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Bilancio Previsionale 2015, l'intervento del consigliere Putzu

Consiglio COMUNALE DEL 2 LUGLIO 2015

CONSIGLIERE PUTZU (FORZA ITALIA)
 
Grazie Presidente. Volevo fare qualche osservazione breve per quanto riguarda il bilancio previsionale e pluriennale partendo dall'incipit della relazione di ieri dell'assessore Gazzola che ha esordito, fra le prime frasi del suo discorso, dicendo che: "sono tanti coloro che si rivolgono al Comune perché in stato di necessità. "
Necessariamente poi ha spiegato i dati tecnici del bilancio con le varie voci di spesa, di entrata e d'uscita.
Lo stesso incipit, non a caso, è a pagina 45 dalla relazione previsionale dove si dice: “I Comuni sono l’istituzione più vicina ai cittadini e come tali si trovavano ad assumere un ruolo centrale nella gestione della crisi economica in atto. Ai Comuni si rivolgono in primo luogo le richieste di aiuto dei cittadini in difficoltà” e poi dice che a causa dei tagli aiutare è diventato sempre piu' difficile...tagli che sono ormai indubitabili perché tutti si lamentano di questo e la colpa è dei Governi che si sono succeduti (probabilmente tutti) e anche l'attuale, quello di Renzi, non è che ha migliorato questa cosa, anzi, secondo me ha solo traslato la tassazione che una volta era imposta dal Governo nazionale e la fa fare ora ai Comuni.
Non a caso ieri si diceva che gran parte delle tasse vanno poi a finire a Roma senza avere un adeguato ritorno sulla nostra città.
Su questo tipo di considerazione io poi ho fatto anche un emendamento che non è un emendamento formale ma è un emendamento sostanziale, ovverosia il Comune (non solo il Comune di Piacenza) non è un ente assistenziale o benefico, cioè non è la Caritas piuttosto che qualsiasi altro ente la cui finalità unica è quella di aiutare chi sta indietro. Dal punto di vista morale ed etico è condivisibile ovviamente come tipo di ragionamento e questa idea traspare ogni volta che si sente il signor Sindaco o un assessore parlare, l’idea che “abbiamo fatto fatica però manteniamo inalterati la qualità e il numero dei servizi sociali”, necessariamente un’impostazione di questo genere (si evince poi dalla lettura contabile) non può altro che penalizzare fortissimamente tutti gli altri rami operativi che fanno parte, secondo me in maniera paritetica, dell'azione amministrativa e di governo di un Comune.
Non a caso ieri l'assessore alla Cultura mi dice: “Non ho soldi, cerco soldi” come dire: se c'è qualche privato che me li dà faccio qualcosa in più.
A questo tipo di ragionamento, che è duro però mi sento di farlo perché di questo sono convinto, voglio poi collegarne un altro: quanti sono in realtà i cittadini chiamiamoli indigenti, in difficoltà, che vengono aiutati dal Comune per quanto riguardo l'ambito sociale?
Perché viceversa è necessario che anche chi non è in una situazione di disagio economico, di imbarazzo e quant'altro o di necessità possa legittimamente avere il frutto dell'attività amministrativa e quindi la famosa erogazione dei servizi tra cui ci metto anche il pullman gratuito agli over 65 per il mantenimento del quale sono favorevole indipendentemente anche dalla fascia reddituale dell’anziano perché, come ho già avuto modo di dire in Commissione e anche in altre in altre occasioni, se uno paga le tasse..... dagli un minimo di ...dicimao "regalo" non facendogli pagare il biglietto del bus (ma questo è un esempio)..
Però legittimamente il cittadino vuole che la manutenzione delle strade sia fatta bene e con regolarità e questo da noi non è; che il verde pubblico sia gestito in un certo modo; che i servizi vengano erogati a tutti e non solo a chi ha bisogno in conseguenza della gran parte del bilancio destinata al servizio sociale.
Come è noto, la mia attività medica si divide tra attività mutualistica e libera professione. I 1.500 mutuati rappresentano tutte le fasce sociali di età e ben pochi di questi che realizzo essere in stato di necessità – il pensionato al minimo piuttosto che quello che è rimasto a casa dal lavoro – per quanto mi risulta ben pochi di questi accedono ai servizi sociali, quindi la domanda è: quanti cittadini fatto 100.000 i residenti di Piacenza beneficiano dei servizi sociali? Perché questa è una cosa secondo me che prima o poi bisognerà dirla e finora non è mai stata detta, perché non si capisce esattamente quanti sono...quello che ha il contributo, quello che beneficia dell’aiuto… Ecco, bisognerebbe cercare di capire quanti sono coloro che beneficiano dei servizi sociali.
Si apre poi ovviamente un altro tipo di ragionamento, perché una volta verificati quanti sono i cittadini chiamiamoli gli sfortunati, gli indigenti, gli ultimi, quelli che rimangono indietro che, ripeto, dal punto di vista morale ed etico è giusto aiutare ma ribadisco anche con forza che il Comune non è un ente assistenziale, bisognerebbe poi, una volta capiti quanti sono numericamente queste persone, capire la loro composizione.
 
