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Firmato il Programma regionale per il rilancio del Fiume Po

I sindaci delle tre province dell'Emilia occidentale hanno sottoscritto il programma regionale per il rilancio del fiume.
In bici lungo il Po da Castello a Villanova
Sarà costruita una pista ciclabile di 119 chilometri: 3 milioni di euro.

LIBERTA' del 09/07/2003 :
Provare per credere. Sul Po si naviga.
Per affermare quello che si può, per ora, definire solo ottimismo della volontà, 24 sindaci delle tre province dell'Emilia occidentale Piacenza, Parma e Reggio Emilia, (9 quelli piacentini) hanno suggellato sul pontile d'attracco della Jack London con Regione e Provincia il programma speciale d'area che vuole il rilancio turistico, culturale e ambientale del Po e che mette a disposizione per Piacenza 3milioni di euro per una pista ciclabile lunga 119 chilometri.

Il programma non investe la qualità dell'acqua.
Ripulire il grande fiume dagli scarti trasportati da Lambro e Olona è questione complessa, va oltre l'Emilia.
E' questione nazionale - dice Bruschini -.
L'attenzione di oggi si concentra sul “contorno” fluviale.
Per sfruttarne una nuova vena. Quella turistica. Si parte con la bici.

Piacenza è interessata al finanziamento per la pista ciclabile che comprende anche le strutture per l'accoglienza e la rinaturazione di certi tratti dell'argine, per le emergenze architettoniche di pregio che si concentrano sul recupero del Castello Pallavicino Casali che sarà adibito a centro di documentazione ambientale del Po.
Ma entra nei progetti anche il sostegno allo sviluppo di iniziative imprenditoriali legate al turismo tra cui ci sono agriturismo e percorsi enogastronomici (su questo capitolo disponibili fondi regionali per 400mila euro).
Ma la prospettiva è quella di aggiungere altri lavori.
Prima di tutto gli attracchi al fiume (interventi che per ora sono finanziati nel parmense e nel reggiano).
E' su questo che si concentrano le maggiori attese.
«Un fiume senza navigazione che fiume è?» Dicono
«E, soprattutto, quale idea di turismo si può incentivare?»

La piena navigazione del Po, però, è di là da venire.
Si guarda con grande attesa al 2007 alla concretizzazione del progetto per eliminare lo sbarramento di isola Serafini e togliere le “briglie” al fiume nel tratto piacentino.
«E' un diritto poter avere il fiume navigabile» dicono i sindaci.
Lo è per il turismo, ma anche per dare uno sbocco alternativo alla intermodalità.
Al trasporto delle merci, insomma.
Tanto più che Piacenza, per la Regione, rappresenta la punta avanzata della logistica che evidentemente, per completarsi, ha bisogno anche del porto fluviale.
Tante aspettative, tante idee e nei sindaci che hanno firmato il documento regionale è chiara la convinzione che, solo facendo squadra si può cominciare a fare qualcosa di concreto e focalizzare progetti, convogliare finanziamenti.

E' un punto di svolta.
Anche per quanto riguarda le questioni della sicurezza.
«Da soli non si va da nessuna parte».
Parlano quasi all'unisono gli amministratori.
Adesso si parte con la pista ciclabile, poi verranno gli attracchi, la valorizzazione delle sponde e così via e finalmente il fiume non sarà più qualcosa da temere e non lo si ricorderà solo perché ciclicamente s'alza tanto da diventare minaccioso per i nostri territori.
Quello della messa in sicurezza del fiume è un altro capitolo corposo.
«La verità - spiega l'assessore Bruschini - è che mancano almeno il 20 per cento di risorse nazionali per intervenire in modo completo sul Po».
Chissà che la massa critica rappresentata dalle tre province unite, se potrà avere più peso sul mercato turistico europeo non possa anche cogliere un risultato molto più ambizioso. Ottenere la pulizia delle acque del fiume.
E' questo l'abbrivio cui tendono i comuni rivieraschi.
E indicano la sponda lombarda che fa scivolare giù gli scarichi civili e industriali.
E Bologna?
«Noi la nostra parte l'abbiamo fatta - spiega Bruschini -. Le porcilaie sono diradate. Ma si sono trasferite nel Mantovano».
Limacciose, verdastre sono un abito stonato per quell'ambiente naturale così penetrante fatto di spiaggette, aironi bianchi e cinerini che, di tanto in tanto, s'alzano in volo e sorvegliano il nuovo inquilino del fiume la Jack London, appunto.
Per ora, un bagaglio di tante buone intenzioni destinate a diventare realtà nel giro di breve tempo. Purché lo si voglia fino in fondo.



Piacenza lancia un progetto pilota che partirà il prossimo anno.
Prende forma un “parco culturale”.


