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sabato
31
ottobre
2020
Sant' Alfonso Rodriguez



Bisotti : «Aree militari, obiettivi a portata di mano»

Commissione, Bisotti sui negoziati.

«Finalmente abbiamo di fronte una volontà pragmatica della Difesa che lo scorso dicembre ha certificato come vuole assestare la sua presenza a Piacenza nel medio periodo (prima non era mai accaduto), lasciando progressivamente la presa dai comparti non strategici che possono quindi essere restituiti alla città».
E, parallelamente, «un Demanio che vuole valorizzare i beni di sua proprietà sulla base di destinazioni d'uso di cui si sta ragionamento, ma che sono tutte compatibili e coerenti con quanto prevede il Psc (Piano strutturale comunale, l'architrave della programmazione urbanistica per i prossimi decenni, ndr) che è in fase di approvazione».

L'assessore Silvio Bisotti ha replicato con vigore, ieri in commissione consiliare, alla minoranza che a sua volta non è stata tenera con l'operato dell'amministrazione, e segnatamente con il titolare della delega al territorio, in materia di aree militari e demaniali.

Lo stato dell'arte sul negoziato con gli interlocutori - ministero della Difesa e Agenzia del demanio - dopo i protocolli d'intesa siglati in dicembre con il Comune, è stato definito «frammentario» da Massimo Polledri (Lega) che lo ha liquidato come «passo indietro molto forte».
Filiberto Putzu (Fi) ha puntato il dito contro sia «l'idea di città che qui non si coglie» sia le destinazioni d'uso delle aree che «ci vengono indicate da altri» anziché essere frutto del lavoro del consiglio comunale sul Psc.
Lo ha spalleggiato Marco Colosimo (Piacenza Viva) chiedendo polemicamente dove sia la concretezza.
Ma sulla necessità che a ispirare il negoziato sia «un'impronta pubblica più che privata» pure dalla maggioranza si è levata una voce, quella di Andrea Tagliaferri (Pd).

Nemmeno è stato risparmiato l'annuncio fatto da Bisotti che oggi in giunta sarà licenziata l'intesa con la Difesa per il passaggio al Comune - tramite concessione di 19 anni al canone annuale di 22mila euro - del Piano caricatore tra barriera Roma e via dei Pisoni, 13mila metri quadrati dove realizzare oltre 600 parcheggi a servizio soprattutto della stazione.

A Polledri, a Putzu, ma pure ad Andrea Gabbiani (M5s) che hanno criticato l'onerosità («in totale 418mila euro») e la provvisorietà dell'acquisizione («E se dopo i 19 anni i militari ci ripensano e l'area non ce la danno più? »), l'assessore ha ribattuto osservando anzitutto che «fino all'agosto scorso il Piano caricatore era blindato, nel senso che ai tavoli romani la Difesa ce lo descriveva come strategico, sebbene noi sappiamo (e a Piacenza le conferme ci arrivano dall'interno) che lì non si scaricano più treni».
Il risultato della concessione, per quanto onerosa e per soli 19 anni, era comunque importante spuntarlo, secondo Bisotti, anche perché la disponibilità dell'area è uno dei tasselli su cui poggia il piano di riqualificazione di Borgo Faxhall: «Ciò non esclude che tra qualche tempo i militari ci dicano che non la considerano più strategica, indirizzandola così alla definitiva restituzione alla città».

Tirando le fila l'assessore, nella sua replica, ha parlato di «un'accelerazione significativa» che con l'amministrazione in carica «si è prodotta sulle modalità del percorso» in cui positivamente incardinare la partita delle aree militari.

Non è per caso, né frutto di fantasia, se «oggi sappiamo che il Laboratorio Pontieri (caserma Bixio) di piazza Cittadella può essere dismesso domani» e destinato a funzioni pubbliche quali attività museali, ludico-sportive, palestra, housing sociale.
Idem per l'ex ospedale militare, sul quale «c'è l'interessamento di Invimit», società del ministero dell'Economia che, ha ipotizzato Bisotti, potrebbe investire nell'immobile.
E se il Comune valutasse di conferire nei fondi immobiliari di Invimit alcune delle sue sedi, l'ex ospedale ci verrebbe restituito riconvertito a palazzo degli uffici.
A portata di mano, si è detto fiducioso l'assessore, è anche l'acquisizione della Pertite ora che sta per ripartire la bonifica: al Comune spetta trovare un'area alternativa dove trasferire la pista di prova dei carri armati, ma nel giro di due anni è concretamente immaginabile l'accordo con i militari per destinarla a parco pubblico come indica il Psc.
L'area per la pista verrebbe girata da Palazzo Mercati in permuta, dal momento che «la Difesa si "accontenta" di incamerare i costi di trasferimento delle funzioni che le preme conservare»: un altro decisivo passo avanti nel negoziato, ha rivendicato Bisotti, «ma si è saputo solo la settimana scorsa, mentre sin qui c'era l'idea anche della valorizzazione dei beni in gioco».

Tenuto conto poi della disponibilità a dismettere la caserma Lusignani di Sant'Antonio («L'Ausl e la Regione ci vedrebbero la sede di un nuovo ospedale, suggerimento che in futuro potrebbe essere sicuramente preso in considerazione») e dei progressi nella contestuale partita del federalismo demaniale, l'assessore, conclusivamente, ha parlato di «percorso che va concretizzandosi rapidamente».
«Non c'è un progetto di città? Sono aree che hanno una vocazione in molti casi predeterminata, non si può assorbire un milione di metri quadrati senza un progetto di sostenibilità», ha respinto le critiche l'assessore assicurando «il massimo coinvolgimento sulle scelte strategiche».

Gustavo Roccella
LIBERTA' 10/03/2015


pubblicazione: 10/03/2015

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