Mi riallaccio subito a questo tipo di ragionamento perché nel personale comunale , nella previsione di assunzione in ruolo del personale per il 2015 ci sono ben 10 vigili urbani più il dirigente e questa è una sorta di risposta che è apprezzabile -anche se probabilmente non sufficiente alle richieste continue di sicurezza che ci vengono dalla gente- e poi vedo ben 9 educatrici asili nido dal 1° settembre e poi 14 educatrici dall'1 agosto, 8 cuoche, quindi noi per il servizio mensa degli asili e della scuola prevediamo di assumere 31 dipendenti a fronte dei 10 vigili urbani....
Non mi sembra che l'andamento demografico per quanto riguarda i minori sia così consistentemente aumentato, e a pagina 90 del bilancio il bilancio stesso recita che il numero dei minori residenti nel 2013 è pari (non sono dati aggiornati, parliamo del 2013) a 15.416 mentre nel 2007 erano 15.194, quindi l'incremento dal 2007 al 2013 è stato dell’1,46%.
Certo è che nell'ambito di questo andamento l'incremento 2007 – 2013 dei minori stranieri è stato invece del 49,11%......

Ritorno su un argomento sul quale insisto da tempo ma vedo che i risultati sono nulli, quindi è necessario andare a ricalibrare, rivalutare il perché e il percome vengono investiti tanti soldi e soprattutto a favore di chi, perché fino a prova contraria è giusto che una nazione evoluta come può essere considerata l'Italia con tutti i suoi limiti accolga altri cittadini solo se ,però, noi siamo in grado di dare la possibilità di lavorare e di vivere decorosamente in Italia.
Se noi accettiamo e importiamo nuova cittadinanza e Piacenza come è noto ha questo trend occupazionale negli ultimi anni che poi ha delle ripercussioni anche sullo sviluppo economico,...
se dicevo noi accettiamo chiunque voglia venire e poi alla fine aumenta la massa degli indigenti, non facciamo bene né a loro né a noi, perché dovremo poi allocare le risorse economiche e sociali principalmente a questi nuovi residenti e ai loro figliuoli che sono venuti in Italia aspettandosi una buona vita e in realtà trovano una vita difficile.

Come ho già detto e lo ribadisco ora è indispensabile anche considerare, al di là del moralismo, della bontà, al di là del valore etico dell'accettazione, dell'inclusione e quant'altro su cui siamo d'accordo, è necessario però poi valutare che il cittadino straniero che viene ad abitare a Piacenza, e che magari va a fare il carrellista all'Ikea piuttosto che da un'altra parte a 900 euro, normalmente ha un nucleo familiare piuttosto consistente alle spalle, e alla fine della fiera questo non è che poi riesce col suo stipendio a vivere decorosamente, ....ma soprattutto e anche per quanto mi interessa appunto in qualità di amministratore è un tipo di nuova residenzialità e di nuovi cittadini che non portano sviluppo economico al territorio.
Quindi senza voler fare del classismo (ma un po' sì) se noi continuiamo a crescere al ritmo del lavoratore extracomunitario o del cittadino straniero non svilupperemo l'economia del territorio, perché questi fanno già fatica a fare la spesa quotidianamente figuriamoci quale investimento e quale giro di denaro determinano sul territorio, il cui sviluppo è il nostro principale obiettivo secondo la mia visione politica.
 
