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lunedì
3
agosto
2020
Santa Lidia



Coraggio Piacenza, torna ad essere prima, puoi farcela.

di GAETANO RIZZUTO

C'è voglia stanotte di archiviare in fretta il 2013, anno di dura crisi a Piacenza e in Italia.

C'è speranza, tanta speranza, che il 2014 sia l'anno, per davvero, della ripresa e della svolta.

Ci vuole tanto coraggio per uscire dalla crisi e riprendere il cammino dello sviluppo. E' possibile.
Ci aspettiamo tanto dal nuovo anno, è vero.
Ma ci sono piccoli segnali che ci incoraggiano.

In giro, oggi, c'è rabbia e indignazione, c'è tanta povertà e disoccupazione, ma c'è anche tanta voglia di ripartire.

L'economia a Piacenza sta per rialzarsi, la ripresa è possibile.
Il 2014 sarà l'anno dei coraggiosi.
E' il coraggio la chiave del futuro: ascoltare, scegliere, decidere, realizzare e andare avanti.
C'è il rischio, altrimenti, di pagare il conto dell'immobilismo di una politica debole a Roma come a Piacenza.
Chi ci governa, chi ci amministra sarà in grado, nel 2014, di rispondere alla forte richiesta di cambiamento?
Nei momenti di crisi conta la creatività e l'innovazione.
Conta molto la condivisione di progetti e di obiettivi strategici.

In questo scenario di incertezze e speranze Piacenza, con le sue tante contraddizioni, segna ancora il passo. C'è disagio in giro e manca una chiara visione di futuro.
C'è tanta insicurezza nelle nostre case, nelle nostre imprese, nelle campagne, nei nostri paesi.
Sì, ci sono progetti, anche troppi a volte e confusi, ma non c'è una idea forte di città e di territorio.

Nelle classifiche dei giornali economici sulla qualità della vita abbiamo perso altre posizioni, siamo arretrati ancora.
Ma come mai Parma, Lodi e Cremona, città a noi vicine, crescono e noi andiamo indietro?

Per fortuna le nostre eccellenze resistono.
Sono eccellenze che ci invidiamo, sono da valorizzare ancora di più, da far conoscere fuori dal nostro territorio.
Sì, dobbiamo saper comunicare meglio Piacenza.
Nel Palazzo non si reagisce, si vive alla giornata, non si investe nel futuro, si promuove poco il territorio. Se si va avanti così all'orizzonte c'è un grave rischio: il declino.

Non si capisce bene verso quale meta Piacenza stia camminando e su quale futuro stia scommettendo.
Anzi si ha netta l'impressione che Piacenza conti sempre di meno a Bologna e a Roma.
La Regione sta cercando, da un anno, di scipparci la Centrale del 118 - non lo permetteremo, non lo permetteranno i combattivi volontari! - e lo Stato centrale si cura poco di un territorio strategico come il nostro (chi rappresenta oggi gli interessi di Piacenza a Roma?).

La grande partita del futuro si decide a Piacenza, è vero.
Abbiamo una classe dirigente forte e capace di scelte coraggiose?
E' nei momenti difficili che ci vuole più coraggio.
Piacenza, se vuole, riesce a trovare il coraggio.
Lo ha dimostrato, in questi ultimi mesi, per Expo 2015, la grande occasione per tutto il territorio piacentino dalla pianura alla montagna, dall'agricoltura al turismo, dalla cultura all'eno-gastronomia. Istituzioni, categorie economiche, enti hanno saputo mettersi insieme, hanno condiviso un progetto, hanno già acquistato la "piazzetta" sul cardo del Padiglione Italia.
Per sei mesi saremo in prima fila, ma dobbiamo arrivare all'appuntamento del 1° maggio 2015 preparati, con progetti definiti, con una forte capacità attrattiva.
E con il treno veloce per Milano attivo.

Ci sono tutte le condizioni per vincere questa sfida.
Già i prossimi mesi saranno decisivi.
Un territorio unito vince, Expo è la grande occasione per Piacenza.
Noi di Libertà ci crediamo.

Per vincere bisogna però amare Piacenza, farla volare più in alto.
Ci vogliono testimoni di impegno e di coraggio.
Il coraggio, di questi tempi, è un grande valore.
Ci vuole un "manifesto" per Piacenza, una mobilitazione, a tutti i livelli, per farle riavere la sua leadership a livello regionale e nazionale.
E poi bisogna riscoprire il piacere di prendere le decisioni con responsabilità e passione.


Dov'è finita l'era dei grandi piacentini?
Che ne abbiamo fatto dell'operosità dei nostri padri e dei nostri nonni?

Oggi Piacenza ha un sindaco per bene, forse troppo buono e troppo prudente.
Sindaco Dosi, ci vuole più coraggio, basta tentennamenti.
E' tempo di buttare il cuore oltre l'ostacolo prendendo con mano salda una città importante come Piacenza, guidandola nella ricerca di un'ispirazione, un'idea, un progetto, un cammino nuovo.
Non è il tempo dei rinvii ma delle scelte a partire dal bel Centro Storico che sta morendo sotto i nostri occhi.
Per affrontare le sfide che attendono il territorio, per fare scelte forti sul futuro ci vuole però, a tutti i livelli, una classe dirigente motivata.
Già nei prossimi mesi molti Comuni avranno sindaci e giunte nuove, ma è nel capoluogo che ci vuole lo scatto, che si impone la svolta.

Piacenza torni a correre.
Piacenza riscopra la sua anima, cambi rotta se non vuole precipitare nella marginalità.
Piacenza torni ad investire sui giovani, punti di più sui giovani.

Expo 2015 è sicuramente un'occasione irripetibile.
Una straordinaria occasione per proporre l'immagine di Piacenza città aperta e capace di proporre prospettive nuove e vincenti.

Piacenza oggi è crocevia di culture, lingue, tradizioni.
Le comunità degli immigrati sono una ricchezza.
Saranno anche loro i piacentini del futuro.
Ma per costruire questo futuro oltre al coraggio e alle idee c'è bisogno di un nuovo umanesimo che ci porti verso un nuovo rinascimento.
Dobbiamo tornare alla sobrietà e alla secolare concretezza piacentina.

Per farlo dobbiamo superare l'individualismo e puntare sul bene comune.
A Piacenza non mancano le risorse umani, culturali e imprenditoriali.
Ma ci vuole coraggio e visione per individuare le prospettive e far crescere i semi di speranza che ci sono e sono tanti.

La crisi è dura, ma Piacenza è una città ricca. Può farcela. Deve farcela.

Libertà, un giornale che viene da lontano, da quel 27 gennaio 1883, è proiettata, con i suoi 130 anni, nel futuro e vuole svolgere il ruolo di chi "unisce il territorio, unisce le generazioni". Nel futuro con Libertà ci sarà un'informazione sempre più di qualità e di coraggio. Abbiamo una identità forte e una grande storia alle spalle. Vogliamo, ogni giorno, realizzare un giornale punto di riferimento per tutta la comunità piacentina, con un forte senso di appartenenza per far crescere in tutti l'orgoglio di essere piacentini e di far parte di questa comunità.

Bisogna ripartire, ritrovare la giusta rotta del futuro, tornare a pensare in grande, a scommettere sulla speranza con coraggio e determinazione.
Dobbiamo tornare primi già nel 2014. Piacenza, la nostra Piacenza, ha le risorse per farcela.
Buon 2014.
Gaetano Rizzuto
da Libertà del 31 dicembre 2013


pubblicazione: 02/01/2014

gaetano rizzuto 18735
gaetano rizzuto

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 :.  TRACCE



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