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"E' inutile, non gliela do"

Santanché, ossessione-Silvio ??

di ALESSANDRA VITALI
da Repubblica del 9 aprile 2008

Stavolta l'ha detta tutta.
Non che in passato le sia mai sfuggita un'occasione, ma stavolta l'ha detta come la direbbe un'adolescente fuori da un liceo, come la direbbe una partner di Boldi o De Sica in un film dei Vanzina, una concorrente del Grande Fratello commentando con un'amica un'avance poco gradita.
"Non gliela do".
Daniela Santanché, a Silvio Berlusconi non gliela dà.
Lui le ha dato della "sberla", che è come dire una sventola, una bonona, e lei per tutta risposta ha detto che il Cavaliere parla da vecchio, si comporta da vecchio, corteggia da vecchio.
Lui dice in tv che lei "è quella destra Billionaire che cerca di portarci via i voti ma fa solo il gioco della sinistra" e lei replica chiaro e tondo sillabando:
"E' ossessionato da me. Tanto, non gliela do".

Con Daniela la pantera nera è inutile perdere tempo.
Lei non le manda a dire.
E intanto, alle più giovani, dispensa precetti di educazione sentimentale:
"Le ragazze che vogliono fare carriera non devono darla, non serve. Bisogna darla solo per amore". Quindi, "inutile dare il voto a Berlusconi, uno che vede noi donne sempre in posizione orizzontale, e mai verticale".

Un linguaggio da bar dello sport, da spiaggia, da stadio.
Forse è un po' anche questo il segreto del successo, o almeno della visibilità dell'unica candidata premier di questa campagna elettorale mai sfiorata dal dubbio del fair play, nemmeno per cinque minuti, per distrazione, per sonnolenza.

Lei che già da onorevole aveva dimostrato di essere perfettamente depilata anche sulla lingua, con quel "palle di velluto" spedito all'indirizzo dei colonnelli di An quando quello di Gianfranco Fini era anche il suo partito.
Se lo ricordano gli studenti che, nel 2005, sfilarono in corteo davanti a Montecitorio contro la riforma dell'università, e ai quali la onorevole replicò, muta ed eloquente, levando verso l'alto il dito medio della mano destra.

Che la sua, con La Destra, sarebbe stata una campagna tutt'altro che low profile, l'aveva chiarito subito.
Con una specie di manifesto programmatico facente funzione di carta d'identità:
"Siamo un partito incazzato con la bava alla bocca".
I clandestini?
"Da cacciare a calci nel culo".
Del medesimo trattamento aveva minacciato pure "un alto magistrato della Corte dei Conti che aveva rinviato un'audizione".
A chi le dà e a chi le promette, senza distinzione di razza o censo.

Eppure, piace.
Al suo leader Francesco Storace, va da sé.
Ma pure, ad esempio, a donne non di destra.
Come Lucia Annunziata, che dice di averla "rivalutata". O a Ritanna Armeni, che invita le donne di sinistra a dare un'occhiata a come si comporta perché "forse c'è qualcosa da imparare da una femminista di destra".
Femminista che però ha ammesso che volentieri avrebbe tirato pomodori, insieme a Giuliano Ferrara, contro i manifestanti pro-194 che hanno contestato il giornalista.

Finiti i tempi del Billionaire, delle impegnative prestazioni mondane in Costa Smeralda, del cappellone di cuoio da cowboy, dei tacchi stiletto e delle serate danzanti, Daniela ha virato un po' come Carla Bruni a Londra.
Capelli raccolti e camicetta abbottonata fino al collo.
E' tempo di battaglia politica.
Con un obiettivo preciso:
"Noi donne avremo ottenuto la parità solo quando riusciremo a mettere una cretina in un posto di potere".
Badando bene, però, che la cretina non l'abbia data a Berlusconi, mai.

(9 aprile 2008)


pubblicazione: 09/04/2008

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Categoria
 :.  ITALIA Politica
 :..  Verso le Elezioni 2008



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