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CariParma e Piacenza diventa CARIPARMA

Non è un peccato perdere il nome di Piacenza dal marchio della Cassa ?

Non è un peccato perdere il nome di Piacenza nel marchio?
I piacentini come prenderanno questa estromissione?

Il sindaco Roberto Reggi si è subito incupito all'illustrazione del logo e ha lasciato la sala non proprio di buon umore.

Poi ha confessato di essere rimasto molto deluso dalla presentazione, da cui si attendeva una diversa visibilità per Piacenza.
«Sono stato invitato dal direttore generale e dall'amministratore a questo incontro - premette - mi avevano anticipato la scelta di togliere il nome dal marchio, e non è certo un modo nuovo per partire da parte di una banca che vuol essere europea e fa sparire il nome di una delle città che l'ha fondata, ma non è il modo migliore.
Poi mi hanno spiegato che c'era un progetto industriale, nuove assunzioni per il "back office" e questo mi ha fatto piacere, un sindaco deve guardare gli aspetti concreti, aspettiamo al varco la realizzazione».

Ma c'è un ma.
Questi aspetti positivi non sono stati enunciati coram populo, di fronte a tutti.

«Per questo sono profondamente deluso dalla presentazione, non c'è stata la minima attenzione alla nostra città, è stato un modo pessimo per iniziare. Poi sono anche convinto che le opportunità, se fossero pure la metà di quello che ci è stato annunciato, sono positive, e va detto che il nome di Parma lo hanno messo perché la Fondazione là ha investito pesantemente ed è in onore della città, mentre Piacenza in passato ha fatto altre scelte, ma sono deluso che non sia stato presentato nella completezza il piano industriale, bensì solo la parte per noi più sgradevole. Se il buon giorno si vede dal mattino, non è un buon giorno. Aspettiamo di vedere se quanto dichiarato si realizza davvero, poiché è stato hanno detto solo a pochi intimi».

«Abbiamo valutato il marchio - ammetterà poi l'amministratore delegato di Cariparma Guido Corradi, ma qui voliamo più alto, il respiro è nazionale, non dobbiamo confrontarci sul nome ma sui servizi e il livello dei prodotti»
E poi Piacenza con i suoi 65 sportelli su 660 oggi è «un decimo» dell'intera costellazione del gruppo bancario.
L'ideatore del nuovo logo verde e giallo è l'architetto Mario Trimarchi e fa notare che anche Friuladria perde il nome di Banca Popolare, all'insegna di una semplicità studiata e rapida.

Ecco, dunque, sotto i nomi di Friuladria e Cariparma il basamento, ma meno accentuato, dove compare Crédit Agricole, mantenuti sia il "favo" giallo della Cassa, sia le onde stilizzate di Friuladria.
L'architetto ha abbellito anche gli assegni con riproduzioni di figure da pittori squisiti dell'area parmense come Parmigianino e Correggio, forse si aggiungerà il Pordenone, in onore dell'altro versante. Piacenza dovrebbe a questo punto candidarsi perlomeno con i cavalli del Mochi.

Il marchio, spiega a sua volta il presidente Cariparma Ariberto Fassati «deve essere per forza qualcosa di sintetico, dovevamo aggiungere il Crédit Agricole e non potevamo tenere tutto quanto, però il nome della banca resta Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e abbiamo un impegno con la Fondazione di non cambiarlo per i prossimi quattro anni, comparirà anche nella carta da lettera».
Via dai gadget e dalle promozioni, via dalle magliette sportive, ma non dagli atti ufficiali.

E comunque, Piacenza avrà un contrappeso interessante con presenza di attività e nuovi dipendenti.
«Abbiamo detto che dobbiamo assumere 500 persone, in realtà saranno di più - precisa Fassati - Banca Intesa ha un piano sociale per far uscire le persone prossime alla pensione, e quindi ovviamente anche Cassa e Friuladria aderiranno a questo piano, avremo 250 sostituzioni circa».
E alla fine, con il ricambio su tutti i fronti, si sfiora il migliaio di nuovi assunti: «Li localizzeremo nelle differenti piazze, ovviamente Piacenza è una piazza importante e avrà una parte di queste assunzioni».
pat.sof.


pubblicazione: 23/03/2007
aggiornamento: 31/03/2007

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 :.  ECONOMIA Piacenza
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