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Discussione Bilancio Previsionale 2012 Comune di Piacenza

Intervento del Consigliere Putzu del 2 luglio 2012

CONSIGLIERE PUTZU ( P.D.L. )
Devo dire che non ho fatto il giochetto di chi si toglie dalla prenotazione , perché il consigliere Bricchi – mi sembra, ma potrei sbagliarmi – è docente universitario…
- Interruzione –
Collabora, va bene.
E quindi da Bricchi, che per la seconda volta parla da uomo di partito (ma è giusto perché qui rappresentiamo anche i partiti o i movimenti che ci hanno fatto votare), mi aspettavo invece un discorso un po’ diverso, ma purtroppo qui dentro c’è l’assoluta impermeabilità a quello che succede fuori: basta uscire e c’è un mondo diverso.
Neanche si parla dell’Italia che perde con la Spagna -ma questa è una battuta...
Quello che succede fuori, qui dentro... non ci tange minimamente.

E’ un territorio, quello piacentino, che sta scomparendo, e noi, che siamo i politici del capoluogo di provincia, discutiamo qua dentro della cazzata dei 10.000 euro avanti e indietro, oppure della piccola iniziativa residuale, dimenticando, viceversa, che è la progettualità che deve connotarci come azione politica.
Perché la gente non ci ha eletti in Consiglio Comunale solo per rappresentare la casacca, ma per decidere, perché altrimenti chi altro decide se non noi che siamo i politici della città di Piacenza?
Chi altro decide il futuro di Piacenza?

 
Ho apprezzato, giornalisticamente, gli interventi dei due assessori, Timpano e Albasi, che dicono che faranno tanto per quanto riguarda la cultura, per quanto riguarda lo sviluppo.

Ma io, nel bilancio previsionale, non trovo nulla di nuovo e di progettuale per quanto riguarda il turismo, per quanto riguarda il marketing, per quanto riguarda lo sviluppo economico, per quanto riguarda la cultura.
Passi per il 2012.
Sono recenti le elezioni amministrative.
Arriva Caronte, c’è caldo, si viene malvolentieri, molti di noi sono nuovi: esordire col marloppo – mi rendo conto – del bilancio, non è un bell’esordio perché è faticoso: uno lo legge, ma magari non lo capisce.
Parlo anche per me: nel 2002, quando ho esordito, nulla o ben poco capivo di questi numeri e quant’altro.
Quindi mi rendo conto che il dibattito sia necessariamente modesto, perché do' il beneficio del bilancio che incombe immediatamente dopo le elezioni.
 
Ma bisogna darsi una svegliata, amici!
Perché il mantenimento degli standard assistenziali va benissimo, ma il compito del Comune, del Comune come dello Stato, non è solamente quello di fare l’assistenzialismo, di fare la carità a chi è in dietro, a chi ha bisogno!
Certamente anche questo, ma il compito di un ente come il Comune è quello di dare i servizi ai cittadini, che non sono necessariamente solo i servizi sociali, ma soprattutto anche di creare opportunità di lavoro, di creare opportunità di sviluppo.


Allora, se noi ci andiamo a incartare, come sembra di capire, sul discorso che manteniamo – mi fa piacere che è tornato il sindaco – sul mantenimento dei servizi sociali ai più deboli, bene, ma Piacenza allora rimane la città dei parroci, rimane la città dei negozi che vengono trasformati in garage, rimane la città che cresce grazie alla popolazione extra-comunitaria.
Se per il prossimo triennio il nostro problema è il mantenimento dei servizi sociali, andremo sempre in peggio, perché noi cresciamo come popolazione ma principalmente come popolazione extra-comunitaria, che è la principale fruitrice del biancio sociale, come è legittimo (sono cittadini italiani anch’essi), ma è questa la popolazione debole che è in incremento, e a questi si sommano i piacentini che andranno in difficoltà economica.

Quindi, l’ipotesi che la nostra azione governativa si debba annichilire – uso questo termine – solamente sul servizio del mantenimento del servizio alla persona, è fortemente sbagliata, perché nei prossimi anni noi non potremo fare nulla di quello che invece dobbiamo fare, e cioè un’idea nuova di città.
 
Sul giornale “Libertà” parla Teobaldo Visconti (o chi per esso), ma non solo, parla anche il presidente degli Industriali: “Quale città vogliamo?”.
Se la città che abbiamo adesso va bene, allora il ragionamento finisce qui...

Ma se, viceversa, l’impegno deve essere quello di creare una città sempre meglio per quanto riguarda sia la qualità della vita, certamente, sia la qualità dei servizi forniti, ma non solamente i servizi alla persona, ma soprattutto perché questo territorio riesca a difendersi e ad emergere nella lotta che è inesorabile e dura nei confronti dei territori che ci circondano, non possiamo vivacchiare in questo modo veramente patetico del bilancio di quest’anno!
E’ un bilancio tristissimo!
Ma già lo fu anche l’ultimo bilancio della mandatura Reggi.

Allora, se noi continuiamo ad andare avanti su questo tran tran, la città si depaupererà sempre di più, sia dal punto di vista economico, ma anche sociale.
Dobbiamo cercare di creare opportunità di sviluppo!
Quindi io spero vivamente che ci sia, da parte di tutti, un ricoinvolgimento in un discorso progettuale.

