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Borgofaxall : il Comune ha fatto quel che doveva fare ?

In questi giorni è ritornato alla ribalta l’argomento “riqualificazione “ dell’area, su cui insistono fabbricati vari e parcheggi, che dalla stazione ferroviaria va a piazzale Roma, area denominata “area Borgofaxall”.
Il Consiglio Comunale ne sta discutendo animatamente in questi giorni. Infatti l’amministrazione guidata dal sindaco Dosi ha proposto l’adozione da parte del Consiglio di “linee guida” per cercare di sbloccare una vertenza ormai quasi ventennale.
Come associazione di liberi cittadini stiamo cercando di seguire le varie posizioni, e recentissimamente abbiamo avuto la possibilità di leggere il parere legale espresso sulla vicenda dall’Avvocatura Comunale.

Il Comune di Piacenza ha stipulato convenzioni con privati in merito a Borgo Facsal sia nell'anno 1996 che 2000. Oggetto delle convenzioni in estrema sintesi gli obblighi del privato ad eseguire opere (terminal delle corriere e parcheggi) a fronte dell’allora non pagamento, per una cifra assai consistente, di oneri di urbanizzazione.

SULLA CESSIONE A TERZI DELLE CONVENZIONI

Le convenzioni originariamente erano state stipulate con Piacenza Centro che, senza alcun preventivo avviso, ha ceduto la proprietà delle aree acquisite a tale società Coemi nell'anno 2002.

PRIMO ERRORE DEL COMUNE: non è legittimo e va contro le norme che disciplinano l'attività della pubblica amministrazione non prevedere in contratto e/o nelle convenzioni, vincoli di alienabilità a terzi. Per intenderci: è decisamente contrario alla “ratio” che sottende l'azione della Pubblica Amministrazione - diretta a tutelare ESCLUSIVAMENTE l'interesse pubblico (non privato) e che prevede gare e quant'altro per l'assegnazione di lottizzazioni e/o appalti - consentire ad un soggetto aggiudicatario di cedere inopinatamente a terzi i diritti acquisti con la P.A. Appare evidente che trattandosi di interesse pubblico le garanzie sulla controparte contrattuale sono inderogabili; comportandosi così si legittima “a far entrare dalla finestra chi non è entrato dalla porta”!! GRAVE PRIMA NONCURANZA ED OMISSIONE DI CONTROLLO POSTA IN ESSERE DAL COMUNE IN QUESTA VICENDA ….!!!

SULLA DECADENZA DEL TERMINE DI PRESCRIZIONE

Abbiamo detto che nell'anno 2002 il Comune si ritrova una nuova controparte contrattuale, Coemi, che, quale acquirente subentrato all'originario, si è comunque assunta tutti gli obblighi derivanti dalle convenzioni precedenti. Senza entrare nel merito di questi obblighi, il presupposto fondamentale delle convenzioni era che LE OBBLIGAZIONI IN ESSE CONTENUTE FOSSERO ADEMPIUTE DA COEMI (e dal suo precedente dante causa) ENTRO E NON OLTRE 5 ANNI DAL 1996 ULTERIORMETNE PROROGATI NEL 2000 DI ULTERIORI 3 ANNI.

Ne discende che i lavori dovevano essere eseguiti entro e non oltre il 2004.

La legge però concede il termine di 10 anni (che decorrono per adempiere dallo spirare del termine, nel nostro caso anno 2004). Il Comune aveva quindi tempo fino al 2014 per obbligare la controparte ad adempiere e/o chiedere la risoluzione delle convenzioni ed il conseguente risarcimento dei danni.

INVERO IL COMUNE NON HA FATTO ALCUNCHE' e, a causa della propria inadempienza ed inerzia, HA FATTO SCADERE IL TERMINE PRESCRIZIONALE.

Infatti soolo grazie ad un discutibile ATTO UNILATERALE D'OBBLIGO posto in essere nel 2009 da Coemi, il Comune è ad oggi nelle condizioni di far valere le proprie ragioni fino al Giugno 2019.

Detto atto infatti, come giustamente evidenziato dall'Avvocatura dello Stato, è da interpretarsi come atto interruttivo della prescrizione con la conseguenza del prolungarsi del termine.

Assurdo: solo grazie ad un “autogol avversario” il Comune non è decaduto dal diritto di far valere le proprie ragioni.

