approvare nell'individuazione e nella selezione dei progetti presentati, possibilmente evitando le erogazioni a pioggia, ma privilegiando quelle rivolte direttamente alle istituzioni aventi quegli specifici scopi, onde evitare dispersione delle sia pur scarse risorse. Mi impegno a sottoporre al Consiglio generale la proposta di privilegiare, nella destinazione del reddito, il welfare nelle sue varie articolazioni con particolare attenzione ai settori più deboli e bisognosi: povertà, anziani, bambini, famiglie.
5) Conseguentemente si dovrà effettuare una valutazione delle priorità dei settori ammessi e dei settori rilevanti, sulla base delle disponibilità esistenti, avendo presente che il sostegno dei settori deve essere orientato allo sviluppo del territorio. 6) In questa ottica potrà essere valutata la possibilità di incentivare e sostenere iniziative strutturali (start up, avvio di nuove attività) che garantiscano nuovo lavoro a giovani, disoccupati, famiglie in difficoltà.
Sussidiarietà 7) Razionalizzazione dei rapporti con gli Enti e le Istituzioni pubbliche locali, attraverso piano e modalità di erogazioni condivisi sulla base delle priorità concordate e secondo il principio della sussidiarietà. 8) Definizione "condivisa" delle responsabilità della Governance, in modo da evitare duplicazioni, sovrapposizioni, scarico di responsabilità con conseguente inefficienza nella catena decisionale. Sulla base di queste linee e nel rispetto di questi criteri verrà fatta la
scelta del componenti il Consiglio di amministrazione, che dovrà essere costituito prevalentemente da personalità eminenti e di alto profilo, che rispecchi tutte le istanze e rispetti tutti gli orientamenti mediante una composizione integrata e aperta a tutti.
9) Riflessione e conseguente emanazione di poche ma chiare regole e indicazioni fondative su indirizzo, procedure, controlli, soprattutto con riferimento alle materie sensibili: investimenti ed erogazioni. 10) Valorizzazione degli organi, attraverso una filosofia improntata al coinvolgimento nelle scelte, alla partecipazione, alla responsabilizzazione. 11) Revisione dell'assetto organizzativo, che deve essere snello e corto, con attribuzione chiara delle responsabilità in relazione agli obiettivi assegnati e ai risultati che devono essere valutati con indicatori misurabili e il più possibile oggettivi. 12) Messa in cantiere del processo di elaborazione delle proposte da sottoporre agli organi: input interni e/o esterni, elaborazione di proposte, preparazione degli argomenti da mettere in discussione, attraverso un processo maieutico e di coinvolgimento che eviti il rischio dell'improvvisazione. 13) Revisione dello Statuto, che richiede qualche opportuna integrazione o modifica.
Codice etico 14) Elaborazione di un Codice etico che, anche se da solo non risolve i problemi che possono insorgere dal comportamento dei singoli, deve diventare un punto di riferimento e di impegno comportamentale. 15) Valutazione circa l'istituzione di Commissioni istruttorie e/o Gruppi di lavoro consultivi sui principali argomenti e temi di gestione. 16) Garanzia di trasparenza e di partecipazione, pur nella salvaguardia dell'autonomia programmatica e decisionale degli Organi della Fondazione, sia nella definizione delle strategie sia nelle modalità di gestione sia nelle scelte che riguardano gli investimenti e le erogazioni.


