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Cento denunce contro Trenitalia

I pendolari di Piacenza scelgono la linea dura, e annunciano l'intenzione di inondare Trenitalia di cause per danni promosse dai singoli viaggiatori.

L'associazione sembra essere pronta a dare il via ad almeno cento azioni legali.

Ma le intenzioni dei pendolari non si fermano qui, e propongono di lanciare un referendum regionale per chiedere l'abrogazione dell'accordo Trenitalia - Emilia Romagna, con il conseguente ripristino del vecchio orario.

Questi gli argomenti al centro dell'incontro tra l'associazione e i capigruppo dell'opposizione di palazzo Mercanti, una riunione interlocutoria tenutasi ieri durante lo stesso giorno del vertice di Bologna.
Summit, svoltosi all'hotel Excelsior del capoluogo emiliano a due passi dalla stazione, che ha visto schierate le teste di serie di Trenitalia, le associazioni dei consumatori ed alcuni rappresentanti dei pendolari, come il Crufer capeggiato da Gino Luigi Acerbi, per affrontare le problematiche della tratta Milano - Bologna.
Incontro deludente per Emanuele Bottaro, segretario regionale di Acu (Associazione consumatori utenti).
«E' stato detto chiaramente non si torna indietro» ha riferito al termine del vertice.

Un ordine del giorno trasversale.
Proprio il ripristino del vecchio orario ferroviario è invece la richiesta base dei pendolari piacentini, come hanno ricordato ieri pomeriggio ai rappresentanti dell'opposizione (presenti tutti gli esponenti piacentini dellla Casa delle libertà).
Una riunione informale voluta dall'opposizione, hanno spiegato Carlo Mazza (gruppo misto) e Sandro Ballerini (Forza Italia), senza fini politici in vista del consiglio comunale aperto del 30 gennaio.
«La nostra intenzione è presentare un ordine del giorno trasversale - ha affermato Mazza -, e che possa essere condiviso anche dalla maggioranza. L'incontro di oggi serve per recepire i contenuti di questo documento di orientamento».
A questo punto è spettato a Franco Trespidi e a Marinella Chiodaroli aprire i cahiers des doléances dei pendolari, raccontando i punti critici del nuovo orario, come la soppressione di interregionali a favore di intercity, coincidenze soppresse e cattivo cadenzamento ferroviario.
Trespidi ha fatto il punto sull'azione legale intentata contro l'accordo firmato tra Trenitalia e Regione (rinnovando l'invito a Reggi a sostenere il ricorso, visto le sue recenti dichiarazioni sulla necessità di tornare al vecchio orario), e chiedendo un aiuto per far partire «almeno 100 cause promosse dai singoli viaggiatori», e lanciando la proposta di un referendum regionale.

La doccia fredda di Bologna.
«I vertici di Trenitalia, presenti a Bologna insieme al direttore Saccà, hanno detto chiaramente che non si torna indietro. Restano gli intercity».
Il resoconto fornito da Emanuele Bottaro di Acu parla di un'ordinaria arroganza:
«Abbiamo letto un documento preparato dalle associazioni dei pendolari di Piacenza e della Valdarda - racconta -, e siamo stati interrotti più volte: per l'azienda il ripristino del vecchio orario significa portare la questione sui massimi sistemi. La parola più utilizzata da Trenitalia è stata invece "termini concreti", ovvero il risolvere i problemi contingenti, come la coincidenza che non c'è più o il singolo treno che arriva in ritardo».
«Per Trenitalia il problema esiste e va risolto sui singoli treni» sottolinea Gino Luigi Acerbi, presente ieri insieme ai colleghi della Lombardia.
«L'azienda è disposta ad inserire qualche interregionale, si pronuncerà in questo senso tra 15, 20 giorni. Per noi non è sufficiente» conclude Bottaro.
Paola Pinotti


pubblicazione: 21/01/2006

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