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2021
Sant'Anselmo d'Aosta



BICICLETTE CONTROMANO NEI SENSI UNICI A PIACENZA

Il Comune di Piacenza ha adottato nel 2006 ordinanza sindacale che autorizza i ciclisti a percorrere i sensi unici, in direzione di marcia contraria a quella consentita, nel centro storico e cioè nell’area delimitata dalle cerchie murarie Farnesiane.

La questione è stata di recente dibattuta tra sostenitori e contrari al provvedimento, chi sostiene la validità per favorire le bici, chi evidenzia invece la pericolosità sia per i ciclisti che per gli autoveicoli coinvolti in incidenti.
Il presidente FIAB Piacenza “amo la bici” il 23.07.2014 dichiarava :”da quando è stato istituito il provvedimento gli incidenti sono stati pochissimi e quei pochi di scarsa entità, nessuno grave, i numeri sono dalla nostra parte”.
Analoga dichiarazione era stata rilasciata da un altro componente della stessa associazione, dopo il parere favorevole, ma con molte prescrizioni, espresso nel merito dal Ministero Trasporti, il quale l’8 Aprile 2012 dichiarava:” non ci sono state valanghe di ciclisti investiti, in questi anni, noi ricordiamo un caso soltanto, che si è risolto con una contravvenzione all’automobilista coinvolto”.
Poiché avevo notizie diverse nel merito, ho ritenuto utile approfondire la questione riscontrando dati ben diversi, sia nel numero, che per le lesioni riportate dai ciclisti coinvolti che come è evidente, sono gli unici soggetti che, a causa di questo provvedimento, subiscono i danni e le lesioni personali.

I dati forniti dal Comune sono i seguenti: dal 2006 al 31.12.2013, gli incidenti riconducibili esclusivamente all’ordinanza in questione e solo quelli rilevati dalla Polizia Municipale sono stati N^ 89, con giorni di prognosi N^ 1007. A questi, vanno aggiunti, gli incidenti di lieve entità, dove i protagonisti si sono accordati e non è intervenuta la Polizia Municipale, o quelli rilevati da altri Corpi di Polizia, che quindi non emergono nella statistica del Comune.

E’ stato laborioso avere questi dati, ho presentato una prima interrogazione il 20 Febbraio 2014 e ad oggi, a circa 200 giorni non ho ancora avuto risposta, ne ho presentata un’altra, analoga, l’11 Luglio scorso e solo dopo circa 60 giorni ho avuto riscontro; alla faccia dei trenta giorni indicati dal Regolamento comunale.

Tra l’altro ho rilevato un’incongruenza tra i dati forniti in una precedenza istanza avanzata nel 2010 e l’ultima risposta del Comune, dove i dati riferiti all’anno 2009, risultano inferiori di quattro unità, rispetto a quelli indicati nella prima risposta all’istanza inoltrata nel 2010; sicuramente sarà frutto di un errore di conti, non certo di uno”smagrimento” volontario; almeno mi auguro.

Ora una breve cronistoria del provvedimento credo sia doverosa anche per chiarire bene ciò che è accaduto in questi 8 anni di vigenza dell’Ordinanza Sindacale, nonché dell’inerzia del Comune a fronte di un parere fortemente contrario al dispositivo dell’ordinanza, prodotto dal Ministero dei Trasporti, il quale, con nota 372/2006 precisava tra l’altro che:” non rilevano le motivazioni addotte nell’Ordinanza, in quanto del tutto contraddittorie, essendo, di fatto consentito il conflitto delle correnti di traffico tra i velocipedi e gli altri veicoli, senza alcuna difesa e/o barriera a protezione dei ciclisti”, inoltre veniva rivolto un invito al Sindaco in tema di responsabilità, a ripristinare la situazione preesistente, precisando che:” fino al ripristino delle regolamentari condizioni di circolazione, ogni responsabilità, civile e/o penale per danni e/o lesioni, derivanti da sinistri connessi con l’adozione del provvedimento, ricade sull’Amministrazione Comunale che lo ha emanato...”.
Il sindaco e l’Assessore pro tempore, Reggi e Carbone ignorarono il parere, sostenendo che non esisteva alcun pericolo, che non si erano rilevati problemi di sorta.
Mi pare di poter affermare che i dati di incidentalità smentiscono categoricamente la tesi di quel sindaco e di quel Assessore.
Quindi credo si possa affermare che il Comune ha esposto i cittadini, ciclisti e non, a rischi senza affrontare in modo serio il problema, nonostante un parere nettamente contrario del Ministero dei trasporti, espresso proprio sul contenuto dell’Ordinanza del sindaco di Piacenza.

Ora una domanda è d’obbligo; chi ha pagato e ad oggi paga i costi sociali di N^ 1007 giorni di prognosi riportati dai ciclisti coinvolti negli incidenti, riscontrati dal Giugno 2006 al 31.12.2013? Io direi dovrebbero pagarli Reggi e Carbone, invece li hanno pagati e li pagano, come sempre, i contribuenti piacentini.