Si badi: il COMUNE NON HA FATTO NULLA PER 10 ANNI FACENDO COSI’ PRESCRIVERE OGNI DIRITTO DI RIVALSA E TUTELA. SE NON FOSSE STATO PER UN ATTO UNILATERALE DELLA CONTROPARTE, OGGI SAREMMO NELLA PARADOSSALE SITUAZIONE DI AVER PERSO OGNI POSSIBILITA’ DI TUTELA, con ogni ulteriore aggravio a carico del Comune ma sopratutto dei cittadini.

Non risulta che, ancora oggi, il Comune abbia avanzato richieste alla controparte dirette ad ottenere l'adempiemnto degli obblighi assunti. Non si comprende perché aspettare ancora, considerato che non è necessario attendere l'ultimo giorno utile per richiedere che si esegua ciò che è stato convenzionalmente pattuito da anni.

RISULTA EVIDENTE CHE IL COMUNE DI PIACENZA NON PUO’ TENERE UNA TALE CONDOTTA OMISSIVA, NE’ GESTIRE IN QUESTO MODO L’INTERESSE PUBBLICO, RESTANDO ESENTE DA RESPONSABILITA’.

Chi ha governato a Piacenza in questi anni ?? Per quale motivo si è così comportato ??

SULLA VICENDA DELLE FIDEIUSSIONI

Proseguiamo purtroppo nella rappresentazione di ciò che NON HA FATTO IL COMUNE:

La convenzione prevedeva che la controparte rilasciasse n. 2 fideiussioni a garanzia degli obblighi assunti.

LA PRIMA FIDEIUSSIONE.

Ebbene, la prima è stata rilasciata ma mai escussa; mai l'Avvocatura dello Stato – per espressa dichiarazione di quest'ultima – è stata investita del dovere di escutere detta fideiussione benchè, pare, valida ed efficacie. Sorge spontaneo: per quale motivo non è stata escussa? Afferma l'Avvocatura che detta fideiussione è oggetto di DENUNCIA DI SMARRIMENTO al fine di poterne avere un duplicato ….

Ma come? Il Comune ha perso la lettera di fideiussione? E perché non la chiede al garante visto che ne ha tutti i diritti? Oppure perché non la chiede al garantito?

La giustificazione è paradossale: scomodarsi in una denuncia di smarrimento per riavere copia della fideiussione sembra una barzelletta.

Il Comune ha il dovere di dimostrarci che si sta attivando per tutelare gli interessi dei Cittadini... e cosa fa? Fa una denuncia di smarrimento….

Il Comune è custode degli interessi dei cittadini,, ma purtroppo non si può non sottolineare inerzia, omissione ed incompetenza.


LA SECONDA FIUDEIUSSIONE

Vi è una seconda fideiussione che Coemi dovrebbe rilasciare in favore del Comune di Piacenza.

Questa fideiussione è prevista nell' atto unilaterale di obbligo del 2009 ed è pari ad € 700.000,00.

Risulta che quest'ultima non sia MAI STATA RICHIESTA DAL COMUNE quindi Coemi ha ben pensato di non fornirla...

Coemi è obbligata a darla, ma non la dà perché nessuno gliela chiede!!!

Perchè non la chiede? Per quale ragione? E' forse stato smarrito anche l'atto d'obbligo del 2009 ove era prevista? Bisogna fare un'altra denuncia di smarrimento anche per questo?

In ogni caso, e anche questa è circostanza nota, la mancata esibizione e presentazione di una fideiussione obbligatoria è oggetto di contestazione di inadempimento e presupposto per richiedere la risoluzione della convenzione.

E' un inadempimento contrattuale degli accordi presi, legittimo motivo di recesso dagli accordi.

Ancora: perché il Comune non si è attivato? Aspetta ancora il decorso della prescrizione?

*****

In conclusione: questi ma anche molti altri sono gli aspetti assai discutibili e poco chiari di questa vicenda, da cui purtroppo si evince una CONDOTTA GRAVEMENTE OMISSIVA E LESIVA DEGLI INTERESSI PUBBLICI TENUTA PER QUESTA VICENDA ED IN QUESTI ANNI DAI POLITICI CHE HANNO AMMINISTRATO IL COMUNE DI PIACENZA.

Ciò però non esclude che l'area oggetto delle Convenzioni debba essere doverosamente riqualificata sia in termini urbanistici che architettonici e di sicurezza pubblica in quanto questa area risulta davvero gravemente compromessa a causa di decenni di trascuratezza.

E' auspicabile pertanto un pronto intervento di riqualificazione che tuttavia non aggravi, in termini economici, la già precaria situazione economica del Comune e dei Cittadini.



L’Associazione Piacenza che Verrà

Piacenza, 2 novembre 2014


pubblicazione: 03/11/2014

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