Questa cosa dello sviluppo economico per la verità è ribadita in un passaggio del programma, laddove leggo: “L'attenzione prevede, accanto a un rigoroso controllo della spesa, l'attenzione alle esigenze di sviluppo. Si ritiene prioritario per quanto possibile creare nuovo sviluppo”.
Sulla relazione a fianco di questo passaggio io ho messo un punto interrogativo grosso come una casa, perché la domanda è: qual è la vostra strategia? Finora non l'ho vista ma potrebbe esserci mancando due anni e mezzo alla fine mandato. Qual è la vostra strategia di sviluppo? Vision 2020 -siamo arrivati al 2015.- che fine ha fatto? Abbiamo speso molte energie bipartisan con il coinvolgimento della società civile (Patto per Piacenza e quant'altro), ma di Vision 2020 non se ne parla più.
Non solo ma recentemente la Giunta ha approvato il 3 febbraio il documento denominato “Documento strategico per lo sviluppo locale” ...eccolo qui bello stampato...: non se ne parla, cioè quello che attiene allo sviluppo economico è messo in un cassetto, quasi che noi fossimo quelli che stanno lì a guardare e fan decidere agli altri.
L'esempio l'abbiamo avuto per l'ennesima volta per la gestione di Milano Expo, perché l'abbiamo detto molto tempo addietro: i segnali di allarme - che sono stati etichettati come il solito pessimismo, il solito atteggiamento di quelli che sperano che vada male- l'abbiamo detto con molti mesi di anticipo quali potevano essere, ma ragionando sulla base dell'uomo della strada abbiamo detto già molto tempo fa quali potevano essere le criticità: la non presenza di personale capace e addestrato che potesse propagandare il territorio di Piacenza e Piacenza e anche altre criticità che puntualmente sono ermrse....

Ora, per riallacciarmi rapidissimamente al discorso di Milano Expo, certo che le aziende devono andare a proporsi, come giustamente è stato fatto per il pomodoro – chiedo venia perché io inizialmente non avevo capito e quindi ho fatto anche delle uscite e mi scuso pubblicamente delle uscite anche infelici sul discorso del pomodoro – legittimamente chi ha interessi li va a proporre nel nostro spazio ad Expo.
Allora la domanda è: ma noi come Comune di Piacenza, cioè noi che siamo i rappresentanti dei cittadini di Piacenza, che siamo stati eletti e abbiamo chiesto il voto e ce lo hanno dato (poveri loro) per rappresentare le loro istanze e per sviluppare la città, qual è il ritorno economico che noi abbiamo avendo investito non ricordo più quanto perché poi c’è stato un balletto di cifre, non vorrei sbagliare ma 600.000 euro forse o di più per la… no?... quanto? 160.0000? No, mi sembra di più perché noi, la Provincia e la Fondazione eravamo i maggiori azionisti.

Per quanto riguarda infine (e vado a concludere) la strategia dichiarata del Comune che è quella di cercare di ridurre il meno possibile le tasse, le tasse sono tante ciononostante comunque, vabbe’, non c'è stato l'aumento dell'IRPEF -almeno per ora dell'addizionale comunale,-c'è stato comunque un aumento vessatorio nei confronti di chi ha la seconda casa ma comunque gli aumenti sono quelli che sono, si va verso una razionalizzazione delle spese e in effetti il contenimento è stato realizzato; vedo che per le consulenze – bene – spendiamo molto meno rispetto diciamo all’era Reggi (chiamiamola così) perché spendiamo circa 50.000 euro a fronte della possibilità che ci consentirebbe la legge di spenderne 800.000 quindi bene; c'è una razionalizzazione, ecc…