Nell’Aprile 2012 si apprende dai giornali, che il Ministero dei Trasporti ha espresso, al riguardo un altro parere, in risposta ad un quesito, che tra l’altro recita:” qualora per difetto di spazio o per questioni economiche non sia possibile la realizzazione di una pista ciclabile in sede propria, appare ammissibile, realizzare percorsi promiscui, limitando il transito in senso opposto ai soli velocipedi....”
Tale parere condiziona, perentoriamente, l’ammissibiltà di questa nuova organizzazione viabilistica dei velocipedi, al riscontro di una serie di vincoli, quali interventi di segnaletica, di dimensione geometrici delle strade, vie non percorse da mezzi pesanti, ad esempio bus, tutti elementi di difficile riscontro nelle strade del centro storico cittadino.
Ragion per cui, anche dopo questo parere, si può affermare che nella rete stradale del centro storico di Piacenza, forse l’un per cento delle vie potrebbero rispettare le condizioni cogenti di quest’ultimo parere, che comunque manterrebbe sempre le medesime condizioni di pericolosità per i ciclisti.
In quel frangente Reggi e Carbone esultarono sui giornali, affermando, tra l’altro, che anche in questo Piacenza si era dimostrata “La Primogenita”, forse perché erano imminenti le elezioni per il nuovo Sindaco e anche questo costituiva la loro propaganda elettorale, alla faccia dei poveri ciclisti che venivano coinvolti in incidenti stradali; i dati emersi confermano questa ipotesi.

A seguito di questa notizia stampa si era diffuso il convincimento che dall’Aprile 2012, nei sensi unici ai ciclisti era consentito andare controsenso, ma ciò non era vero, così il Ministero dei Trasporti, con nota del 6 Aprile 2012 ha precisato di NON aver mai autorizzato la circolazione controsenso delle biciclette nelle strade a senso unico, ma solo l’istituzione di un doppio senso di circolazione, di cui uno riservato ai velocipedi, e solo in particolari condizioni di traffico, di dimensioni geometriche delle vie interessate e che, in ogni caso, eventuali variazioni alla circolazione dovranno essere evidenziate da apposita segnaletica stradale. L’applicazione del singolo caso è quindi a carico dei Comuni che ne valuteranno la realizzazione in relazione alle specifiche situazioni.

Quindi niente a che vedere con il provvedimento adottato dal Comune di Piacenza nel 2006 il quale rimane tuttora in contrasto anche con quest’ultimo parere.

Facciamo un esempio della confusione e della pericolosità che ha creato l’ordinanza del sindaco di Piacenza così come è resa manifesta agli utenti della strada. Consideriamo i mezzi pubblici, ma è valido per tutti gli altri utenti.
I conducenti dei Bus che transitano in Stradone Farnese, Via Cavour, via Garibaldi, Via S. Antonino, Via Taverna, Via IV Novembre, Via Campagna, ecc. , se dovessero investire un ciclista che si immette in queste vie provenendo da un senso unico in senso contrario di marcia, ma comunque da destra rispetto alla direzione del Bus, questo ciclista stante la segnaletica esistente e il contenuto dell’ordinanza, dovrebbe avere la precedenza rispetto al Bus, visto che proviene dalla destra?
Cosa ne pensa l’Amministrazione Comunale?
Qual è il parere tecnico della Polizia Municipale nel merito?
Cosa ne pensano gli autisti del mezzi pubblici e tutti gli altri conducenti dei veicoli in generale?

Da ultimo, ma non in ordine di importanza, riporto ciò che ha scritto al riguardo, che io condivido appieno, tempo fa su Libertà, il Sig. Domenico Grassi e cioè: ”Il contenuto di questa ordinanza è (poi) palesemente diseducativo perchè alimenta la convinzione che la segnaletica stradale si può anche non rispettare, il ciclista si sentirà autorizzato a circolare nei due sensi di un senso unico, in tutte le vie, perché avrà difficoltà a distinguere se la via è del centro storico o in altra zona. Da più parti si è detto (e si dice) che in Italia manca la cultura del “rispetto della norma”; ebbene questa Ordinanza non aiuta certo il diffondersi di questa importante cultura”.

Quindi una seria riflessione il Sindaco se la deve porre, cioè se vale la pena di continuare con questo provvedimento, che vede di fatto i ciclisti subirne le conseguenze, anche alla luce della recente bocciatura del “controsenso ciclabile”, da inserire nelle modifiche del Codice della Strada, da parte della Commissione Trasporti della Camera, anche se, nel merito, deve ancora esprimersi il Senato.

Piacenza 12 Settembre 2014

Il Consigliere Comunale di Forza Italia Filiberto PUTZU


pubblicazione: 20/09/2014
aggiornamento: 21/09/2014

 19030

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