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domenica
20
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2020
Santi Andrea K. Taegon, Paolo C. Hasang e compagni martiri



Eataly apre a Piacenza a fine settembre

Il blitz piacentino di Oscar Farinetti dura il tempo di un veloce sopralluogo sullo Stradone Farnese, alla Cavallerizza, dove Eataly - dopo alcuni rinvii - aprirà ufficialmente martedì 30 settembre, alle 10 del mattino.

Un sopralluogo compiuto da "mister Eataly" insieme al sindaco Paolo Dosi, per rendersi conto di come il parco enogastronomico si "racconterà" ai piacentini fra poco più di un mese, quindi un velocissimo passaggio del "patron" in via Benedettine, a conoscere il Museo della Stampa di Libertà, «bellissimo, sono colpito, spero che i piacentini possano vederlo tutti».
Farinetti festeggerà i suoi primi 60 anni (il 24 settembre) con il taglio del nastro alla Cavallerizza. L'ennesima apertura, in Italia e nel mondo, che promette una vetrina speciale ai prodotti "made in Piacenza".

Farinetti, bentornato a Piacenza. Siamo davvero agli sgoccioli, per assistere all'apertura della nuova sede alla Cavallerizza?
«Ho visto Eataly terminato ed è bellissimo, sono molto contento. Martedì 30 settembre, alle 10 del mattino, apriremo le porte, e speriamo che arrivi tanta gente. Il punto di forza di questa nuova realtà è che si trova in una posizione bellissima: siamo riusciti a recuperare un immobile abbandonato, questo è uno degli obiettivi poetici, la Cavallerizza che riprende vita. Il locale è stato restaurato molto bene, una delle intenzioni di Eataly è di ridar vita a luoghi dimenticati: non abbiamo mai costruito in Italia, siamo quelli dei "mattoni zero". Il punto di forza è anche il territorio: Eataly Piacenza sarà dedicato alla Provincia italiana, ai suoi grandi valori, come Milano lo è alla Musica, Roma alla Bellezza, Torino all'Armonia. Serva d'esempio a tutte le province italiane, che hanno bisogno di rivalutare le proprie potenzialità locali, anche perchè stiamo notando che la crisi si sente più nelle province che nelle metropoli. Quindi, dobbiamo ripuntare sulle province. L'Italia è campione di biodiversità: non c'è nessun'altra nazione al mondo che ha le stesse specie vegetali, le stesse specie animali. L'Italia ha 1.200 vitigni autoctoni, la Francia ne ha 200 meno. L'Italia ha oltre 500 cultivar di olive, la Spagna ne ha 70. Abbiamo una incredibile biodiversità, che è figlia delle province: bisogna parlare dunque della provincia, bisogna convincere la gente a restare, a tornare, a visitare i luoghi della provincia. Per farlo hanno bisogno di conoscere bene i loro prodotti. Piacenza, secondo me, ha la caratteristica di avere una enogastronomia di altissimo livello, ma che forse non ha ancora saputo narrarla, in Italia e nel mondo. Gli italiani non sanno che Piacenza, per esempio, non è assolutamente inferiore a Parma per la qualità dei cibi, queste cose vanno dette, e Eataly può servire al compito».

Su cosa scommetterete a Piacenza?
«Punteremo sulle bellezze che avete a Piacenza, dalla coppa, per citare forse il prodotto più noto, e tutti i salumi in particolare, i tre Dop. Non dimentichiamo che in tutti gli Eataly abbiamo una serie di prodotti piacentini, e quindi la promozione viene già fatta alla grande; alla Cavallerizza sarà addirittura un'esplosione. Non solo salumi: avete frutta e verdura straordinarie, nel Piacentino, per dire, avete un melone strepitoso, avete tante cose buone. Voglio aggiungere che vi siete messi a fare buoni vini: è da tanto che li fate buoni, ma ora la gente comincia a saperlo. Il compito è far conoscere tutti questi prodotti oltre che in Italia nel mondo. Di prodotti piacentini alla Cavallerizza ne metteremo il più possibile, credo che si supererà il 30-40 per cento».

