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Filiberto Putzu : "Perchè abbandono il PdL"

Conferenza Stampa del 24 novembre 2012 del Consigliere Putzu

Ho convocato questa conferenza stampa per annunciare la mia scelta di non fare piú parte del Popolo della Libertá.
E' una decisione che ho maturato negli ultimi mesi in conseguenza degli avvenimenti nazionali e locali.

A livello nazionale considero quello del Popolo della Libertá un percorso iniziato nel marzo del 2009 e  ormai giunto alla sua conclusione.
Progetto politico che mi sono sentito di condividere sulla base di un progetto liberale, popolare, nazionale e riformista,  con gli obiettivi di cambiare il modo di fare politica in Italia, di realizzare una rivoluzione liberale con il cittadino al centro dell'azione politica, con la riduzione della spesa pubblica, del costo e del peso dello Stato sugli italiani.
Questi obiettivi sono stati in larghissima parte non raggiunti, fino al punto di delegare l'azione politica ad un governi di tecnici.
Non solo ma i politici, in quanto casta -del PdL e degli altri partiti- non hanno fatto nulla per ridurre le loro prebende e benefici personali.
Né prima né dopo aver delegato ad altri il cosiddetto mandato elettorale.
E questo  nonostante gli innumerevoli, quasi quotidiani scandali di "malapolitica" o per meglio dire di "malapartitica".
I cittadini, attanagliati dalla crisi economica europea e dalle scelte del governo Monti, hanno cominciato a maturare una profonda sfiducia nei confronti dei partiti.
Astensionismo alle urne, tuffo nell' antipolitica, disaffezione ed abbandono della partecipazione e della dialettica politica sul territorio ne sono le principali conseguenze. 
Carrelli del supermercato sempre piu' scarni, gente che a fatica arriva alla fine del mese, operai ed impiegati da un giorno all'altro lasciati a casa senza piu' lavoro.... e la casta non muove un dito, arroccata in difesa dei propri interessi.

Il Popolo della Libertá non é riuscito né negli intenti progettuali, né nel rinnovamento morale e progettuale dichiarato da Angelino Alfano il primo luglio 2011.
Nulla è cambiato con il nuovo Segretario del PdL , anche nei confronti di chi fa politica sul territorio “mettendoci la faccia”.
Come ha detto nei giorni scorsi Gabriele Albertini in occasione della presentazione del movimento “Lombardia Civica” : "Spesso gli amministratori locali sono soli: anche quando hanno una precisa collocazione politica e partitica, i loro stessi partiti non soltanto non li valorizzano nell'elaborazione politica e a livello di democrazia interna, ma neppure li accompagnano e li affiancano nell'affrontare le complessita' del lavoro amministrativo.

Per me il tempo della speranza e della fiducia é concluso.

Vedo ancora un PdL  che nei suoi vertici dirigenziali  é zeppo di indagati ed inquisiti, di facce che hanno fatto il loro tempo, di macchiette da avanspettacolo.
Ora sono ipotizzate le primarie del PdL, primarie che si anticipano come un grottesco teatrino, patetica fiera delle vanitá, “circo Barnum” come qualcuno ha detto.

Localmente, il riverbero del nazionale é stato inequivoco.
Un partito non partito,  che sotto sotto anche a Piacenza, non é riuscito mai a superare la dicotomia exAN ed exFI.
Coinvolgimento nelle scelte e apertura alla partecipazione pressoché nulli.
Scelte locali sui temi fondamentali gestite da una piccola oligarchia, senza la necessaria frequente condivisione delle decisioni.

Partito ingessato sulla difesa delle singole posizioni e relative rendite.
Lavoro di gruppo nè ricercato nè praticato.
Desideri di cambiamento e di sviluppo accuratamente affossati.
Un partito che a Piacenza dal 2002 perde le competizioni locali per l'amministrazione del Comune capoluogo.
Unica eccezione le elezioni per la Provincia del 2009, ma tuttavia con una successiva azione politica impalpabile, mai condivisa su base partecipativa, inefficace nel preparare il campo alle elezioni comunali del 2012.
Azione politica nemmeno progettuale e propositiva sui grandi temi d'area vasta, e incapace di un pensare e concretizzare un progetto organico e condiviso di tutela e sviluppo del nostro territorio in previsione degli accorpamenti già da tempo previsti.

Tutto questo in estrema sintesi, mi ha portato alla decisione odierna.

Penso di poter dire che il mio rapporto col PdL locale finisca in pareggio , dall'appartenenza ho probabilmente avuto, ma ritengo di avere anche in cambio dato.

Nel PdL ho conosciuto molte persone per bene, appassionate, che ci credevano tanto e forse anche piu' di me, molti mi hanno sostenuto nel periodo in cui ho svolto il compito di Segretario Cittadino, con molti di loro sono diventato amico, e resto amico. 
Con alcuni ho avuto divergenze, contrasti anche duri, ma la stima con la gran parte di loro non é mai venuta meno.

In questa fase difficile dal punto di vista politico, difficile perché il distacco con i cittadini é diventato abissale, penso che chi vuole fare politica sul territorio riesca a farla meglio adottando una  dimensione civica, che secondo il mio parere é quella che meglio interpreta senza interferenze, dubbi e confusioni varie, la richiesta dei cittadini.
In questo sono confortato dal vedere che il mio pensiero è condiviso da moltissime persone con cui mi confronto quotidianamente, e anche dai nuovi movimenti politici che si stanno organizzando, a livello nazionale, su nuove basi.

Nel mio caso, é un pó un ritorno alle origini, alla dimensione civica del 2002, a quella di Piacenza Nostra, lista civica in cui venni eletto per la prima volta.
Dimensione civica che non ho peraltro mai abbandonato
e anzi ho  tenuto viva e rinnovato fondando con alcuni amici nel gennaio 2008  l'Associazione Piacenza che verrá.
L'Associazione è maturata e si é meglio strutturata, trasformandosi in movimento politico d'opinione nel marzo del 2012.

Quale è la mia definizione di “Piacenza che Verra” ??
Piacenza che Verrà è un contenitore in cui ci si scambia idee ed opinioni, dove si fa "brain storming", dove viene praticata la tolleranza e dove si ascoltano volentieri le opinioni anche le piú differenti. Le idee politiche rappresentate sono eterogenee.
É un ambiente dove volentieri si accettano e si lasciano crescere le differenti personalitá, dove l'ambizione é quella di preparare anche una nuova classe dirigente politica matura e capace
di intercettare e rappresentare le istanze ed i bisogni della comunitá.
Non solo, Piacenza che Verrà é un movimento che sogna il futuro e lo progetta coniugando il cervello al cuore.

E' per questi motivi quindi che ho deciso di lasciare il partito e conseguentemente il gruppo consigliare del Comune di Piacenza del Popolo della Libertà.
Un'ora fa ho formalizzato la mia decisione con una mail al Segretario Cittadino del Popolo della Libertà.
Formalizzerò questa scelta lunedì mattina con una lettera al Presidente del Consiglio Comunale, e conseguentemente entrerò nel Gruppo Misto rappresentando Piacenza che Verrà ed eventuali soggetti che con essa volessero partecipare : ecco quindi che concludo da dove sono partito “PIACENZA CHE VERRA' ENTRA IN CONSIGLIO COMUNALE”.

Grazie a tutti per l'attenzione.

Filiberto Putzu
Piacenza, 24 novembre 2012


pubblicazione: 24/11/2012

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