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Dario Squeri dopo 20 giorni rompe il silenzio

« Da lunedì sarò sui banchi della minoranza»

Dario Squeri rompe il silenzio del dopo-elezioni e detta i suoi tre "dogmi":
1) entra in consiglio comunale «per coerenza e per rispetto dei 25mila piacentini che lo hanno votato»; 2) è contrario a qualsiasi "inciucio" con Reggi per la poltrona di presidente del consiglio comunale,
3) non ci tiene ad essere il "capo" dell'opposizione («io mi sento leader di quel 44% di elettori che ha creduto nel mio progetto e mi voleva sindaco»).

ringraziamenti -
La sua analisi "postuma" del voto parte da un ringraziamento:
«A chi ha messo una croce sul mio nome, sposando il nostro progetto politico-amministrativo e dimostrando fiducia nella mia persona».
E prosegue con un chiarimento:
«Se tornassi indietro non cambierei nessuna delle strategie che ho adottato in campagna elettorale.
Mi sono impegnato al massimo - anima e corpo - per vincere queste elezioni.
Non ho nulla da rimproverarmi, ho proposto un modello di città assolutamente alternativo rispetto a quello del sindaco uscente e 25mila cittadini hanno creduto in questo progetto.
Abbiamo perso e io accetto serenamente il verdetto delle urne, ma ribadisco che il progetto va avanti».

capo dell'opposizione? -
Vestito panama su un'informalissima camicia senza cravatta, atteggiamento pacato e voce bassa, Squeri sgombra subito il campo da ogni equivoco:
«Le polemiche sulla figura del capo dell'opposizione non mi interessano assolutamente - spiega - io mi sento leader di quel 44% dei piacentini che hanno dato fiducia al mio progetto e alla mia persona, i partiti non c'entrano.
Abbiamo proposto un modello di città profondamente innovativo, molto diverso da quello del centrosinistra e 25mila elettori lo hanno "promosso".
Vado avanti coerentemente, nel rispetto di queste persone».

il futuro -
Non manca un'analisi "politica" proiettata verso il futuro.
«Nel momento in cui il centrosinistra mette in campo un soggetto nuovo come il Partito Democratico - afferma il candidato della CdL - anche il centrodestra deve prepararsi a una diversa stagione politica in cui si sappiano superare gli attuali schematismi di partito.
Ne ho parlato anche con Berlusconi - precisa - all'indomani dell'esito del ballottaggio.
E' perfettamente d'accordo sulla necessità di dare più forza al grande centro moderato che è la vera "anima" del centrodestra».

promossa "piacenza libera" -
E sotto questo punto di vista Squeri promuove a pieni voti l'esperienza di Piacenza Libera.
«E' stata l'unica novità positiva di queste elezioni - dice - e non solo per il lusinghiero risultato ottenuto come seconda lista del centrodestra dopo Forza Italia, ma per la ventata di novità che ha introdotto attraverso i suoi candidati, persone che provengono dalla società civile, al di fuori dei partiti politici tradizionali».

nò alla "condivisione" -
Poi arriva il secco "no" alle proposte di "condivisione" che il confermato sindaco Roberto Reggi ha presentato all'opposizione.
«In coerenza con il nostro progetto noi non accetteremo patti "compromettenti" e poco chiari che l'elettorato di centrodestra non capirebbe - ha detto Squeri - il che non vuol dire che non ci potranno essere momenti di confronto sulle scelte amministrative, ma non sulle poltrone».
Chiaro il riferimento allo scranno di presidente del consiglio comunale.
E sulla condivisione dei "grandi temi" il fondatore del Cpe precisa:
«Certo, su quelli ci sarà un confronto con la maggioranza, che comunque non prescinderà da quello che abbiamo detto nel nostro programma elettorale».

«nessuna accusa» -
A chi gli chiede se si sente "tradito" o "scaricato" dai partiti del centrodestra che lo hanno sostenuto replica pacato:
«Io non accuso nessuno, sono molto sereno, ho fatto tutto quello che potevo.
Se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto in questa campagna elettorale.
Le dichiarazioni del post-ballottaggio non mi interessano: in politica ognuno risponde delle proprie parole e delle proprie azioni».

Crede che tutti i suoi alleati abbiano remato per lei con lo stesso vigore?
«Non mi interessa, ognuno risponde alla propria coscienza».

Reggi -
E a Reggi, che all'indomani della rielezione si è augurato di "ritrovare lo Squeri che conosceva prima della campagna elettorale" replica così:
«Io sono sempre stato lo stesso, solo che nel centrosinistra se scendi dal "treno" ti accusano sul piano personale.
E' un loro modo di ragionare: o con noi o contro di noi.
Io oggi nel centrodestra sono un uomo libero, nel centrosinistra non potevo dire altrettanto».

Aree militari -
Dalla nuova amministrazione si aspetta «un primo fondamentale atto di coerenza e cioè l'istituzione della Commissione di garanzia per le aree militari, così come Reggi ha promesso in campagna elettorale, sarà la prima cosa su cui vigilerò in consiglio comunale».
Sulla vittoria di Reggi ribadisce concetti già espressi in passato:
«E' stata la vittoria dei poteri forti e ormai consolidati di questa città - afferma Squeri - d'altro canto viviamo in una realtà comunale, provinciale, regionale e nazionale appannaggio della sinistra».

Ritorno a Palazzo Mercanti -
Torna a Palazzo Mercanti dove tanti anni fa fu il più giovane consigliere mai eletto nella Democrazia Cristiana:
«Avevo vent'anni - ricorda con un sorriso - e - allora come oggi - un grande rispetto del ruolo democratico del consiglio comunale».
Ma la politica - ci tiene a precisare - «non si gioca solamente sugli scranni o nelle segreterie dei partiti, bisogna lavorare nella società e tra la gente, perché la politica dei partiti è ormai superata».
Un'ultima battuta, sulla nuova Giunta:
«Posso solo fare gli auguri alla "squadra" del sindaco Reggi e assicurare che il confronto con noi sarà improntato alla massima correttezza».
Giorgio Lambri, Libertà del 30 giugno 2007


pubblicazione: 30/06/2007

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