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Debutta IREN

Iren debutta tra i grandi per conquistare mercati

Da ieri Enìa e Iride non ci sono più, hanno lasciato il posto a Iren, la società nata dalla loro fusione dopo una gestazione di circa un anno e mezzo.
C'era attesa per l'accoglienza in Borsa del nuovo titolo (quelli di Enìa e Iride sono stati cancellati dal listino), e Iren se l'è cavata: dopo il martedì nero e in una giornata dall'andamento ancora negativo (Piazza Affari ha chiuso in perdita dell'1,91%), ha registrato un marginale calo dello 0,08% a 1,22 euro, praticamente stazionaria.
Proprio a Milano nella sede della Borsa (Palazzo Mezzanotte) la multiutility attiva tra Piemonte, Liguria ed Emilia, è stata presentata ieri dai vertici aziendali alla comunità economico-finanziaria.

Con ricavi di 3,1 miliardi di euro e un margine operativo lordo di 567 milioni (dati 2009), il gruppo che nasce da Enìa (Reggio, Parma e Piacenza) e Iride (Genova e Torino) si colloca al terzo posto tra le multiutility italiane (servizi energetico-ambientali) dietro ad A2a (Milano e Brescia) ed Hera (Bologna, Modena e Romagna) e davanti a Acea (Roma) e Acegas-Aps (Trieste-Padova).

Uno degli obiettivi dell'aggregazione che da ieri è operativa è di ottenere 70 milioni di euro di risparmi in quattro anni, ha spiegato Roberto Bazzano, presidente di Iren come lo era di Iride. Decisivo sarà attrezzarsi al meglio nell'approvvigionamento energetico, ha osservato, «la sfida in questo settore la vincerà chi avrà gli impianti e i rifornimenti migliori».
«Qui siamo ben posizionati potendo contare su una filiera equilibrata», ha assicurato soffermandosi sulle prospettive nel campo energetico. Si conta di potenziare l'attività di intermediazione e vendita sul mercato libero attraverso la valorizzazione della disponibilità di energia elettrica e di gas derivante dai progetti di incremento della capacità produttiva interna e dallo sviluppo di fonti di approvvigionamento. Nella generazione elettrica e di calore la crescita è affidata alla costruzione di una nuova centrale a ciclo combinato in cogenerazione di Torino Nord (400 megawatt), al completamento del rinnovo degli impianti elettrici della valle Orco e al potenziamento del fotovoltaico (un impianto è in corso di realizzazione in Puglia).
Ma in cantiere ci sono anche progetti nell'eolico e in generale nelle altre fonti rinnovabili (biomasse e idroelettrico), ha aggiunto Andrea Viero, ad di Enìa che in Iren assume il ruolo di direttore generale.
Il fatto di avere accresciuto il dimensionamento aziendale è importante non per un fatto di classifica tra multiutility, ha annotato Bazzano, piuttosto «perché poi i giochi li fanno i grandi» che in quanto tali riescono a spuntare condizioni più vantaggiose nelle forniture.

Da sottolineare la pluri-regionalità di Iren che senza soluzione di continuità abbraccia un territorio di riferimento che dal Piemonte arriva all'Emilia occidentale passando per la Liguria. Ma la nuova multiutility conta di estendere sempre di più il suo raggio di azione e una ghiotta occasione la offre la legge Ronchi con i servizi idrici che in giro per l'Italia saranno affidati tramite gare a cui Iren conta di partecipare con il piglio del conquistatore. «Provenire da società che nei loro ambiti territoriali hanno dovuto affrontare situazioni e problematiche diversificate», ha considerato a tale proposito Bazzano, «ci ha consentito di sviluppare competenze tecniche e gestionali, specie nel settore idrico e ambientale, che sono di assoluta eccellenza e che siamo pronti a esportare».
Gustavo Roccella
LIBERTA' del 02/07/2010


In quattro anni 70 milioni di euro di sinergie.
Energia elettrica, gas, acqua, rifiuti: le linee di sviluppo del nuovo operatore


(guro) Ieri pomeriggio a Reggio Emilia il primo cda di Iren che ha attribuito le deleghe e i poteri agli esponenti di vertice, i due provenienti da Iride, ossia il presidente Roberto Bazzano e l'ad Roberto Garbati, e i due in quota a Enìa, il vicepresidente Andrea Allodi e il direttore generale Andrea Viero.
In agosto l'assemblea che eleggerà il nuovo cda che passerà dagli attuali 12 a 13 elementi: 7 di nomina dei soci Iride, 4 dei soci Enìa (uno dei quali espresso da Piacenza) e 2 indipendenti.

