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Ecopagella, Piacenza non brilla

La musica non cambia.
Piacenza è lenta, le manca quell'inventiva, quel guizzo ambientalista, quella capacità di sperimentare che fa la differenza.

Ci accontentiamo di un appena sufficiente 42° posto per l'ecosistema urbano su 104 capoluoghi di provincia in una classifica aperta dalla virtuosa Verbania e chiusa da Agrigento.

Scorrendo i parametri della ricerca pubblicata ieri su Il Sole 24 Ore, in base ai dati di Legambiente 2013, eccoci franare sul fronte dei rifiuti prodotti, degli incidenti stradali, dei consumi idrici, restare sotto la media sulle polveri e le emissioni.
Bene invece la tenuta degli acquedotti, la ciclabilità.


«Piacenza - commenta Laura Chiappa, portavoce provinciale di Legambiente - è 42ª su 104 città quest'anno anziché 9ª su 44 città medie lo scorso anno (quando furono stilate tre classifiche), perdiamo un posto in Emilia, da 5° a 6°, ma sostanzialmente non cambia la difficoltà che Piacenza ha, da anni, ad elaborare nuove strategie positive per trasformare il proprio territorio da una situazione senza lode e senza infamia ad eccellente, in considerazione delle potenzialità che Piacenza potrebbe mettere a sistema».

E se lo scorso anno la città veniva paragonata a una tartaruga, oggi Chiappa sceglie l'immagine della «locomotiva a vapore, rispetto ai treni ad altissima velocità di tantissime città europee». Per Legambiente esiste una difficoltà a pensare e a immaginare un modo nuovo di usare il territorio, consumare l'energia, rigenerare il tessuto urbanistico, favorire una mobilità diversa con meno auto e più mezzi pubblici efficienti, con spazi pubblici più sicuri, più accoglienti, più salutari e verdi, che favoriscano le relazioni sociali, il senso della comunità e di quartiere.

Mancano i salti di qualità, si dice.
Anche il piano strutturale comunale adottato «manca della consapevolezza dell'urgenza di far fronte ai cambiamenti climatici in corso».
Senza dire dell'«ulteriore potenziamento di industrie inquinanti a poche centinaia di metri dal centro storico».

La qualità dell'aria, fa notare Chiappa, resta emergenziale: «Siamo al 56° posto per la concentrazione media annuale di polveri sottili da 36,3 a 30,5 (situazione migliorata per gli eventi atmosferici dello scorso inverno) e al 57° posto per il biossido di azoto, da 35,7 a 35,5, mentre siamo addirittura 77esimi per l'ozono, gas molto pericoloso per la salute, sebbene lievemente migliorato da da 74 a 65 per motivi metereologici.

Restiamo grandi produttori di rifiuti, 693 kg a testa, rispetto ai 695 dello scorso anno e ci attestiamo al 90° posto mentre la raccolta differenziata resta ferma da anni - incalza Chiappa - nonostante l'obiettivo nazionale era quello di raggiungere il 65 per cento entro il 2012. Potremmo fare molto di più se si introducesse rapidamente il porta a porta spinto sui rifiuti».

Il trasporto pubblico?
«E' al palo e infatti usiamo molto i mezzi motorizzati privati per spostarci (61 per cento) con un piccolo aumento delle auto circolanti da 59 a 61 ogni cento abitanti, tanto che gli incidenti mortali sono aumentati da 0,29 nel 2012 a 0,79 nel 2013, il che ci fa assestare al 86° posto. Occorrono politiche più incisive di disincentivazione dell'uso delle auto e un'offerta che sia reale di mezzi pubblici e carsharing».