Ed ecco il programma del notaio Massimo Toscani.
Accordo
La gestione e conduzione dovrà svolgersi in spirito di unità ed accordo e conformemente alle indicazioni del Consiglio Generale che, essendo espressione diretta del Territorio, costituisce l'organo propulsore della Fondazione. Sarà assai utile costituire gruppi di lavoro a cui, in base alle proprie competenze e predisposizioni, possano partecipare tutti i membri del Consiglio Generale che bene potranno percepire le richieste che perverranno dai diversi settori in cui sarà possibile intervenire. Il momento, non occorre ribadirlo, è difficile e complicato.
Sarà necessario e indispensabile rivolgere una particolare e continua attenzione ai deboli in genere con quello spirito di solidarietà e discrezione che ha sempre contraddistinto le nostre genti, il tutto nel rispetto di una assoluta trasparenza nell'impiego delle risorse. Non andrà naturalmente trascurato il settore cultura anche nel rispetto degli impegni già esistenti.
punti su cui lavorare
1) Occorre conoscere che cosa si dovrà amministrare: il nuovo Consiglio dovrà procedere ad una precisa analisi del patrimonio della Fondazione, per riferire al Consiglio della sua consistenza e dei suoi attuali impieghi.
2) Si deve procedere ad una analisi della struttura della Fondazione per ottimizzare il patrimonio umano e per realizzare laddove possibile risparmi di gestione.
3) L'attuale patrimonio immobiliare andrà valutato con chiarezza al fine di definirne la utilizzazione e destinazione, con particolare riferimento in primis, all'ex Convento di Santa Chiara, nell'ottica sperabile di poter liberare nuove risorse; occorrerà comunque chiarire la valorizzazione che si intenderà dare ai vari immobili di proprietà della Fondazione, proprio per ottimizzare i costi di gestione degli stessi.
4) La gestione del patrimonio sarà effettuata nell'osservanza scrupolosa dell'art. 7 e cioè "con criteri prudenziali di rischio".
contrazione E' possibile che ciò, a breve termine possa produrre una contrazione dei frutti prodotti dal capitale, ma è intuitivo che a maggiori rendimenti corrispondono maggiori rischi; il patrimonio della Fondazione è della collettività; in ordine alla gestione del patrimonio occorrerà verificare con grande attenzione la scelta di consulenti ed advisors, non escludendo l'ipotesi di scelte diverse da quelle oggi in atto.
5) I rapporti tra gli organi della Fondazione dovranno rivestire carattere aperto e costante: posso dire di conoscere da vecchia data molti membri del Consiglio generale, del personale della Fondazione e del Collegio Sindacale, per cui sarà agevole lavorare e collaborare in sintonia.
6) Le commissioni esistenti o che verranno create avranno il compito di riferire con continuità al Consiglio le esigenze del territorio.
7) La effettuazione delle erogazioni è una problematica che coinvolgerà l'intero futuro Consiglio; tuttavia, come già anticipato, nel rispetto delle norme statutarie, mi pare che la tutela dei più deboli sia una priorità a cui la Fondazione non può sottrarsi.
8) E' pacifico, per cui non ci si deve fare alcuna illusione, che il difficile momento economico potrà produrre una contrazione delle risorse attribuibili al territorio. Da qui la necessità di sostenere progetti precisi e condivisi, la cui realizzazione non sia fine a sé stessa, ma possa produrre una ricaduta favorevole nello stesso territorio. Per cui ci dovrà essere particolare attenzione alla valutazione dei progetti anche con la creazione di gruppi di lavori e ciò delegati, così come prevede del resto l'articolo 4 dello statuto. Mi piacerebbe pensare alla Fondazione come organo propulsore che metta in moto un meccanismo collettivo per realizzare ciò che da soli non si potrebbe fare.
trasparenza
9) La trasparenza dovrà essere il cardine principale sul quale la Fondazione baserà il proprio operato. A tal fine, come già detto, si dovrà dare piena attuazione all'articolo 4 dello statuto con la dotazione di un chiaro regolamento che individuerà e selezionerà i progetti da finanziare.
ridurre gli emolumenti 10) La Fondazione è oggi percepita come centro di potere. Questo è ingiustificato e intollerabile. La Fondazione è un centro di servizi. Ogni membro della Fondazione è qui per svolgere un servizio alla collettività e non per esercitare un potere. Anche se quasi ultimo in ordine questo è un punto al quale tengo particolarmente.
E proprio per dare un forte segnale in questo senso riterrei opportuna una riduzione degli emolumenti del Presidente e dei membri del Consiglio di Amministrazione. Chi viene in Fondazione sa di dover venire per faticare e non per avere un ritorno economico.
Qualsiasi risparmio sarà utile per realizzare anche in questo contesto le finalità statutarie.
11) Credo che lo statuto abbia manifestato necessità di integrazione e miglioramento. Auspico quindi la creazione di un gruppo di lavoro, possibilmente nell'ambito del Consiglio Generale e con il contributo eventuale di consulenti esterni, affinché siano evidenziate criticità e siano elaborate proposte di modifica ove necessario.





pubblicazione: 19/09/2014
aggiornamento: 20/09/2014

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