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Casa della salute di Inacqua, il via a settembre

La casa della salute di Inacqua alla Farnesiana sarà pronta a metà settembre, proponendo la sua rivoluzione "Copernicana" (è il nome dalla società proprietaria) per offrire servizi sanitari, vasche per attività riabilitativa, spazi ambulatoriali pluridisciplinari che la città oggi ha in forma dispersa o ancora non ha.

La soluzione, si pensa, potrà combattere la mobilità passiva dei malati e le liste d'attesa.

Una novità per tutte: c'è la camera operatoria dove svolgere, fra l'altro, attività odontoiatrica in anestesia generale e di cui potranno servirsi i dentisti piacentini senza dover emigrare altrove.

Nel centro privato Inacqua "Baia del Re" si prevede l'assunzione di una quarantina di figure professionali (medici eslcusi), mentre 35 specialisti ospedalieri che ora operano in spazi sostitutivi per la loro attività professionale intramoenia domani avranno qui i loro ambulatori visto che l'Ausl ha affittato tutto il primo piano della palazzina proprio a questo scopo con un contratto (anche per i servizi connessi) di diciotto anni.
Ma c'è tanto altro.
L'investimento privato del mondo cooperativo ammonta a 6.5/7 milioni di euro:
«Non un euro è pubblico» sottolinea Marco Carini, presidente della Coop Inacqua che partecipa a Copernicana e presidente pure di quest'ultima società.
Ieri Carini ha illustrato la struttura ai giornalisti, presenti numerosi cooperatori oltre ad Alessandro Girardi, neo amministratore delegato di Inacqua (consulente socio sanitario, con esperienze importanti in strutture ospedaliere del Veneto e di Cagliari), Claudio Tagliaferri, direttore sanitario del centro e Marcello Peretti, architetto progettista dell'edificio.
Ecco l'atrio azzurro della palazzina (teleriscaldata e dotata di fotovoltaico) a quattro piani: a pianterreno tre vasche per la riabilitazione con dispositivi per il sollevamento dei disabili; al primo piano i dieci ambulatori di 16 metri quadrati l'uno affittati all'Ausl e la palestra; al terzo piano uffici e altri ambulatori ma stavolta privati e sala polivalente per psicomotricità.
Nel seminterrato, la sala operatoria, la risonanza magnetica.
La struttura pensa infatti ad ampliare la sua offerta sanitaria su più fronti, annuncia Tagliaferri, inclusi progetti per prestare cure estetiche e percorsi contro la sterilità, per la fecondazione assistita.

Il vero "nodo" però che ha dato adito a qualche polemica (c'è chi fra i medici lamenta scarsa informazione preventiva) riguarda l'affitto del primo piano all'Ausl.

Sono volate cifre sbagliate e fuorvianti, spiega però Carini ai giornalisti.
In realtà, più lavoro verrà svolto qui dagli specialisti dell'Ausl, meno costerà all'azienda («E l'Ausl ottimizzerà le risorse»).
Il canone prevede spazi ma anche servizi di reception, pulizia, front-office: 180 mila euro la quota minima annuale, più una quota variabile che si applica solo qualora il fatturato della libera professione intramoenia sia superiore a 750 mila euro all'anno e fino a 1milione e 750 mila euro (con una remunerazione del 22 per cento), mentre oltre 1milione e 750 mila euro di fatturato annuale la percentuale per il gestore privato scende al 13 per cento.
«La gestione costa all'Ausl meno di quanto costa oggi e se va bene il volume d'attività costerà ancor meno in proporzione» ripete Carini.

Insomma, questo spazio-Ausl con tanto di servizi consente un incasso immediato per l'Azienda e secondo Inacqua «non incide minimamente sul corrispettivo che spetta ai medici».

Infine, una risposta-lampo sulla polemica politica di chi, anche nel Pd, chiede un passo indietro di Carini (neoconsigliere regionale dei democratici e membro della commissione sanità) dalla presidenza di Inacqua, per motivi di opportunità visto che un'incompatibilità vera non c'è.
Ma sul punto, Carini rimanda alla direzione del Pd di domani («parlerò là» annuncia), mentre i cooperatori di Inacqua fanno sapere ai giornalisti di avergli già rinnovato la fiducia.
Patrizia Soffientini
LIBERTA' del 30/06/2010



pubblicazione: 30/06/2010

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