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Ex Enel, un altro match Vaciago-Cacciatore

L'ex sindaco: favori a privati.

Il piano di demolizione e ricostruzione del palazzo ex Enel tra viale Risorgimento, via Campo della Fiera e via X Giugno ha avuto disco verde in consiglio comunale dove, dopo l'adozione dello scorso ottobre, ieri è tornato per l'approvazione definitiva.

E come nella prima puntata, la seduta è stata caratterizzata dal match tra il vicesindaco e assessore al territorio Francesco Cacciatore e Giacomo Vaciago, consigliere del gruppo misto in rotta di collisione sempre più frontale con la sua ex maggioranza.

Le accuse sono quelle note.

Per l'ex sindaco la pratica - che porta la firma della immobiliare Campo della Fiera e che si prefigge di ricavare dalla ristrutturazione del fabbricato 29 abitazioni, 11 unità per uffici o negozi e 110 posti auto nei seminterrati - illegittima era e illegittima resta per le violazioni urbanistiche che a suo avviso contiene. Non solo, consente una speculazione edilizia di portata tale («In quattro mesi e mezzo, dal 7 febbraio al 28 giugno 2007, un edificio con destinazione pubblica ha raddoppiato il valore da 5,4 a 9,4 milioni di euro, caso unico al mondo») da fargli chiedere se «è possibile che Piacenza si confermi Primogenita, oggi, nel malaffare».
Giudizi che non sono mutati di una virgola con l'inserimento nel progetto di quella palestra a servizio delle scuole della zona che da più parti veniva invocata, istanza perorata in un ordine del giorno di Gianni D'Amo (Pc comune) ed Edo Piazza (Per Pc con Reggi) approvato in ottobre e poi recepito dalla proprietà al tavolo negoziale con il Comune.
Né a far cambiare idea all'economista della Cattolica è stato l'esito del suo esposto alla magistratura che, dopo tre mesi di indagini, ha visto gli inquirenti chiedere l'archiviazione dal momento che - sono parole del tenente colonnello della Guardia di Finanza, Gianluca Tortora (v. Libertà del 7 maggio scorso) - «tutto è documentato ufficialmente e ci è parso assolutamente lineare» e che «niente di penalmente rilevante» è emerso in riferimento ai vari passaggi di proprietà dell'immobile essendo «le cifre in linea con i valori di mercato di allora».
Nel richiamare la mozione di sfiducia a Cacciatore da lui presentata in consiglio lo scorso febbraio (e respinta dalla maggioranza), Vaciago è tornato ieri alla carica puntando il dito sul tetto del 3% di nuova "capacità insediativa" (le previsioni di incremento della popolazione) che il Prg pone come limite alle varianti in aumento che il Comune ha la facoltà di proporre.
Tetto che a suo giudizio, con pratiche edilizie come quella dell'ex Enel, viene violato.
E il ragionamento lo ha allargato portando l'esempio del piano urbanistico di via Venturini approvato tra il 2006 e il 2007 (a cavallo tra "Reggi 1" e "Reggi 2"), «una pratica del tutto simile» a via Campo della Fiera, ma alla quale, ha sostenuto, è stato riservato un differente trattamento giuridico:
«Non si è trattato di ignoranza della normativa, ma di consapevole "scelta" tra le norme, privilegiando di volta in volta l'interpretazione di quelle più utili al privato che si intendeva favorire, e trascurando di volta in volta le nome che lo impediscono».
Di qui l'avvertimento di Vaciago ai consiglieri comunali che, «votando oggi questa approvazione non potrebbero invocare la buona fede o l'errore scusabile, ma sarebbero colpevoli di avere, in modo consapevole, votato qualcosa che ora sanno essere illegale».

A differenza del centrodestra, nessuno della maggioranza ha seguito l'ex sindaco nel "no" alla pratica. C'è stata la non partecipazione al voto di Piazza (che in ottobre votò contro, posizione ammorbiditasi, ha spiegato, in virtù del via libera alla palestra, anche se «di altre case non c'era bisogno») e l'uscita anzitempo dall'aula di Benedetto Ricciardi (Pd) che in questa fase sta rivelando una, peraltro non nuova, vena polemica verso i progetti dell'amministrazione.
Ma il centrosinistra è stato compatto nel respingere gli attacchi di Vaciago.

«Un luogo comune», secondo Giorgio Cisini (Pd), «oggi in Italia parlare di malaffare e della politica come maneggi di denaro, l'urbanistica è normata da 20mila leggi, occorre essere molto competenti altrimenti il passo nel populismo è breve».
«Non va bene questo approccio alla politica, sono convinto che stai sbagliando quando parli di malaffare, in otto anni questa amministrazione si è contraddistinta per tante cose, l'onestà anzitutto», si è accalorato Cisini rivolgendosi all'ex sindaco:
«Qui vedo che ci si attacca a cose incredibili come il tetto del 3% e invece questo consiglio comunale deve essere orgoglioso di poter dire che ha votato questo piano, che ha contribuito a far demolire quell'obbrobrio architettonico, che aggiunge un po' di valore al centro storico nel pieno rispetto del Prg».

«Mi sento perfettamente in linea con la mia coscienza e voto a favore», gli ha fatto eco Lucia Rocchi (Per Piacenza con Reggi), «la famosa "casa rosada" era proprio un pungo nell'occhio, sono contenta che venga abbattuta e che nel progetto ci sia una palestra per le scuole».

Guglielmo Zucconi (Piacenza Tutta), nel «ribadire fiducia e stima» agli uffici che hanno istruito la pratica e al vicesindaco, ha chiesto alla giunta «se non sia opportuna l'adozione di un'azione legale» contro Vaciago «a tutela del proprio onore e di tutta la maggioranza».

«Alle calunnie non rispondo, risultano nei verbali», non si è sbilanciato sul punto Cacciatore osservando peraltro come, sull'aumento di valore dell'immobile, «si continui a fare quel salto logico che non tiene conto di quanto c'è stato di mezzo, del resto si è già pronunciata la magistratura». Quanto al tetto del 3% su cui anche la Provincia in una sua osservazione al piano ha chiesto al Comune chiarimenti, «abbiamo presentato una controdeduzione articolata» per dimostrare che non è stato superato, anzi, «c'è ancora del margine», poi «siamo pronti a essere smentiti, purché lo si faccia sul serio».
Infine la comparazione con via Venturini: sono «applicazioni di indici differenti perché si tratta di casistiche diverse», ha annotato Cacciatore che sul punto è stato interrotto da un polemico Vaciago a cui ha bruscamente ribattuto il sindaco Reggi nel tentativo di zittirlo.

Da osservare che il professore nel suo intervento era anche velenosamente tornato sul concorso per palazzo uffici - quello naufragato sul caso Cibic - ribadendo la sua tesi di una gara di cui era predestinato il vincitore.
Gustavo Roccella
LIBERTA' 16/07/2010


pubblicazione: 16/07/2010

Il vicesindaco Francesco Cacciatore 16279
Il vicesindaco Francesco Cacciatore

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