Quale è l'assetto definitivo di Eataly Piacenza?
«E' una sede molto ampia, questo sì. Vi sono quattro ristoranti interni e completi: quello vegetariano, salumi e formaggi, pizza, pasta, carne e pesce. Poi un bellissimo bar, una pasticceria, una gelateria, una focacceria. Quindi gli spazi di vendita dei prodotti, secchi e freschi. Per la l'area didattica, appena si entrerà ad Eataly, si scorgerà una grande aula: qui faremo corsi di educazione alimentare per i bambini la mattina, corsi gratuiti per i pensionati la sera, che si chiamano "Piatti ricchi con ingredienti poveri". Insegniamo a cucinare per esempio una sardina, che costa 3 euro al chilo. Corsi a pagamento, invece, verranno svolti durante la giornata. Questo è Eataly, una grande narrazione dei cibi italiani e del territorio, un invito a comprare ciò che si può mangiare, a mangiare ciò che si può comprare. Ma sarà soprattutto un invito a studiarlo, il cibo. Eataly nella sua filosofia mette insieme la conoscenza con l'acquisto. L'obiettivo è convincere le persone a dedicare maggiore attenzione a ciò che mettiamo dentro al nostro corpo».

Avete aperto un indirizzo elettronico per le domande di lavoro: avete ricevuto molte richieste?
«Potete immaginare, non riusciremo ad esaudirle tutte, l'Italia oggi è così. Tantissime domande sono arrivate, non ricordo quante. Partiremo con un centinaio di persone, non male. Se si lavora tanto, incrementeremo ancora».

Eataly apre mentre tutto intorno si chiude.
Farinetti, non la spaventano gli effetti della crisi?
«Ah certo, a me spaventa tutto. Un mio grande maestro mi diceva che il segreto degli affari è il panico, the panic, devi sempre avere paura. Mi spaventa l'Italia, che è in una condizione molto difficile. Devo anche dire che Eataly continua a crescere, ce la fa, cosa un po' strana. Ce la fa perchè quando hai un formato così innovativo, potente, la gente viene. Il pubblico ha bisogno di novità. Bisogna darsi da fare. E dunque, sì, sono spaventato. Ma il nostro fatturato, oltre il 50 per cento arriva dall'estero, Stati Uniti, Istanbul, Dubai, dove invece le cose funzionano molto bene. Ma anche in Italia Eataly va bene: Milano ha avuto un successo enorme, farà il 15 per cento in più del budget, sempre pieni anche ad agosto».

C'è chi afferma che ad Eataly i prezzi non sono così popolari.
E' la verità?
«Guardi, il cibo di qualità costa pochissimo di più del cibo scadente. E' la categoria di prodotti in cui il gap è inferiore. Pensi alla differenza che c'è tra un abito bello, di marca, ed uno scadente. Pensi alla differenza che c'è tra un orologio di marca e uno scadente. Sono differenze abissali. Sa qual è la differenza tra un piatto di pasta strepitosa, estrusa a bronzo, essicata lentamente, contro una pasta industriale fatta male? E' di 20 centesimi al piatto. La differenza è minima, conviene mangiare piatti di qualità. Conviene mangiarne di meno, semmai. Io dico sempre che Eataly funziona perchè non ti fa spendere di più, e ti fa anche dimagrire. Tu magari spendi quasi il doppio in un cibo più buono, ne mangi la metà, ne butti via meno, e non ingrassi. Conviene dedicare un budget maggiore all'unico prodotto che mettiamo dentro al nostro corpo. Gli altri stanno tutti fuori, e contano meno, no? ».

LIBERTA'
28/08/2014


pubblicazione: 28/08/2014

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Categoria
 :.  ECONOMIA Piacenza
 :..  Centro storico



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