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E alla fine Mannina sceglie Squeri

Ufficializzato ieri l'apparentamento

Trasparenza nella gestione amministrativa, costi della politica improntati a un maggior rigore, rilancio dei Piani della Salute, riqualificazione del centro storico, incentivazione delle energie alternativa e salvaguardia della "risorsa acqua" da qualsiasi tentativo di privatizzazione.

Sono questi pilastri sui quali, ieri pomeriggio, si è celebrato l'apparentamento tra Rosarita Mannina e Dario Squeri.

Un "matrimonio" per niente annunciato, stanti le voci che - nei giorni scorsi - ipotizzavano addirittura un accordo tra la candidata di "Partecipa Piacenza" ed il sindaco uscente.

«In realtà è stato Reggi a cercarmi - ha spiegato l'interessata - io l'ho ascoltato e ringraziato per l'offerta, ma ho spiegato che il mio posto è dove sono adesso, cioè con la coalizione di Squeri, a cui porto in dote la tradizione liberale, ma anche la mia evoluzione personale di "anima critica" del centrodestra».

«Questo accordo - ha detto Squeri - ha una grandissima valenza politica perché sancisce il ricompattamento del centrodestra attorno ad un'unica figura.
E' giusto che Rosarita Mannina sia qui con noi - ha aggiunto - io per la verità non avevo dubbi, perché è una persona profondamente coerente con la sua storia politica e con i suoi ideali, che sono quelli dei liberali piacentini».

Il candidato del centrodestra ha ribadito quelli che sono i "pilastri" del programma della Mannina che sono stati recepiti nel suo "manifesto elettorale".

«Dal metodo di governo alla riduzione delle spese politiche e amministrative - ha detto - fino all'importantissima "partita" sull'erogazione dell'acqua, una risorsa che deve assolutamente rimanere pubblica e comunque mai al servizio delle multi-utility».

«Con questo apparentamento - ha ribadito il leader di Piacenza Libera - che porta non solo la forza delle idee di Rosarita Mannina, ma anche i suoi voti, mi sento ancor più sicuro di ribaltare il risultato del primo turno e di vincere».

A margine dell'incontro di ieri, Squeri si è detto anche convinto di poter recuperare altre preferenze (il "gap" al primo turno era di 2500) persi con il meccanismo del voto disgiunto.
«Al primo turno ne siamo stati penalizzati molto di più del sindaco uscente - ha detto il candidato del centrodestra - forse perché alcuni candidati hanno pensato un po' troppo a sé stessi e meno alla coalizione, magari nel timore di non essere eletti. Al ballottaggio il voto disgiunto non esiste e la preferenza si concentra su due persone».

Il portacolori del centrodestra ha anche lanciato un "abboccamento" elettorale, che ha definito «alla Sarkozy».
«Mi sono mosso e continuerò a muovermi nel solco della continuità e della coerenza - ha precisato - fedele al programma della coalizione di centrodestra.
Ma voglio dire che - sul piano della disponibilità personale - sono pronto a recuperare persone la cui proposta abbia una valenza significativa per la città, provenienti ad esempio dal mondo ambientalista».
Chiaro il riferimento alla componente ambientalista che si è aggregata a Gianni D'Amo.
E proprio a proposito dell'accordo tra quest'ultimo e Reggi, ufficializzato quasi in contemporanea all'apparentamento Squeri-Mannina, il candidato del centro destra lo ha definito «un escamotage che sminuisce il sindaco Reggi e la sua proposta», sintetizzando con una metafora questo pensiero:
«Un apparentamento, come quello che abbiamo fatto noi con Rosarita Mannina, è un matrimonio vero e proprio - ha detto - mentre l'accordo politico tra Reggi e D'Amo sarebbe un Dico».