Il dato positivo sulle ciclabili?
«Molte non possono essere considerate vere ciclabili perché ancora da mettere in sicurezza».
Le isole pedonali?
«E' il momento di rendere una parte del centro totalmente pedonalizzata». E così sarà.
Patrizia Soffientini
LIBERTA' 28/10/2014


L'assessore Rabuffi: ecco le scelte del nuovo accordo regionale 2020

(ps) E' l'aria che ci ammazza. Frase dura, ma bisogna farcene una ragione.
L'invisibile alito che respiriamo è saturo di veleni ed è su questo fronte che le amministrazioni si mobilitano di più. Nei prossimi anni vedremo lievitare le zone a traffico limitato e quelle pedonali. E' già tutto scritto nelle linee del prossimo piano regionale (Pair) per la qualità dell'aria 2015-2020, come anticipa l'assessore Luigi Rabuffi (Ambiente, Parchi).

Cosa la colpisce di più nell'ecopagella?
«Come sempre è l'aria il peggior nemico, un nemico invisibile. Vogliamo tutelare la salute, prevenire i tumori e lasciare una buone dote ai nostri figli. Così anche i piacentini dal prossimo ottobre 2015 vedranno interventi di contenimento molto impattanti. La crisi ha ridotto le emissioni industriali, ci sono stati meno sforamenti nel 2013 e 2014, abbiamo visto notevoli miglioramenti rispetto agli anni precedenti, ma è anche vero che abbiamo comunque una situazione di inquinamento pesante in tutta la Pianura Padana».

A marzo scade l'accordo regionale triennale sulla qualità dell'aria. Quali novità per il prossimo accordo 2020?
«Il 2 settembre scorso la proposta di piano è stata adottata, troverà sintesi, e riteniamo approvazione, con il nuovo consiglio regionale. Su sollecitazione europea ci sono grosse novità, si dovrà introdurre, imponendolo a tutto il bacino padano, un impegno importante. Il nuovo accordo coinvolgerà tutti i comuni con più di 30 mila abitanti, prima il limite era di 50 mila, andremo a coinvolgere il 51 per cento della popolazione regionale. Dal 1° ottobre 2015 non potranno circolare auto a benzina Euro 1 e gli Euro 3 diesel e nel 2020 le Euro 2 a benzina e gli Euro 4 diesel, al 2025 neppure gli Euro 5 diesel potranno circolare. Limiti anche per veicoli commerciali e le auto promiscue, con gpl o metano. Verranno eliminate tutte le deroghe locali, ce ne saranno poche e decise dalla Regione».

Quali altre misure dentro le città?
«E' prevista l'estensione delle aree pedonabili almeno al 20 per cento di tutti i centri storici, oggi siamo al 2 per cento. Come pure le Ztl fino ad arrivare nel 2020 al cento per cento nel centro storico, ora ci attestiamo al 26 per cento.
In alternativa si dovranno usare misure ancor più restrittive sulle auto o incrementare le aree verdi.
Sarà un obbligo.
Parlando di verde, è comunque previsto un aumento importante di alberi, pari a 50 metri quadri per abitante, oggi siamo a quota 26,40 metri quadri.
Sono previsti incrementi anche sulle piste ciclabili, fino ad arrivare a 1.5 metri per abitante, ora noi siamo a 0,74 metri. Dovremo raddoppiare».

Cosa si intende per centro storico, quale estensione?
«Si intende l'area dentro la mura, a Piacenza include, per esempio, viale Beverora, la stazione. La città è quasi tutta dentro le mura».

Si dovrà puntare ancora di più sul trasporto pubblico.
«Saranno date risorse regionali per iniziative come quella appena firmata dal sindaco per l'acquisto di sei mezzi elettrici per il Comune, auto e furgoncini. La Regione dà 100 mila euro, il Comune paga le batterie».

Sui rifiuti siamo precipitati al 90° posto.
«E' strano però, lo scorso anno eravamo 37esimi con 695 chilogrammi, oggi con 693 chilogrammi, due chili in meno, siamo scesi al 90° posto.... mi chiedo cosa abbiano effettivamente fatto le altre città. Certo bisogna agire con una politica di riduzione alla fonte, si può migliorare ulteriormente facendo accordi con la grande produzione per avere meno imballaggi».





pubblicazione: 28/10/2014
aggiornamento: 31/10/2014

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