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Il comune piacentino nell'elenco dei nuovi impianti
Nucleare, torna Caorso Il comune piacentino nell'elenco dei nuovi impianti ? CAORSO - Il 15 febbraio dovremmo sapere dove il governo intende costruire i nuovi impianti nucleari. Ieri però è stato pubblicato un elenco di siti. E tra questi c'è anche Caorso. Il quotidiano "Milano Finanza", che ha pubblicato l'elenco citando fonti governative, aggiunge che la nuova geografia nucleare «ricalcherà quasi fedelmente la vecchia, con qualche new entry che tiene conto delle esigenze dei reattori di allora e di quelli di nuova tecnologia che l'Enel realizzerà grazie agli accordi con Edf, ovvero l'Epr che predilige le aree costiere o vicino ai grandi fiumi, purché - e qui niente di nuovo - scarsamente popolate e lontane da insediamenti industriali».
Può "scadere" un referendum pesante come quello sul nucleare dell'87? Lo si scoprirà il 15 febbraio, quando dovrebbe essere resa nota una mappatura delle aree targate come "non idonee" per il ripristino del nucleare, con la localizzazione dei sistemi di deposito e stoccaggio dei rifiuti radioattivi, intanto, scalda le ipotesi e fermenta la "geografia" nucleare.
Dove e come saranno gli impianti?
L'ultima scintilla dei "se", ieri mattina da Milano Finanza, fa rituonare il nome di Caorso come confermato tra le vecchie "star" del nucleare (oltre al paese della "bassa" emergono anche i nomi di Garigliano, Trino Vercellese, Oristano, Palma e Monfalcone) nonostante, sulla nuova lista, l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, avesse dichiarato che «i siti dove sorgeranno le centrali nucleari in Italia li abbiamo già individuati, ma non li dico neanche sotto tortura».
Il quotidiano finanziario, citando fonti governative vicine al dossier, sufficienti per dare il via a un tam tam mediatico, aggiunge inoltre che la nuova geografia «ricalcherà quasi fedelmente la vecchia, con qualche new entry che tiene conto delle esigenze dei reattori di allora e di quelli di nuova tecnologia che l'Enel realizzerà grazie agli accordi con Edf, ovvero l'Epr che predilige le aree costiere o vicino ai grandi fiumi, purché - e qui niente di nuovo - scarsamente popolate e lontane da insediamenti industriali». La legge, passata con 154 voti a favore, ha attraversato quattro "letture" parlamentari, 60 sedute in commissione e altrettante in aula tra Camera e Senato, oltre all'esame di oltre 2.800 emendamenti.
L'ipotesi dell'imprimatur del Governo e poi?
Intanto, l'ultima fuga di notizie di ieri sembrerebbe confermare l'ipotesi "previdente" dell'ex presidente della Provincia, Gianluigi Boiardi, il quale aveva richiesto in consiglio provinciale che venisse approvata una mozione per dire "no" al nucleare a Caorso. Conferma o no, il sindaco di Caorso, Fabio Callori, argina con decisione gli allarmismi e sottolinea come l'azione più legittima sia quella dell'attesa: «Ad agosto come Comune avevamo mandato una mozione sul tema, il ministro Scajola aveva risposto rassicurandoci. Ora aspettiamo i decreti attuativi ma mi rifiuto di pensare che una notizia simile possa essere data prima ai giornali, con pressapochismo. Il nucleare fa discutere e allora si è pronti a cavalcare l'onda ma non funziona così, si rischia di far preoccupare le persone per niente. Se anche l'ipotesi di Boiardi dovesse avverarsi, avremo tempo 2 o 3 anni per agire con fermezza a tutti i livelli, in Provincia, in Regione e con un'indagine tra la popolazione».
L'allarme è scattato: veloce la reazione dei Verdi, pronti a fare "battaglia" se necessario.
Ma Enel smentisce e precisa di «non aver inviato al Governo alcun dossier che indichi i siti per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia. I siti saranno individuati solo dopo la definizione da parte dell'esecutivo e dell'Agenzia per la sicurezza nucleare dei criteri per la localizzazione».
Elisa Malacalza Libertà del 09/12/2009
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