Però non condivido alcune scelte: per esempio se è un periodo di vacche magre come è, al di là dell'eticità della decisione e anche degli obblighi che ci derivano forse dal Patto di stabilità, non so se è molto intelligente, ribadisco, in periodo di crisi come dichiarato e come in effetti è stato accertato essere, se è intelligentissimo utilizzare 3.200.000 euro per l'estinzione anticipata dei mutui contratti perché certo, uno dice: “Pago la penale…”, anche noi quando abbiamo un mutuo con la banca se decidiamo improvvisamente di estinguerlo prima della scadenza ci fanno pagare la gabella..i costi di estinzione anticipata...
Questi costi anticipati per il Comune di Piacenza sono 650.000 euro.
Questo tipo di azione che pure è prevista, perché l’avanzo di amministrazione serve anche all'estinzione dei mutui -come mi diceva stamattina la dirigente Montanari con cui mi complimento (anche con tutti gli uffici) perché come ogni anno riesce a far quadrare il bilancio con una capacità rara, o perlomeno è capace, quindi brava perché i capaci sono sempre di meno, dicevo che non so se è intelligente utilizzare tutti questi soldi… Dice : è una zione prospettica… ho capito prospettica ma "che me frega".
Qualche anno fa parlavo con il direttore generale del Comune di Parma e gli dico: “Ma qual è l’obiettivo del Comune?”, dice: “L’obiettivo del Comune è dare dei servizi”. Dico: “Ma poi ci si indebita”, “Chi se ne frega, intanto Lei dia i servizi”.
Parlava forse un po’ da politico però se noi incominciamo a fare “i sacrifici” con una decisione che può essere ammirevole, che è certamente sensata, che ha un suo significato, in periodi di vacche magre come gli attuali io non l’avrei fatto.
Avrei utilizzato l’avanzo di amministrazione in maniera diversa o perlomeno avrei destinato una quota inferiore all’estinzione dei mutui

Anche gli oneri di urbanizzazione … una vecchia storia perché appena ci siamo insediati dopo l’amministrazione Guidotti, uno dei primi discorsi fu quello che Guidotti aveva utilizzato (così si diceva da parte della sinistra) gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, cosa che invece non dovrebbe in quanto gli oneri di urbanizzazione devono, come è giusto, essere utilizzati per spese di investimento..
Però se la situazione è drammatica si può anche leggermente derogare, a patto che il denaro che si ottiene limando da una parte e dall'altra –nella fattispecie in questi due tipi di spesa – vengano utilizzati per sviluppare la città e non per portarla avanti con una zione di gran piccolo cabotaggio (mi viene in mente il gozzo che mi volevo comperare e che poi non ho preso perché troppo costoso e con il quale avrei potuto fare, tricchete e tacchete, il piccolo cabotaggio ma…)

PRESIDENTE FERRARI
Chiedo scusa, collega Putzu, c’è un rumore di fondo che diventa ormai fastidioso. Se qualcuno deve discutere i prossimi interventi può anche farlo in una qualche saletta attigua al Consiglio Comunale. Grazie.

CONSIGLIERE PUTZU (FORZA ITALIA)
 
Dicevo, con il gozzo faccio il piccolo cabotaggio ma mai la grande traversata. Non sarei mai potuto andare in Sardegna, cosa che avrei potuto fare se solo avessi ragionato in maniera un po' più lungimirante.
Per quanto riguarda il previsionale vedo che buttiamo via 1 milione di euro per 3 rotatorie. Anche questo investimento, pur previsto, mi lascia perplesso... non abbiamo soldi e andiamo a fare 3 rotatorie per 1 milione di euro.
Vedo che la manutenzione e adeguamento degli edifici comunali insiste per 850.000 euro nel 2015, 500.000 e 500.000 nel 2016 e nel 2017 e quindi un bel 1.850.000 euro senza più alcuna chiarezza su cosa succede del nuovo Palazzo Uffici che ormai è tramontato, però non si sa più niente, cioè : la sede dei degli uffici comunali va nell'Ospedale Militare? va in via Beverora?
Nel frattempo il vuoto totale e assoluto perché uno che mette queste spese per l’adeguamento edifici e manutenzione vuol dire che non ha voglia di risolvere i problemi in questi prossimi 3 anni perché altrimenti non li metterebbe, quindi oltre a Vision 2020 non si parla più di dove vanno a finire gli uffici comunali.
Il Carmine, fiore all'occhiello dell'azione amministrativa della giunta Dosi...., mi auguro che la gente lo apprezzi. Sì, bello, non credo che verrà fuori un “Teatini 2, ....il Carmine ci costa 3.870.000. E’ vero che in parte ci dà i soldi la Regione però noi ce ne mettiamo per adesso 870.000. Sono bei soldi 870.000 euro,.... non sono mica noccioline, perché qui mi sembra che ragioniamo così,... sono soldi così, non sono di nessuno, sono cifre così… Per adesso. Poi c’è il concorso di idee… Anche lì il caos, la galleria, il collegamento, non si capisce bene.