Che fine ha fatto “Vision 2020”?
Nessuno parla più di progettualità, nessuno parla più di quello che doveva essere il futuro della città!
Il progetto bandiera n. 1 era ed è stato l’hospice,.... d’accordo l’hospice era necessario, l’abbiamo ottenuto, qualifica una città come moderna e avanti nei tempi, ma non può essere l’hospice il progetto bandiera n. 1 di una elaborazione "visionaria" per il 2020!
 
Incombe “Expo’ 2015, ma qui non se ne parla minimamente!
E’ il presidente degli Industriali Bolzoni che dice che bisogna accelerare il progetto-treno veloce, nella speranza di poter attrarre nuova residenzialità milanese sulla città!

Allora, quali idee abbiamo noi della città?
Piacenza deve diventare città dormitorio ?, Piacenza deve diventare città verde ?, Piacenza deve diventare la città dei centri direzionali?
Decidiamo per una buona volta qual è l’obiettivo politico che dobbiamo perseguire!
Dobbiamo decidere qual è l’idea della città che abbiamo, perché altrimenti non andremo da nessuna parte!
Il treno veloce ha un senso se noi lo vendiamo, a chi ce lo darà, con dei dati economici che non possono essere i 2.800 pendolari - erano 10.000, adesso sembra sono diventati 2.800-, oppure il fatto che incentiverà la gente all’uso del treno, ...i viaggiatori "si sparpagliano" anche sugli altri treni,... non vanno mica tutti solamente sul nuovo gestore del treno veloce!  
Quindi, l’ipotesi di dire: “Ma voi fateci il treno veloce che noi vi diamo i 2.800 pendolari” è una comica.
Ci verrà chiesto: “Ma che idea di città avete voi? Ma che cosa state facendo affinché io faccia un investimento così rilevante per unire Milano a Piacenza?”.
E noi non lo sappiamo!


Politicamente, dobbiamo cercare di crescere e di cambiare mentalità!
Ma questo a tutti i livelli.
 
Sento spesso parlare di tavoli provinciali che sono convocati ...ma sono convocati tardivamente !, e intanto le aziende che nel 2008 erano leader di mercato, ad esempio nell’edilizia, chiudono, e intanto la Provincia viene eliminata, e intanto Parma riconquista i centri di potere oltre che la banca!
Non va mica bene, non va bene così!
Almeno, secondo me, è sbagliato.
 
Allora rinnovo l’invito da cui sono partito: chi è che deve fare la politica a Piacenza?
Chi è che deve dare gli input per lo sviluppo economico?
Gli industriali? Ma allora stiamo a casa!
Chi è che decide il destino della città? Chi è che decide i futuri scenari della città?
Gli industriali o i commercianti, oppure gli investitori?
No, è la politica, che deve dare le indicazioni per lo sviluppo economico del territorio, certo, in sinergia e collaborazione con tutti i soggetti che vogliono collaborare, certamente senza andare con essi in contrasto.
Ma la politica che deve dare gli indirizzi ! E la politica a Piacenza siamo noi.
 
Quindi, superata questa fase di bilancio, che ritengo assolutamente sussidiaria, ma con la “s” minuscola, a un percorso che ormai si sta realizzando, bisogna incominciare a ragionare diversamente. Allora qui dentro ci sono energie giovani.... Applicatevi!
Ci sono invece esperienze consolidate anche di livello in ambito universitario?
C’è un assessore che ha avuto la possibilità di lavorare in una struttura importante, che è poi la nostra fiera?
Bisogna lavorare su questi compartimenti, perché se non riusciamo a recuperare denaro, non solo dalla tassazione, sarà sempre un bilancio che dovrà barcamenarsi tra aumento dello 0,1, 0,2%...!
Dobbiamo recuperare risorse economiche, in una fase assolutamente difficile, certamente, ma dobbiamo recuperarle in altri modi, perché se non lo facciamo noi, lo fanno gli altri.
E gli altri modi per recuperare sono la cultura, lo sport, il turismo!


Nulla si dice sulla possibilità di organizzare grandi eventi nazionali!
Organizziamo una mostra su Picasso !!!! se lo fa Cremona, se lo fa Lodi, se lo fa Mantova, perché non possiamo farla noi?
No, noi la facciamo su Cassinari! Va benissimo.... Meglio Cassinari che il Macchiaiolo piacentino! ...interessante, ma residuale!

Dobbiamo cercare di volare alto ed organizzare degli eventi, fare venire gente a Piacenza!
Di tutto questo, nulla si legge in questo previsionale!
Sul turismo il previsionale è ridicolo.... “Partecipare,... si cercherà,... vedremo di…, compatibilmente…”, è ridicolo!
Va fatto del marketing territoriale!
Non c’è più nessuna agenzia che fa il marketing territoriale per Piacenza... io parlo per Piacenza, non per i castelli oppure per Bobbio o per il Trebbia.
Quelle lì si “markettizzano” da soli!
Dobbiamo imparare a fare delle strategie politiche sulla cultura, sullo sport, sul turismo, certo, senza lasciare indietro il povero.
Ma le risorse economiche non possono essere destinate solamente al sociale!

… OMISSIS …


pubblicazione: 06/07/2012

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