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Ecosistema Urbano 2005

La classifica pubblicata dal Sole 24 Ore del 29/11/2004

Lecco è la regina, evviva la regina.
Ecosistema Urbano di Legambiente, con i suoi 100mila e più dati raccolti "alla fonte" delle amministrazioni comunali ed elaborati insieme all'Istituto di Ricerche Ambiente Italia, stila una graduatoria delle città italiane, da quella dove la qualità ambientale è migliore alla più arretrata: e allora prima di tutto va reso merito a chi quest'anno occupa il gradino più alto del podio.
Nella città manzoniana è ottima la raccolta differenziata, buona la depurazione delle acque, discreto il trasporto pubblico, e gli alti livelli di reddito non si traducono automaticamente in sperpero di energia e risorse naturali.

Tratti distintivi che accomunano l'intero plotone delle "top ten": città medio-piccole, del centro-nord (Livorno e Pisa le più meridionali), con una tradizione di buona amministrazione e servizi pubblici abbastanza efficienti.

Molto più deludente è la performance delle metropoli: Napoli e Torino arrancano, anche Milano fatica nonostante il dato di eccellenza nella raccolta differenziata dei rifiuti, solo Roma mostra qualche segno incoraggiante di miglioramento.

Infine, il Sud: con pochissime eccezioni (Matera, Caltanissetta, Campobasso), i capoluoghi del Mezzogiorno mostrano un volto ambientale decisamente sgradevole, dove la malagestione della cosa pubblica ereditata dal passato si somma ad una generale mancanza di dinamismo.
Emblemi di questa arretratezza, l'abusivismo edilizio e il caos rifiuti: la metà dei mattoni fuorilegge si concentra in sole quattro regioni (Puglia, Calabria, Sicilia e Campania), mentre in nessun capoluogo del Sud la raccolta differenziata tocca il 15% in quasi tutti è sotto il 10%.
Due questioni - illegalità edilizia ed emergenza rifiuti - che chiamano in causa scelte politiche sciagurate o fallimentari: in un caso il condono edilizio del 2003, che ha portato pochi quattrini nelle casse dello Stato ma ha rilanciato alla grande l'industria delle costruzioni illegali; nell'altro i dieci anni e più di gestione commissariale del ciclo dei rifiuti in tutte le regioni del Sud, che non hanno prodotto alcun beneficio strutturale.

Anche le vincitrici, però, è bene che non si cullino sugli allori.
Perché il loro è un primato relativo, figlio essenzialmente della mediocrità generale.
E dire che le performance pretese da Legambiente non sono da mondo di utopia, da eden ideale, tanto che chi in un caso, chi nell'altro, già le ha messe in pratica.
E' da libro dei sogni pensare che una città possa avere zero case abusive come Aosta?
E' fantasia una raccolta differenziata sopra il 50% come a Verbania?
E' da folli credere che possano esistere altre città come Siena con più di 30 metri quadrati di isola pedonale per abitante?
O ancora pensare a un uso del trasporto pubblico pari a quello di Trieste o a una mobilità in bici paragonabile a quella di Ferrara?
(dal sito di Legambiente)


Lecco, Trento, Mantova. Eccolo il podio, tutto nordico, di Ecosistema Urbano 2005, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità ambientale delle città italiane che da quest’anno si avvale della preziosa collaborazione de Il Sole 24 Ore.
Con i suoi 100mila e più dati raccolti “alla fonte” delle amministrazioni comunali, i suoi 26 indicatori (dalla raccolta differenziata al trasporto pubblico, dall’abusivismo edilizio al verde, dallo smog all’acqua potabile) ed elaborati insieme all’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Ecosistema Urbano - giunto alla sua undicesima edizione - stila una graduatoria delle città italiane: da quella dove la qualità ambientale è migliore alla più arretrata.
Allora prima di tutto va reso merito a chi quest’anno occupa il gradino più alto del podio.
Lecco ha raggiunto il vertice della classifica. Si piazza ad esempio seconda dietro Verbania per la raccolta differenziata; alle spalle di Siena, Pavia e Rieti per la qualità del trasporto pubblico; tra le prime dieci per quantità di rifiuti prodotti e per numero di automobili in circolazione; in 33a e 44a posizione per l’estensione delle zone a traffico limitato e per la lunghezza delle piste ciclabili.
Poi tanti piazzamenti di metà classifica - come quelli per i consumi d’acqua potabile - e anche un paio di scivoloni sul verde urbano o sulla grandezza delle isole pedonali.
«Accomuna l’intero plotone delle prime - sottolinea Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - il fatto che siano tutte città medio-piccole, del centro-nord (Livorno e Pisa le più meridionali), con una tradizione di buona amministrazione e servizi pubblici abbastanza efficienti. Ma Ecosistema Urbano svela anche l’altra faccia della medaglia: lo stress delle grandi metropoli e l’impasse di quasi tutto il Sud.
È l’Italia di Torino e Napoli, di Milano e Palermo, delle costruzioni illegali, dei servizi mediocri, delle emergenze - quella dei rifiuti su tutte - degli allarmi smog, della carenza idrica.
E’ l’Italia di Reggio Calabria o Agrigento, ad esempio, ultime quest’anno e con un rendimento ambientale che nel corso del tempo è sempre stato pessimo».
(dal Sole 24 Ore del 29/11/2004)




pubblicazione: 30/11/2004
aggiornamento: 19/11/2006

Lecco 4727
Lecco

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