Durante la conferenza-stampa Squeri ha rilanciato il suo invito al sindaco Reggi per un "faccia a faccia" pubblico in piazza Cavalli.
«Vorrei che fosse un confronto all'americana con un "arbitro" imparziale davanti alla città - ha spiegato - ma non una "piazzata" con l'applausometro e la claque. Penso a un confronto all'americana con i due candidati dietro ad un palchetto a rispondere alle domande di un conduttore super-partes (e magari anche dei cittadini) con un limite di tempo definito e senza interrompersi l'un l'altro come invece talvolta avviene invece durante i "faccia a faccia" televisivi. Attendo una risposta dal sindaco Reggi».
Giorgio Lambri



La Mannina: «Questa è la mia casa naturale»
«Un assessorato? Per adesso voglio essere la "coscienza critica" del centrodestra»


«Io la coscienza critica del centrodestra?
Mi piace come definizione.
Sicuramente sarò garante dei valori e dei comportamenti che sono stati alla base della mia scelta di candidarmi e che sono stati recepiti da Dario Squeri.
E poi la voce dei Liberali potrà tornare a fasi sentire in modo forte».

Rosarita Mannina, portabandiera al primo turno della lista Partecipa Piacenza, spiega così la decisione di apparentarsi con il candidato sindaco del centrodestra in vista del ballottaggio.

«Torno nella mia casa naturale - precisa - da cui a dire il vero non mi sono mai allontanata: ho fatto la scelta di correre da sola al primo turno per attirare l'attenzione del centrodestra su alcuni temi che aveva un po' perso di vista, provocando un profondo scollamento tra i cittadini e il Palazzo». Quali?
«Quelli che hanno costituito l'oggetto di tutta la mia proposta elettorale: trasparenza, maggiore partecipazione dei cittadini, lotta agli sprechi, contenimento dei costi e grandissima attenzione all'ambiente, a partire dalle risorse idriche che sono fortemente a rischio. Squeri mi ha assicurato che, pur non potendo entrare in consiglio comunale, potrò occuparmene».
Assessorato certo, quindi?
«Non lo so - risponde - non ne abbiamo ancora parlato:
prima pensiamo a vincere e poi a dividere gli incarichi. Abbiamo comunque già le idee chiare, ad esempio sulla macchina comunale, che a mio avviso deve essere rimodulata, con la razionalizzazione delle risorse e l'accorpamento degli assessorati, liberando così fondi da investire dove davvero c'è bisogno. Non so chi lo farà, io mi preoccuperò che comunque tutto si metta in atto».

Ma l'avvocato Mannina si pone un altro ambizioso obiettivo:
«Il centrodestra piacentino mi pare un po' asfittico, troppo chiuso in se stesso, a volte vittima di gelosie personali. Mi piacerebbe invece che avesse il coraggio di rivitalizzarsi, trovando nuove energie al proprio interno e aprendosi al confronto sereno anche con gli altri schieramenti.
Deve finire il tempo dei litigi - prosegue - la città e i suoi abitanti hanno voglia e bisogno di dialogo, di confronti costruttivi, di idee comuni. Una delle condizioni che ho posto a Squeri è proprio la massima disponibilità, in caso di elezione, di dare la priorità alla gente e di cercare ove possibile intese con gli avversari, che non sono mai nemici».


Di "nemici", però, la Mannina se ne ritroverà qualcuno al proprio fianco, vale a dire coloro che nel centrodestra, all'annuncio della sua candidatura indipendente, le riversarono addosso illazioni e sospetti.
«Non mi sono mai curata di queste cattiverie - chiarisce - la mia storia politica è sotto gli occhi di tutti e la decisione di stare con Squeri tappa la bocca a tutte le malelingue, in particolare a coloro che credevano che avessi già fatto accordi sottobanco con Roberto Reggi».
Con cui, però, ci sono stati diversi contatti.
«Ci siamo sentiti un paio di mesi fa e poi in questi giorni - conferma - l'ho ringraziato per gli inviti che mi ha fatto a portare avanti un progetto con lui, ma ho detto di no, innanzitutto per coerenza con la mia esperienza politica. E' una persona per bene, al pari di Gianni D'Amo e di altri che ho conosciuto in questa mia avventura, gli faccio un sentito in bocca al lupo. Naturalmente sperando che vinca Squeri».
Michele Rancati


pubblicazione: 01/06/2007

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