Anche il restauro del bastione Borghetto ormai mitica chimera dell’azione politica del centrosinistra qui a Piacenza: un bel milioncino di euro.
La domanda è: e la pista ciclabile nel vallo delle mura? La pista ciclabile nel vallo delle mura c’è già, lì praticamente passano pochissime macchine, c’è un bello stradello, ...ma asfaltate lo stradello e fate la pista ciclabile !!. Io non riesco a comprendere...., anche in base a quello che è successo in via IV Novembre dove la nuova pista ciclabile e la riqualificazione della via IV Novembre costò una barcata di soldi con i risultati che sono oggi evidenti a tutti, cioè il nulla, non ci va nessuno, abbiamo speso un sacco di soldi.
Concludo con il discorso dei beni “dismissibili” o perlomeno nei sogni della fase REM: quando uno si sta svegliando si ricorda cosa sta sognando, quello lì è il sogno dell’ultima fase del sonno, uno si sveglia nella parte finale del sonno REM -regular eyed movments- e dice: dismetterò via Verdi per 2 milioni di euro; dismetterò il mercato ortofrutticolo (qui c’è un business non chiaro) per 3 milioni di euro; dismetterò il fabbricato del Pubblico Passeggio (c’è un interessamento dice il giornale, ma noi qua in Consiglio non sappiamo niente): 1.900.000 euro, e così via.
Per quanto mi riguarda tutte cifre simboliche (via Taverna, via Beverora....) che ho capito che servono per far quadrare gli equilibri, cioè gli do un valore, lo metto in entrata poi non entra, lo ritrasferisco.
C'è una crisi pazzesca da cui secondo me non si riesce, al di là della di quel che succederà a livello europeo con la Grecia, non è che c’è la ripresina. La ripresina non c'è più, è cambiato uno stile di vita, è cambiata un’economia, sono cambiati dei parametri.
Quello che è successo negli anni Novanta o nei primi anni del 2000 dobbiamo dimenticarcelo, è cambiato il discorso economico e quindi questo è in nostro nuovo stato....

Conseguentemente, scusandomi per eventuali imperfezioni in cui dovessi essere incorso, ma rammentandovi (e concludo) che – e questo è lo slogan che spero venga ripresa dagli attenti giornalisti – il Comune non è un ente sociale e assistenziale, al di là delle convinzioni del signor Sindaco, al di là della cultura di servizio un po' cattocomunista che vi caratterizza e buonista in genere, non è non è un'associazione assistenziale, cioè il Comune non è la Croce Rossa che fa dei servizi solo assistenziali. Il Comune deve fare tante cose: deve dare servizi a tutti i cittadini.
Se poi l'assessore eventualmente in sede di replica – io oggi devo andarmene perché come è noto ho l'ambulatorio anche oggi ho i mutuati che mi pressano – riuscirà a dirmi che gli assistiti del Comune di Piacenza sono 10.000, 11.000, 8.000, 23.000 io sarò riconoscente come primo step, dopodiché bisognerà capire di questi 23.000 (ammesso che siano 23.000....) quanti sono piacentini, quanti sono italiani e quanti sono povera gente che arriva ad abitare da noi.
Con questo ho concluso e vi ringrazio per l'attenzione.


pubblicazione: 09/07/2015

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