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2020
Santa Maria Goretti



Expo 2015, subito un piano strategico ed operativo

di DANIELE FORNARI

In passato, al termine di ogni anno, si sono sprecati i dibattiti e le analisi di previsione su come sarebbe stato il nuovo anno.

Per il 2014, invece, si percepisce una maggiore e diffusa "prudenza previsiva" basata sia sulla bassa propensione ad esporsi in previsioni che negli ultimi anni sono state sistematicamente smentite e riviste verso il basso sia sulla difficoltà di leggere ed interpretare segnali e trend particolarmente deboli e contrastanti.

A livello internazionale sembra prevalere la posizione di chi sostiene che la crescita mondiale sarà lenta e che questa prospettiva di basso sviluppo sarebbe destinata a diventare la "New Normal" vale a dire la situazione di nuova normalità a cui il mondo, soprattutto quello occidentale, dovrà adattarsi.

Per il nostro Paese i dati rimangono molto contradditori.
Da un lato il debito pubblico non scende e la pressione fiscale ha raggiunto livelli ormai insopportabili tanto da pesare molto negativamente sui livelli di consumo, dall'altro il clima di fiducia delle imprese è leggermente migliorato, il mercato immobiliare ha arrestato la sua caduta, gli ordini industriali sono tornati a salire, i fatturati esteri sono ritornati ai livelli pre-crisi (a differenza di quelli interni rimasti ancora sotto).

Personalmente, andando in controtendenza rispetto al pensiero più diffuso, penso che il 2014 potrà essere l'anno della "rinascita", della "crescita", della "fiducia".
Penso che, per la prima volta negli ultimi dieci anni, dovremo rivedere le stime di crescita non al ribasso, ma bensì al rialzo! Come ha scritto Rudi Dornbusch, uno degli economisti più lucidi del Novecento, "le crisi possono durare molto più a lungo di quanto ci si aspetti, ma poi svoltano e si avvitano in un baleno.
Ci vogliono mesi e anni, ma poi basta una notte".

In realtà le ragioni di questa visione positiva, e per molti aspetti contro-intuitiva, sono due.

La prima ragione è che si sta consolidando, anche nel nostro paese, la consapevolezza "culturale" che la crisi che abbiamo attraversato, oltre ad essere stata lunga e complessa, ha generato un contesto generale di grande discontinuità con il passato tale da richiedere una profonda modificazione dei paradigmi tradizionali dello sviluppo socio-economico.
Parafrasando il sottotitolo di un famoso film di Stanley Kubrick del 1968, si potrebbe dire che gli italiani hanno finalmente capito (ci sono voluti ben 6 anni di forte crisi!!) che "Il futuro non sarà più quello di una volta".
Questo non significa sostenere che sarà un futuro peggiore.
Anzi, potrebbe essere migliore, a condizione di assumere atteggiamenti individuali, istituzionali, professionali, sociali diversi da quelli del passato.
Il ricambio generazionale che, in un modo più o meno evidente, sta avvenendo in molti settori (a cominciare anche dalla politica) ci permetterà di superare più velocemente quelle pregiudiziali culturali ed ideologiche che hanno bloccato negli ultimi 20 anni lo sviluppo del nostro paese favorendo così un maggior adattamento ai grandi cambiamenti che stanno sempre più modificando gli assetti economici, tecnologici, commerciali mondiali.

La seconda ragione è che il 2014 sarà l'anno di preparazione di Expo 2015.
Ne stiamo parlando sempre di più ed è ormai chiaro che si tratta di una grande occasione per rilanciare l'immagine del nostro paese ed avviare un grande processo di riqualificazione del nostro immenso patrimonio agro-alimentare, artistico e turistico.
Le premesse sembrano molto buone se pensiamo che, ad oggi, il numero dei paesi aderenti è superiore a quello registrato a Shanghai considerata, fino ad oggi, l'esposizione universale più grande di tutti i tempi.
Più in particolare Expo 2015 può attivare un "circolo virtuoso" basato su: investimenti, occupazione, sperimentazione, innovazione, turismo, coesione, collaborazione, relazioni commerciali, internazionalizzazione, fiducia, entusiasmo, senso di appartenenza al nostro paese. Un circolo virtuoso che potrebbe rappresentare il "new deal" dell'economia e della società italiana.

Su questo circolo virtuoso deve riflettere ed impegnarsi anche la realtà sociale ed economica piacentina.
Nei giorni scorsi, in un incontro presso la Camera di Commercio, Prometeia ha previsto per il 2014 una crescita del PIL provinciale pari al +1,1% in linea con la media regionale e sopra la media nazionale (+0,8%).
Si tratta di una previsione che rischia di sottostimare gli effetti positivi che potrà avere Expo 2015 sulla economia locale soprattutto se gli operatori territoriali sapranno avviare un grande progetto di valorizzazione e di comunicazione delle risorse agro-alimentari e turistiche presenti a Piacenza.
Questo progetto potrà essere efficace e generatore di ricchezza per i piacentini a condizione che tutti facciano la loro parte.
Le istituzioni devono migliorare la qualità dei servizi e delle infrastrutture, le associazioni di categoria devono collaborare per condividere le iniziative mentre gli operatori economici devono "avere le carte in regola" per far conoscere al mondo i loro prodotti.
Per avere le carte in regola è necessario sistemare i web site aziendali, rivedere i materiali di comunicazione, partecipare ai dibattiti sui progetti territoriali, certificare con standard internazionali i propri prodotti, rendere più accoglienti gli spazi aziendali per gli ospiti esterni, imparare la lingua inglese, ricercare sinergie con operatori simili o complementari, entrare nei "cataloghi" delle iniziative culturali che saranno promosse nel territorio, (concerti, convegni, visite turistiche, attività eno-gastronomiche, etc) e via dicendo.
Le realtà produttive interessate dal 1 gennaio 2014 dovranno mettere a punto un piano strategico ed operativo per fare di Expo 2015 una grande base di sviluppo per i prossimi dieci anni.
Se sarà così, il 2014 sarà veramente l'anno della svolta con un livello di crescita ben superiore alle aspettative e alle previsioni.
Buon Anno Piacenza, con un augurio di fiducia nel futuro!
Daniele Fornari,
Università Cattolica di Piacenza


da LIBERTA' del 31/12/2013


pubblicazione: 31/12/2013
aggiornamento: 02/01/2014

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