Buona Mmusica BWA Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica
Filiberto Putzu :. Home :.  ITALIA Politica  :.  Casa delle Libertà  :. Berlusconi si è dimesso.
sottocategorie di ITALIA Politica
 :. Politica nazionale
 :. Federalismo - Riforma elettorale.
 :. Sistema elettorale
 :. Debito pubblico - Legge finanziaria.
 :. Casa delle Libertà
 :. Partito della Libertà
 :. Uniti nell'Ulivo- L'Unione
 :. Partito Democratico
 :. Ppe
 :. Pensiero liberale
 :. Verso le Elezioni 2008
 :. PdL
 :. Verso la Terza Repubblica
 :. Scelta Civica con Monti per l'Italia




lunedì
3
agosto
2020
Santa Lidia



Berlusconi si è dimesso.

Il discorso al Senato di Silvio Berlusconi.

Dopo aver riferito al Senato, il premier Berlusconi è salito al Colle e ha rassegnato le dimissioni che il presidente Ciampi ha accettato con riserva, come impone la prassi, alle 17.31 di mercoledì 20 aprile 2005, aprendo formalmente la crisi di governo.


IL DISCORSO DI SILVIO BERLUSCONI.

«Il governo si presenta alle Camere per un atto di chiarimento politico.
La coalizione che ha vinto le elezioni nel 2001, ricevendo il mandato diretto ed esplicito dagli elettori per governare, attraversa ora una fase di difficoltà.
Poco più di due settimane fa, nelle elezioni regionali, il Paese ha mandato un segnale di disagio che per la sua dimensione ha un chiaro significato.
Ho compreso questo segnale ed intendo dare un'adeguata risposta politica».

«La democrazia è fatta anche di queste cose: chi governa deve attendersi consenso e dissenso, stabilità e crisi.
Solo i sistemi autoritari non ne conoscono la dialettica e, tanto meno, un franco conflitto sia fra la maggioranza e l'opposizione, sia all'interno stesso dell'opposizione e della maggioranza.
Considerare fisiologico quel che accade può servire allo scopo di non drammatizzare artificialmente situazioni complicate che vanno comunque risolte alla radice e naturalmente nell'interesse generale del Paese».

«Credo di poter dire con soddisfazione che in questo Parlamento e nella cultura civile dell'Italia non agiscono più le divisioni del passato.
Non c'è settore o cultura politica che non riconosca come valida, dopo le tristi esperienze degli anni scorsi, la regola secondo cui la maggioranza, che ha il mandato di governare, governa.
Se l'esecutivo, scelto dagli elettori, entra in crisi sono gli stessi elettori a dover decidere del destino politico del Paese, a norma di buon senso e secondo la nostra Costituzione che recita, nel suo primo articolo, che la sovranità appartiene al popolo».

«Nessuno ha prospettato un cambio di maggioranza parlamentare alle spalle del corpo elettorale.
Anzi, tutte le forze politiche, che compongono l'attuale maggioranza, hanno formalmente rinnovato la loro fiducia al presidente del Consiglio e gli hanno chiesto di dare vita ad un nuovo esecutivo.
Questa sfida io intendo accettarla, formando un nuovo governo che sia in grado di dare le risposte che il Paese in questo momento richiede
.
I valori fondanti di questa coalizione ed il suo programma hanno una forza, direi un nitore che ci consentiranno di superare ogni difficoltà e di adempiere al mandato conferitoci dagli elettori».

«Credo fermamente nella virtù della stabilità e della continuità di governo.
Penso che abbiamo realizzato alcune cose di grande spessore in questi anni di riforme economiche, di riforme istituzionali e di conduzione della politica estera e di sicurezza del Paese nella burrasca seguita l'11 di settembre.
Siamo ora di fronte ad una discussione aperta, libera, trasparente che ha una premessa comune di indefettibile: questa è la maggioranza scelta dagli elettori per governare il Paese; questa è la maggioranza che lo farà sino alla fine della legislatura. Questo è l'obiettivo che tutti noi della maggioranza condividiamo e che ci unisce più di ogni possibile differenziazione».

«Voglio ricordare qui che più di dieci anni fa abbiamo iniziato un cammino comune per costruire qualcosa che in Italia non c'era: una coalizione politica che fosse in grado di dare coesione ed identità alla maggioranza moderata e liberale del Paese, a quei milioni di italiani che, stanchi delle consuetudini di una vecchia politica che pensava di risolvere i problemi creando debiti che pesano sulle spalle delle generazioni successive, chiedevano e chiedono un cambiamento, riforme, modernizzazione, speranza in un futuro in cui lo Stato fosse al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio dello Stato. Oggi possiamo rivendicare con orgoglio quanto sia stata difficile e insieme straordinaria l'impresa che abbiamo organizzato fino ad ora e che sentiamo assolutamente di non dover lasciare incompiuta».

«Tradiremmo non solo noi stessi, ma prima di tutto chi ha creduto e chi crede in noi.
Noi, della Casa delle Libertà, tutti insieme abbiamo dato voce e rappresentanza politiche, identità e coesione ad una parte maggioritaria del Paese.
Tutti insieme abbiamo dato vita ad un nuovo modo di affrontare la politica e le sue sfide».