Far parte di un programma d'area, parola di assessore Bruschini, può diventare un volano per lo sviluppo e una strada più in discesa per ottenere finanziamenti su altri progetti.
Il Comune di Piacenza non perde tempo.
Sempre sulla scia della valorizzazione culturale delle zone sull'asta del Po ha in cantiere un progetto integrato che parte dal fiume, ma investe le mura e tutto il territorio storico di epoca farnesiana compresi i complessi edilizi di interesse pubblico e il sistema del verde.
Il progetto interessa anche il territorio agricolo troppo spesso violentato da interventi “snaturanti”. Quel che serve, dunque, è il ripristino di queste zone.
Per renderle fruibili dal punto di vista paesaggistico ed ecologico.
Ci stiamo lavorando da qualche tempo - spiega Roberto Reggi, sindaco di Piacenza - e si dovrebbe concretizzare il prossimo anno.
Si tratta di un piano particolareggiato che si colloca a metà strada tra il Piano regolatore e i singoli interventi che in questo ambito sono stati progettati.
Obiettivo culturale, ambientale e naturalistico insieme che ben s'inserisce nello sviluppo del programma d'area sottoscritto sul Po.
Tra gli scopi permettere la sopravvivenza di specie faunistiche e la creazione dei corridoi ecologici e parchi. In una parola costruire attraverso la pianificazione una migliore qualità dell'ambiente e di conseguenza migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Si sono individuate zone degradate, di risulta lungo l'asta del Po.
L'investimento progettuale riguarda un territorio su cui non si punta solitamente l'attenzione, ma che Piacenza ha individuato come strategico e sul quale spera possano concentrarsi finanziamenti nazionali ed anche europei.
Possiamo essere un esempio pilota in questo senso.
Commenta il sindaco di Piacenza.
L'importante è essere pronti coi progetti.
Le idee non mancano e oggi con il programma d'area - spiega - si è trovata la strada che potrà dare la spinta ad altre iniziative.
Questa del Po, infatti la consideriamo una tappa iniziale.
E' un processo che non si deve interrompere.
Per la città rappresenta una via per ricomporre il filo spezzato nel rapporto col suo fiume.
Rapporto da anni senza storia.


Il tratto piacentino
«La rete dei percorsi sull'argine per favorire il turismo fluviale»


Gli interventi riguardano la rete di percorsi ciclo perdonabili, il recupero di emergenze architettoniche di pregio, la sistemazione e il recupero ambientale di aree di interesse naturalistico, la realizzazione di infrastrutture nautiche per l'accesso al fiume.
Ma nel concreto i finanziamenti sbloccati riguardano la pista ciclabile che da Castelsangiovanni a Guastalla.
Castelsangiovanni
Itinerario ciclabile via Po da Confine con Pavia (Rio Boriacco) a Centrale Enel (Progetto entro il 15 luglio. Avvio a settembre 2004 costo 251mila 438,30
Sarmato
Itinerario ciclabile via Po da centrale Enel a Torrente Tidone. Avvio settembre 2004. 54mila 072 dalla Provincia 71mila773 dal comune121mila dalla Regione.
Rottofreno
Itinerario ciclabile via Po da Torrente Tidone a Boscone Cusani avvio settembre 2004. Finanziamento di 105mila euro dalla Provincia 113mila dal Comune 210mila dalla Regione.
Calendasco
Itinerario ciclabile via Po da Boscone Cusani al Trebbia. Avvio Settembre 2004. Finanziato dalla Provincia per 114mila euro dal Comune per 92mila euro e dalla Regione con196mila euro.
Piacenza
Itinerario ciclabile via Po dal Trebbia al Nure. Avvio giugno 2004.
235mila euro finanziati dal Comune e altrettanti dalla Regione.
Caorso
Itinerario ciclabile via Po dal Nure a San Nazzaro. Avvio marzo 2004. Finanziamenti dalla Provincia 93mila euro, dal Comune 74mila euro e dalla Regione 160mila euro.
Monticelli
Itinerario ciclabile via Po da San Nazzaro a località Maginot. Avvio marzo 2004. Dalla Provincia 78mila euro, dal Comune 68mila euro e dalla Regione 139mila euro.
Castelvetro
Itinerario ciclabile via Po dalla Maginot a San Giuliano. Avvio marzo 2004 finanziamenti dalla Provincia 72mila euro, 64mila dal Comune e130mila dalla Regione.
Villanova
Itinerario ciclabile via Po da San Giuliano a Confine con Parma (Torrente Ongina) Avvio settembre 2004.
Finanziamenti dalla Provincia 43mila euro, dal Comune 64mila euro e dalla Regione 104mila euro.





pubblicazione: 09/07/2003
aggiornamento: 20/08/2005

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