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artricolo de La Cronaca di Piacenza del 28 gennaio 2010
Dopo tanto chiasso, anche la procura avrebbe iniziato a muoversi sul caso della riqualficazione del palazzo ex Enel di viale Risorgimento, cioé la pratica urbanistica pesantemente contestata da Giacomo Vaciago nonché oggetto della mozione di sfiducia promossa dall’ex sindaco contro l’assessore comunale Francesco Cacciatore (in calendario lunedì in Consiglio comunale).
La notizia dell’interessamento della procura è trapelata ieri. Risulta infatti che da via del Consiglio sia già stata affidata alla Guardia di Finanza la delega a raccogliere documenti e informazioni sulla vicenda che sta provocando un vero e proprio terremoto politico-amministrativo dalle parti di Palazzo Mercanti.
Una vicenda complessa e intricata che, ieri, è stata ripresa anche dal quotidiano Il Giornale che pubblica un articolo intitolato “Bersani non controlla nemmeno casa sua: scandalo da 5 milioni”, riferendosi proprio al fatto che Piacenza è la città natale del segretario nazionale del Pd.
Così dopo il Corriere della Sera sullo scandalo sindacati, è un altro quotidiano nazionale a puntare i riflettori sui guai che sta passando la nostra città. Il quotidiano fondato da Indro Montanelli concentra le proprie attenzioni sulle beghe politico-amministrative che albergano nel Partito Democratico piacentino (“nel Pd stanno venendo giù, oltre che le tende, anche i soffitti”) focalizzando però l’attenzione sull’«affaire immobiliare» del palazzo ex Enel.
“Giacomo Vaciago, direttore dell’Istituto di economia e finanza dell’Università cattolica di Milano, già sindaco di Piacenza dal 1994 al 1998 nelle file del centrosinistra, oggi consigliere comunale nel gruppo misto che sostiene l’amministrazione Reggi - si legge nell’articolo firmato da Diana Alfieri - ha gettato un masso nello stagno, denunciando in pubblico che è stata realizzata un’enorme plusvalenza nella fulminea operazione di acquisto-vendita della sede dell’ex Scuola di formazione aziendale dismessa dall’Enel. Tale plusvalenza è singolarmente avvenuta, sostiene Vaciago, dopo che era stata approvata, nell’ottobre scorso, una variante di destinazione del palazzo in precedenza utilizzato come sede di formazione Enel, ubicato in pieno centro, davanti allo storico Palazzo Farnese. L’Enel infatti aveva venduto l’edificio a 5,4 milioni di euro. La società che l’ha acquistato l’ha poi rivenduto, quattro mesi dopo, a 9,5 milioni di euro. Un raddoppio di valore, in così poco tempo, suscita più di qualche dubbio”.
Ma l’articolo fa riferimento ad un altro fatto che ha tenuto banco in queste settimane nel centrosinistra, quello della “staffetta” alla presidenza del Consiglio comunale: “Un’altra rovinosa battaglia per far sloggiare Ernesto Carini, comunista di lungo corso, oggi Pd, dalla carica di presidente del Consiglio comunale, onde lasciar posto a un candidato della lista civica che sostiene la giunta di centrosinistra e che, in base a un accordo sottoscritto all’inizio del mandato, ha diritto a subentrare a metà percorso, cioè adesso. Ma Carini non vuole assolutamente mollare la poltrona. Prima, con una singolare faccia tosta, ha negato l’esistenza di questo patto per la staffetta di mezzo termine. Poi, quando il testo dell’accordo è stato reso noto dalla lista alleata, Carini ha minacciato di trascinare in giudizio la Civica addirittura per «violazione della privacy», come se un accordo politico dovesse rimanere sotto chiave, a disposizione solo di lorsignori”.
E il ruolo di Bersani? “Bersani nel frattempo si defila - conclude l’articolo - finge, di fronte alla catastrofe, di non essere nemmeno più piacentino, anche se mantiene casa e famiglia in città e tutti coloro che stanno scannandosi nei palazzi del potere sono in gran parte suoi uomini che, come lui, vengono da lontano, da molto lontano. Tutti figli del vecchio Pci”.
Il momento è delicato. Il Pd locale prova a fare quadrato attorno all’amministrazione presa a bersaglio dal Vaciago infuriato. Il gruppo si prepara a controbattere durante il consiglio di lunedì. Forse chiedendo allo stesso ex sindaco di dimettersi quanto prima.
Marcello Pollastri m.pollastri@cronaca.it La Crona di Piacenza del 28 gennaio 2010
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