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Dario Squeri : Palla al centro, si riparte da 0-0

ABBIAMO LA POSSIBILITA' DI VINCERE

«Ha da passà 'a nuttata» diceva il grande Eduardo De Filippo.
Passata la nottata, Dario Squeri riparte con slancio, nonostante i quattro punti che lo separano dal sindaco uscente, Roberto Reggi, in vista del ballottaggio.

«Io andrò fino in fondo, lo dico con forza. Possiamo vincere. Ho un programma molto preciso e ho in mente una città molto diversa da quella del sindaco Reggi. Una città dove ci siano opportunità per tutti e non solo per gli amici, una città in cui sperimentare nuove forme di solidarietà come gli asili nido gratuiti, il bonus agli anziani da 100 euro, il microcredito alle famiglie in difficoltà, una città in cui ci sia meno tolleranza e più rispetto delle leggi».

Ma il risultato del primo turno di voto non sembra incoraggiare grandi speranze.
«Non la penso così.
Il ballottaggio dà la possibilità a tutti di cominciare da zero.
Quattro punti sono niente se guardiamo al potenziale di voto che non è ancora stato espresso in modo chiaro.
Si sono registrati moltissimi voti nulli, buona parte sono del centrodestra.
Cercherò di recuperare la più ampia parte possibile di quel voto che è andato disperso o che è stato annullato, a volte per gli sbagli degli elettori stessi».

Quindi non crede che Reggi sia favorito per il ballottaggio?
«Lo ripeto, si riparte da zero.
Da oggi la "partita" è tra me ed il sindaco uscente, decidono i cittadini, se vogliono o meno cambiare questa città».

Dunque non modificherà le sue strategie, magari attraverso gli apparentamenti?
«Io mi rivolgo a tutti, ma non andrò a mercanteggiare niente con nessuno, se qualcuno dei candidati esterni al ballottaggio vuole condividere il mio programma, sono qui.
Lo dico con molta chiarezza: non farò come il sindaco Reggi, che pensa ad un assurdo "collage" di alleanze tra destra e sinistra.
Io sono un uomo di centrodestra e nella mia alleanza porterò avanti con molta chiarezza un programma di centrodestra.
Non credo che sia utile per i cittadini - come fa il mio antagonista - mischiare destra e sinistra, oggi la gente ha bisogno di chiarezza, soprattutto sui programmi e sulle scelte politiche».

Crede che questo primo turno sia stato condizionato dal voto disgiunto?
«Certamente il voto disgiunto può aver creato delle posizioni diverse rispetto alla valutazione dei candidati».

Si sono comunque registrate significative differenze tra i voti raccolti dai candidati e dalle liste che li sostengono.
«Nel voto amministrativo, al primo turno, ci sono due componenti: quella che riguarda la fiducia sulla persona e la componente politica.
La sfida del ballottaggio è invece interamente improntata ad una valutazione sulle persone e sui programmi».

Le liste civiche collegate ai due candidati approdati al ballottaggio si confermano forti, in certi casi anche più forti dei partiti tradizionali che li sostengono.
«Perché queste liste hanno una valenza particolare, senza con questo togliere niente alle altre. Pensiamo, ad esempio, a Piacenza Libera, che viene da un lavoro che già da due anni si sta portando avanti come Centro Popolare Europeo e che credo gli abbia dato ancor di più una connotazione tipicamente moderata».

Alcuni partiti "tradizionali" sono sembrati in difficoltà, in particolare Forza Italia.
«Partiamo con il dire che io non accuso nessuno tanto meno i partiti alleati, certamente però ci sono delle valutazioni che dovranno essere fatte all'interno dei partiti stessi».

Si ha la sensazione di un travaso di voti, ad esempio da Forza Italia verso sua lista civica.
«Può esserci stato, ma credo - al di là di questo - ci sia un potenziale di voto del centrodestra che non si è espresso ancora compiutamente e che vedremo nel ballottaggio».

Paragoniamo questa seconda partita al match di ritorno di una sfida di coppa: si sente sfavorito?
«No, anche perché il partire con qualche punto meno può essere uno stimolo.
E comunque io credo che si parta da 0-0».

Ma, considerato il "vento del Nord" decisamente favorevole al centrodestra, non si aspettava qualcosa di più?
«Mi aspettavo quello che i cittadini ci hanno dato.
In politica non bisogna mai recriminare.
Credo che tutti nel centrodestra abbiano fatto la loro parte, adesso però il ruolo di primo piano passa a me e al sindaco Reggi».

L'arrivo a Piacenza dei leader nazionali non sembra aver condizionato molto la campagna elettorale.
«La presenza dei leader nazionali ha un suo valore e un suo significato, ma in queste competizioni locali si valutano soprattutto le persone».

Che cosa farà da domani?
«Non ho intenzione di mettere in discussione nulla di quello che è stato fatto, c'è soltanto da chiarire meglio quali sono le posizioni politiche. Ritengo che nella strategia del sindaco Reggi - soprattutto per quanto riguarda le alleanze future - ci sia una commistione di destra e sinistra che non può portare ad altro che ad una confusione a livello amministrativo».

La stupirebbe un accordo tra Rosarita Mannina e Reggi?
«Credo che stupirebbe soprattutto gli elettori».

Il sindaco Reggi parla di "occasione irripetibile per avere strategie ampiamente condivise sui grandi progetti per la città".
«Ma se nei cinque anni di mandato non è riuscito nemmeno a tenere unito il centrosinistra!
Come può pensare di tenere unite la destra e la sinistra.
Io credo in una politica in cui non si amministra nell'incertezza, ma nella chiarezza.
La governabilità si ottiene con forze omogenee».

Professionalmente lei è abituato a "imprese" e "rimonte" imprenditoriali, qui la aspetta una difficile risalita elettorale con 2500 voti da recuperare.
«E' una bellissima sfida anche perché - come diceva papa Wojtila - quando si spera molto bisogna tener conto che la speranza fa parte della paura e la paura fa parte della speranza. Mettendo insieme la speranza e la paura credo che si trovi anche quella grande forza interiore per vincere anche di fronte alle difficoltà».

Il senatore Agogliati dice di volerci "vedere chiaro" rispetto ai forti ritardi che hanno caratterizzato quest'anno lo scrutinio delle schede, lei come la pensa?
«E' verò, è stato uno scrutinio molto lento, ma credo che alla fine non sia questo il problema politico».
Giorgio Lambri, Libertà del 30 maggio 2007


pubblicazione: 30/05/2007
aggiornamento: 30/06/2007

Dario Squeri 12424
Dario Squeri

Categoria
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