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Alle ore 21,37 del 2 aprile 2005 è deceduto Papa Giovanni Paolo II.
"Ha detto "Amen" e si è spento". "E' morto guardando verso la finestra". Lo ha detto padre Celiecki che era nella stanza del Pontefice al momento del decesso.
Con il rituale secolare il cardinale camerlengo, Eduardo Martinez Somalo ha riconosciuto formalmente il suo decesso chiamandolo tre volte con il nome di battesimo. Poi, un secondo funzionario, il maestro di camera, ha sfilato l'anello del pescatore dal dito del Pontefice.
Proclamati tre giorni di lutto nazionale. In piazza San Pietro oltre 150.000 persone per la messa di suffragio. Il Cardinal Sodano lo appella come un pontefice santo : "Giovanni Paolo II il Grande". Da lunedì alle ore 17 camera ardente aperta ai fedeli.
E' morto il primo Papa del III millennio. Il primo Papa non italiano dopo 455 anni, e il primo polacco nella storia dei pontefici romani. Il primo successore di Pietro il cui operato è stato seguito da miliardi di fedeli di tutto il mondo, le cui parole hanno saputo toccare anche i laici. Il primo che si e' costantemente impegnato contro la guerra e prodigato a favore del dialogo tra le religioni. Colui che ha portato a termine un numero senza precedenti di viaggi apostolici, beatificazioni e santificazioni. Colui che ha reinterpretato il papato dandogli quella proiezione planetaria che non aveva mai avuto. Che e' diventato portavoce dei diritti umani, difensore dei deboli nelle societa' opulente e capitaliste. Il Papa che ha pronunciato un 'Mea culpa' in San Pietro sui torti e gli errori dei cristiani. Tanto autenticamente mistico, quanto intuitivamente mediatico, Giovanni Paolo II, il Papa 'venuto da un paese lontano' eppure cosi' immerso nella contemporaneita', in 26 anni di pontificato ha segnato la storia della Chiesa e del mondo
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