«Vorrei che avessimo l'orgoglio di quanto abbiamo fatto insieme in questi anni di governo, i quattro anni più difficili della storia recente del mondo, gli anni del terrorismo internazionale, della più lunga crisi economica europea, del cambio della moneta con tutte le conseguenze positive e negative che ha portato; anni nei quali abbiamo garantito ad un Paese una guida sicura.
Abbiamo messo fine all'instabilità permanente del nostro sistema.
Abbiamo accresciuto il ruolo ed il prestigio internazionale dell'Italia.
Abbiamo realizzato riforme rinviate per decenni.
Abbiamo dato avvio ad un lavoro imponente con l'ambizione di cambiare profondamente il nostro Paese portandoci sulle spalle i pesi del passato».

«Sono orgoglioso di questa nostra storia comune, di questa nostra storia di più di un decennio.
Sono assolutamente fiducioso che questo momento di difficoltà possa essere superato, perchè la nostra forza deriva dalla coscienza di questa nostra storia comune vissuta con passione e con determinazione.
Una passione e una determinazione che ci hanno consentito di superare insieme ostacoli che apparivano difficili, se non addirittura insormontabili».

«Ora, per rilanciare la nostra azione, è mia intenzione aggiornare il nostro programma accrescendo i nostri sforzi per difendere il potere d'acquisto delle famiglie, per sostenere le nostre imprese, per imprimere un rinnovato e deciso sviluppo al nostro Sud.
Per questo intendo rafforzare la compagine del Governo.
Ma è anche, e soprattutto, necessario dare nuovo slancio e nuova coesione ai nostri partiti, anche trasformando la nostra alleanza di oggi per dare un futuro stabile e sicuro a questa nostra decennale storia comune».

«A voi, amici della maggioranza, che in tutti questi anni mi avete sostenuto, chiedo innanzi tutto di avere fiducia.
Fiducia in noi stessi, fiducia nei nostri valori, fiducia nella nostra storia.
Con la vostra fiducia e con il vostro sostegno abbiamo scritto pagine importanti per il nostro Paese.
Con la vostra fiducia e con il vostro sostegno sono sicuro che ne scriveremo molte altre ancora.
Nei Paesi europei, dove il sistema istituzionale già lo consente, il premier, eletto direttamente dal popolo, adegua la squadra di governo ogni volta che si presenta la necessità sotto la sua diretta responsabilità, senza lunghe ed estenuanti crisi politiche e verifiche parlamentari.
Così si fa nelle più avanzate democrazie occidentali».

«Per conseguire questo risultato il sistema costituzionale nel nostro Paese richiede invece una serie di passaggi formali, a partire naturalmente dalle formali dimissioni del Governo.
La riforma costituzionale di questa maggioranza adeguerà il nostro sistema di Governo alle moderne democrazie.
Ma ora, dovendo dar vita ad un nuovo Governo, non mi posso sottrarre al passaggio attraverso una formale crisi di governo.
Con questo spirito che ho convocato in questo stesso palazzo il Consiglio dei ministri per recarmi subito dopo dal capo dello Stato.
Vi ringrazio dal profondo del cuore».


pubblicazione: 21/04/2005
aggiornamento: 01/05/2005

La vignetta di Giannelli (Corriere della Sera del 21/5/2005) 5621
La vignetta di Giannelli (Corriere della Sera del 21/5/2005)

Categoria
 :.  ITALIA Politica
 :..  Casa delle Libertà



visite totali: 5.574
visite oggi: 1
visite ieri: 1
media visite giorno: 0,99
[c]




 
Schede più visitate in Casa delle Libertà

  1. SILVIO BERLUSCONI COLTO DA MALORE.
  2. Processo SME, Berlusconi assolto.
  3. La rottura nella Cdl è ormai cosa certa.
  4. Berlusconi si è dimesso.
  5. BERLUSCONI-BIS : è il 59esimo governo della Repubblica.
  6. I “tifosi” di Follini restano dietro le quinte
  7. Il Senatùr
  8. MITICO
  9. UN GESTO ESTREMO, MA LUCIDO
  10. Per fare, per crescere, per essere liberi.
  11. Il premier: ora Follini non potrà mettersi fuori dal Polo
  12. ALLEANZA PER LA LIBERTA'.
  13. Vicenza : Berlusconi incontra a sorpresa gli industriali.
  14. "Il 2005 potrà essere l'anno della svolta"
  15. Follini ricompatta l'Udc: «Non siamo anomalia»
  16. ADORNATO: ORIZZONTE PIÙ VICINO PER IL PARTITO DELLA LIBERTÀ.
  17. Lettera al Corriere della Sera di Roberto Formigoni.
  18. Berlusconi brevetta il Partito della Libertà
  19. Berlusoni, MVB e la mezza verità del Partito della Libertà
  20. Il «celeste» Roberto studia da premier.
  21. Intervista a Marco Follini
  22. An deve scegliere o lo statalismo o l’innovazione
  23. Centrodestra italiano al bivio
  24. Casini, i moderati, il bipolarismo.
  25. BERLUSCONI A "PORTA A PORTA"
  26. Gianfranco Fini : non sono una pecora.
  27. www.scendoinpiazza.it
  28. Berlusconi: "Prodi cadrà a novembre"
  29. GOVERNO DEBOLE PREMIER FORTE
  30. Berlusconi accelera, in Europa va Buttiglione
  31. Documento del Comitato di Todi
  32. L'Unità, Stalin e Berlusconi
  33. Dal 13 maggio 2001 al 20 aprile 2005.
  34. Berlusconi ad An : "Riflettiamo sulla devolution".
  35. Intervista a Rocco Buttiglione.

esecuzione in 0,109 sec.