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lunedž
26
settembre
2022
Santi Cosma e Damiano



Enìa entra in Edison ?

Operazione onerosa: 600 milioni di euro. Elefanti: con Aem c'è tutto da negoziare

Aem Milano si è aggiudicata l'asta per Edison, ma che questo significhi un automatico ingresso nel secondo operatore italiano dell'energia anche di Enìa resta da vedere.
È vero che tra Aem e la nuova multiutility frutto dell'aggregazione tra Agac Reggio, Amps Parma e Tesa Piacenza c'è un preciso accordo per far partecipare all'operazione la società emiliana.
E tuttavia da quest'ultima si fa presente come la trattativa sia solo all'inizio e il suo esito per niente scontato.

Sintetico ma esplicito il vicepresidente di Enìa, il piacentino Marco Elefanti:
«Stiamo valutando la situazione e nei prossimi giorni sarà sottoposta al consiglio direttivo» composto dai sindaci delle tre città, toccherà a loro esaminare «le condizioni alle quali eventualmente partecipare all'operazione tenendo conto delle diverse implicazioni finanziarie, industriali e di governance dell'alleanza».

Poche parole, ma che lasciano intendere come Enìa voglia capire per bene i termini di un'operazione che potrebbe chiamarla a uno sforzo economico di enormi proporzioni.
Se per l'intera cordata guidata da Aem Milano, che comprende anche la Sel, multiutility di Bolzano, e partner finanziari come Mediobanca, si parla infatti di 3 miliardi di euro di esborso, la quota ascrivibile a Enìa si aggirerebbe sui 600 milioni di euro.

Chiaro che senza adeguate garanzie in termini di contropartite sulla governance, ovvero sui livelli decisionali, e sui benefici industriali le perplessità diventerebbero forti lungo la via Emilia.

Fermo restando che le compatibilità finanziarie restano tutte da verificare.

La scelta dei francesi di Edf di vendere ad Aem una quota delle loro azioni in Italenergia bis (Ieb), la società che controlla Edison, così da spartire in rapporto di pariteticità con la multiutility milanese il controllo dell'operatore energetico con sede in Foro Bonaparte, apre dunque un tavolo di negoziati tra la stessa Aem e i partner della cordata messa in pista all'atto della presentazione delle offerte per Ieb. Questo lo scenario che si profila dopo che venerdì i francesi hanno dato disco verde ad Aem preferendola ai rivali della spagnola Endesa e di Asm Brescia.

La catena di controllo di Edison dovrebbe vedere la creazione di una newco (nuova società) suddivisa al 50% tra Edf e la cordata milanese.
Al controllo del 50% italiano ci sarebbe Delmi, società il cui capitale verrebbe così suddiviso:
51% ad Aem,
24% ad Enìa,
5% a Sel,
mentre il restante 20% sarebbe un portage in mano a partner finanziari (banche inizialmente, come Mediobanca).
Avendo in portafoglio il 62% di Edison, i nuovi proprietari di Foro Bonaparte saranno obbligati, come ha chiarito la Consob, a lanciare un'Opa (offerta pubblica di acquisto) sulle restanti azioni della società.

Il che porterebbe il costo dell'operazione sulla cifra che si diceva (3 miliardi di euro a carico della cordata milanese).
Da tenere presente che su Edison e sull'Opa congiunta Edf-Aem ci sono puntati i riflettori delle autorità antitrust della Commissione europea che dovrebbe dare o meno il via libera entro un mese. gu.ro.
(Libertà del 9/5/2005)



pubblicazione: 09/05/2005

Marco Elefanti 5757
Marco Elefanti

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