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Ex Acna, ho denunciato Reggi e l'Amministrazione.

Calmetta (Porta Borghetto) profila l'accusa di abuso d'ufficio

Ex Acna, la "bomba" chimica diventa una "bomba" legale.

Sono più che logorati i rapporti fra Porta Borghetto e il Comune di Piacenza: ieri Francesco Paolo Calmetta, titolare della società lottizzante che doveva far rinascere una fetta di città là dove insisteva una fabbrica di vernici, è venuto a Piacenza e ha presentato denuncia in Procura della Repubblica contro il sindaco Roberto Reggi e altri dirigenti del Comune.

Con un tempismo chirurgico, Calmetta ha agito nel giorno stesso in cui è iniziata la messa in sicurezza di Acna.
Porta Borghetto è assistita in questa azione dall'avvocato Michele Gentiloni Silverj del foro di Roma. Sulla vicenda sono già aperti numerosi contenziosi nella capitale, a Milano e a Piacenza.
Ora la matassa s'ingarbuglia con questo ulteriore colpo di scena.

Calmetta ieri in tarda mattinata era sul cantiere di Acna e ha spiegato la sua posizione:
«Porta Borghetto ritiene illegittime e penalmente rilevanti sia l'escussione delle garanzie che la revoca dall'autorizzazione alla bonifica, oltre che le successive ordinanze sindacali, in quanto sia singolarmente che nel complesso sono ritenute dalla società come un evidente abuso di ufficio e un vero sopruso».
Calmetta ripete (per iscritto) quanto sta sostenendo da tempo:
«Il Comune deve eseguire per legge la bonifica e lo deve fare senza indugio. Porta Borghetto rigetta come profondamente ingiuste ed infamanti tutte le affermazioni esplicite o striscianti secondo cui la stessa abbia contribuito a creare l'attuale stato di pericolo alla salute pubblica, situazione integralmente creata dal Comune, che non ha fatto niente - è l'accusa - per più di quattro mesi nonostante abbia incassato, a nostro avviso illegittimamente, una parte delle garanzie di Porta Borghetto».

Critiche anche alla scelta della messa in sicurezza invece di affrontare la bonifica, atto che - ne è convinto Calmetta - non risolve il problema dell'incolumità pubblica ma «rimanda di qualche mese la risoluzione del problema».

Poi l'affondo più pesante:
«Riteniamo che ci sia chi giochi con la salute degli altri, come ha cercato e sta cercando di giocare con il patrimonio dei privati coinvolti. Confidiamo che la magistratura sappia fare chiarezza e attribuire a ciascuno le proprie responsabilità. E capire perché i singoli soggetti coinvolti, pur nella sfumatura delle relative responsabilità, si siano comportati in quel modo».

Calmetta ammette che in questo momento «ci stiamo perdendo tutti» e forse sarebbe stato meglio, a suo tempo, affidarsi ad un esperto legale super-partes prima di entrare a piedi uniti nel ginepraio dei ricorsi.

Attualmente il Comune attende il pronunciamento del Tribunale piacentino per liberare 1milione e 500mila euro di fideiussione sulla bonifica.
«In quanto a noi, abbiamo già speso molto per quest'operazione, tre milioni di euro abbondanti - sottolinea Calmetta - 687mila euro di oneri di urbanizzazione e più di due milioni per la bonifica che avevamo avviato».

Patrizia Soffientini
LIBERTA' 10/05/2011


Mentre infuria il contenzioso tra Comune e proprietà, la messa in sicurezza dell'area ex Acna, interessata dai residui di lavorazioni di vernici, è partita. Come annunciato dal Comune nei giorni scorsi e dopo l'ordinanza del sindaco motivata dalle richieste di Arpa e dell'Ausl, ieri mattina un team di tecnici ha riaperato i cancelli del cantiere fermo da mesi. Erano presenti, fra gli altri, Gaetano Fedele (Comune), Vittorino Francani (Arpa), Carlo Guidotti (ditta Furia, affidataria del lavoro). Entro un mese, tempo permettendo, sarà completata la messa in sicurezza, per un costo di 311mila euro a carico del Comune.
Francani spiega i passaggi: la prima operazione è quella del decespugliamento, poi la rimozione di ferro e materiali che possano ledere i teloni previsti, vale a dire una geo-membrana verde in polietilene, rinforzata, di media densità, garantita per 5 anni (tale è la resistenza ai raggi ultravioletti). Lo stesso tessuto viene usato anche in discariche, per evitare contiguità fra ambiente inquinato e non. Poi saranno livellate le aree oggetto di copertura del telo da ancorare al suolo. Per evitare accumuli di acqua meteorica, nelle vasche scavate proprio per "caratterizzare" il terreno, ovvero classificarlo in vista della bonifica, il telone sarà posto sul fondo e sopra verrà sistemato terreno sano da riporto. Sarà un'area di impatto verde, ripulita, uniforme. Più ordinata e sistemata in attesa di veder sciolti i nodi legali (il 31 maggio si pronuncerà il Tribunale di Piacenza).
Arpa, a cadenze regolari effettuerà controlli dei pozzi esistenti per monitorare la situazione dell'acqua in falda. E' una situazione transitoria, conferma l'assessore Pierangelo Carbone (Ambiente), a fronte di una querelle giuridica che vede una società in liquidazione. E sullo sfondo viene ipotizzato prima o poi l'avvio delle procedure per mettere all'asta l'area (su cui il Comune avrebbe la prelazione) e per rivalersi proprio nei confronti di Porta Borghetto, per recuperare somme con cui liquidare i creditori. In questa fase: «Ci sentiamo un po' come la Croce Rossa - commenta Carbone - di fronte a un caso che fa pensare alla crisi del settore immobiliare, con certi oneri molto forti, e dove si rischia l'invenduto, questo non spinge a velocizzare i cantieri». In altri tempi, più favorevoli all'edlizia, ricorda Carbone, furono altrimenti affrontate bonifiche complesse come i vasconi di cemento dell'Unicem o l'amianto dell'ex Arbos. «Il mio auspicio è che il privato - conclude - si assuma la responsabilità e ritrovi il percorso per avviare la trasformazione».



pubblicazione: 10/05/2011
aggiornamento: 11/05/2011

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