Per il nuovo piano industriale bisognerà invece aspettare gennaio 2011 anche se, ha precisato ieri mattina Viero nella conferenza stampa a Milano, «contiamo di approvarlo già a fine anno». Qualche malumore tra gli analisti finanziari presenti in sala per la mancanza di numeri sui risultati attesi da qui in avanti: «Le linee guida», si è limitato a rispondere Viero, «sono quelle del piano precedente che prevede importanti investimenti come quello per Olt (il rigassificatore di Livorno, ndr), il termovalorizzatore di Parma e Torino Nord, tutti progetti che occupano l'orizzonte temporale dei prossimi 12-18 mesi».
«Il piano su cui si va avanti deriva da quello fatto per la fusione», ha aggiunto Bazzano osservando come «dopo la crisi dei mercati si sia vista la necessità di ripercorrerlo e presentarne uno nuovo». E comunque le semestrali di Iride ed Enìa sono «positive, in crescita, dunque ci aspettiamo che anche il 2010 sia positivo».
Il nuovo gruppo, che in quattro anni «punta ad ottenere sinergie per 70 milioni di euro», ha tra i suoi obiettivi la razionalizzazione dei diversi business e, nel settore gas, «ottimizzare gli approvvigionamenti cercando di disegnare un mix tra contratti annuali e a lungo termine».
L'intenzione è anche quella di sviluppare l'attività nel settore idrico e della raccolta di rifiuti, ma per questo «due passi fondamentali sono la stabilità delle normative e un'authority indipendente che sia garante delle tariffe per garantire i concreti e attesi ritorni sugli investimenti e di far leva sui finanziamenti».
Non si parla più di alleanze con Hera o altri operatori: «Siamo concentrati sull'attuale perimetro di gruppo», ha risposto in proposito Viero, «le opportunità si guardano sempre e le porte sono sempre aperte, ma in questo momento siamo focalizzati all'interno. Se si creeranno opportunità di confronto con Hera o con altri, siamo ben disponibili ad approfondirle».
Iren è il terzo operatore in Italia nel settore idrico e in quello ambientale, la quinta nel settore gas, e la sesta nell'energia elettrica per volumi venduti, mentre occupa la posizione di leader del mercato nazionale nel teleriscaldamento.
In campo ambientale, le prospettive di sviluppo passano attraverso la realizzazione del Polo Ambientale Integrato per consentire alla provincia di Parma di raggiungere l'autonomia nello smaltimento dei rifiuti urbani.



«Non cambia nulla, la regia dei servizi resta ai territori»
Dall'Amnu alla spa con Torino e Genova dove Piacenza ha l'1,7%. Allodi rassicura sulla governance


C'era una volta la municipalizzata Amnu, poi l'Asm, quindi Tesa. Tutte con il Comune di Piacenza al 100% o quasi. Poi Tesa (dieci anni fa, con la giunta Guidotti) aprì le porte ai privati e il gruppo Camuzzi ne acquisì il 40%. Durò poco, perché ben presto la Camuzzi passò all'Enel, compresa la quota nella spa dei rifiuti solidi urbani. Quel 40% finì così all'asta e ad aggiudicarselo furono i reggiani di Agac.
Era la prima giunta Reggi (2002-07) sotto la quale si realizzò poi l'operazione di fusione tra le ex municipalizzate di Reggio (Agac), Parma (Amps) e Piacenza (Tesa): nasce Enìa, con i Comuni capoluogo principali soci anche se con pesi differenti in ragione delle ben diverse dotazioni di partenza. A Palazzo Mercanti tocca il 4,7% del capitale (contro il 22% di Reggio e il 17% di Parma), percentuale destinata a ulteriormente diluirsi nell'ultima aggregazione, quella partita ieri con una società, Iride (Genova e Torino), di dimensioni quasi doppie rispetto a Enìa.
Ecco così che di Iren il Comune di Piacenza ha in mano l'1,7%.
Primo azionista con il 33% è Finanziaria sviluppo utilities, società controllata pariteticamente dai Comuni di Genova e Torino, poi c'è il Comune di Reggio Emilia con il 7,8%, quello di Parma con il 6%, a seguire la Finanziaria città di Torino (7,4%), IntesaSanpaolo (2,7%), Fondazione Caritorino (2,3%), altri azionisti (40%).
La quota di Palazzo Mercanti gli dà diritto, in base agli accordi tra i soci, di esprimere uno dei tredici consiglieri di amministrazione.
In Enìa aveva invece la nomina del vicepresidente (Marco Elefanti).

A garanzia del rispetto delle linee di indirizzo esiste un patto parasociale e regole di voto qualificato sia nel cda (10 su 13 nelle materie rilevanti) sia nel comitato esecutivo (presidente, vice, ad e dg) cui spetta il presidio delle scelte gestionali (3 voti su 4).
Al di là del suo rappresentante in cda, la voce di Piacenza al vertice di Iren sarà affidata ai due esponenti di vertice in quota a Enìa, ossia il dg Andrea Viero e il vicepresidente Andrea Allodi.
E quest'ultimo, interpellato ieri da Libertà sul peso di Piacenza nelle decisioni, ha tranquillizzato osservando che «non cambia niente» rispetto a quanto accadeva sin qui:
«Su acqua e rifiuti la competenza è tutta territoriale, le tariffe le definiscono le Ato», cioè le Autorità d'ambito su scala provinciale, «le concessioni le danno i Comuni, dunque Iren dal punto di vista degli enti locali non porta nessuna complicanza, nasce da entità locali che disciplinano i vari aspetti». «Non si pensi perciò» che Ia nuova società «abbia competenze sulle tariffe», ha chiarito Allodi dicendosi peraltro convinto che per elettricità e gas le bollette siano destinate a scendere in ragione del potenziamento dell'offerta di materia prima verso cui sta andando il mercato.
Tornando a Piacenza, qui sarà la sede di una delle cinque società di primo livello che fanno capo alla holding (basata a Reggio ma con sede corporate a Parma): si tratta di Iren Ambiente, che progetta e gestisce gli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti (a Torino c'è invece Iren Energia per gli impianti di generazione e distribuzione di energia elettrica e calore, nonché i servizi tecnologici; a Genova sia Iren Mercato per le attività di acquisto, trading e vendita di energia elettrica e gas, vendita di calore e servizi sia Iren Acqua Gas che gestisce i servizi idrici integrati; a Reggio è prevista Iren Emilia, che si occupa della distribuzione del gas, del servizio di raccolta rifiuti e di igiene ambientale) e «sarà la terza per fatturato», è il pronostico di Viero, «contiamo che sia tra quelle che più cresceranno perché è un settore liberalizzato, dunque dinamico, andremo a partecipare a gare in giro per l'Italia e per Piacenza significa ricadute positive in termini di occupazione straordinariamente specializzata».



pubblicazione: 02/07/2010
aggiornamento: 04/07/2010

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