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Ballerini : E' dovere della minoranza vigilare sulla maggioranza.

L'opinione di Sandro Ballerini

Con riferimento agli ultimi avvenimenti in Consiglio Comunale, ed all'operato del Sindaco e della sua Giunta, che ha fatto discutere per alcune incongruenze se non irregolarità commesse, mi preme commentare la situazione della amministrazione della città.
Ciò che accade sollecita il mio pensiero che corre al Sindaco Tansini, ora scomparso, il quale era solito dire in certe situazioni una frase in vernacolo verace, e cioè: "chelur i pissan da can nuvel"(traduzione : questi pisciano da cane novello), ricordando un vecchio detto che sottintende, un comportamento tenuto in certe situazioni, in modo ingenuo ed inesperto.
Tansini, che fu sindaco capace e col quale sono stato in giunta per cinque anni, dall'alto della sua esperienza sottolineava così l'operato di alcuni amministratori dell'epoca.
Ci sarebbe da aggiungere che il danno causato all'amministrazione comunale per la situazione di stallo dovuto alla confusione che regna nella maggioranza è allarmante.

Fa specie poi l'intervista rilasciata dal sindaco Reggi che vorrebbe, scaricare le responsabilità dell'attuale difficile situazione sulle opposizione.
Il Sindaco in sostanza rivolta la frittata, come si sul dire fedele al dotto che: "la miglior difesa è l'attacco".
Accusa di sabotaggio la minoranza, mentre se si analizzano i fatti come si sono svolti ci si può rendere conto che le cose stanno in ben altro modo, con le colpe addebitabili tutte alla maggioranza.

Ma vediamo di ripercorrere brevemente questa poco simpatica telenovela.
Le prime grane la maggioranza comincia ad averle così:
1°) Estromissione dalla giunta dell'assessore Gelmini, il quale defenestrato si è trovato su una strada, col grave danno di non far nemmeno parte del consiglio comunale nonostante fosse stato eletto. Le cause sono ancora ignote, probabilmente troppa personalità dell'escluso che rischiava di condizionate ed offuscare la figura del primo cittadino.
2°) Il consigliere Levoni viene sollevato dall'incarico di Presidente della commissione 1, perché iper-attivo (le altre 3 commissioni al contrario non fanno attività alcune quindi non disturbano l'immagine della giunta). Successivamente Levoni viene estromesso anche dal gruppo DS ed affluisce al gruppo misto, in aperta polemica e disaccordo.
3°) L'assessore Tansini lascia la giunta comunale, per una pari carica in provincia.
Ma il "dipietrista" ha giurato guerra.
4°) Nel travagliato rimpasto viene inspiegabilmente estromesso Stefano Pareti (ex sindaco amato e stimato dalla città). A nulla sono valsi l'impegno dell'escluso nella campagna elettorale che ha visto vincere Reggi ed il suo impegno negli ultimi due anni di lavoro veramente importante per questa maggioranza.
5°) Con grande sorpresa il Consigliere Comunale Vaciago rassegna le dimissioni.
Il che indebolisce ancor di più una maggioranza ormai allo sbando.
Vorrebbe ritirare le dimissioni, ma la legge non lo consente.
Il danno ormai è fatto e così esce di scena un personaggio importante che forse in un atto affrettato ha voluto manifesterò la sua insofferenza alla maggioranza stessa.

A questo punte con una sequela di avvenimenti così, viene spontaneo domandarsi come può amministrare una maggioranza ormai ridotta ad un colabrodo, stante le numerose defezioni avvenute che hanno reso insufficiente i numeri e la tranquillità che occorrono per amministrare.
Tutto quello che è successo è avvenuto sotto gli occhi increduli dell'opposizione, di alcuni impotenti componenti della maggioranza e di tutta la città.

Ciostante, quali le conseguenze? Beh è storia di questi giorni:
1°) Salta il penultimo consiglio comunale per mancanza di numero legale, cioè la maggioranza non ha i numeri richiesti dalla legge per poter governare. Primi sentori della coalizione allo sbando.
2°) Viene convocato un secondo Consiglio Comunale, nonostante il parere contrario del prefetto e del Ministero degli Interni che inviano un'apposita interpretazione delle norme vigenti.
Tutta questa serie di avvenimenti sono dovuti ad un palese malessere della maggioranza, che ha perso ormai la sua compattezza e soprattutto la serenità necessaria per governare.
Troppe le liti, troppe le defezioni, troppe le prese di posizione dall'impronta prepotente, troppe le incomprensioni, ecco i perché della situazione in cui oggi si trova la amministrazione comunale di Piacenza. È sufficiente analizzare i fatti per poter giudicare e trarre le logiche conseguenze.

Trovo molto singolare ed incomprensibile la proposta che qualche buontempone ha fatto.
Cioè quella che vorrebbe la minoranza dimissionaria in massa per minare così definitivamente l'amministrazione della città.
Assurdo, la minoranza ha il dovere di vegliare sull'operato della maggioranza.
Se poi la maggioranza non è all'altezza di amministrare o non ha i numeri o la credibilità sufficienti tragga lei le conseguenze sul da farsi.
L'assurdità della proposta, sta nel fatto che quando vengono fatte le elezioni c'è chi vince e c'è chi perde.
Chi perde va all'opposizione, chi vince al contrario va a gestire il comando della città attraverso il Sindaco e la Giunta.
Se poi intervengono una serie di fatti come quelli che sopra ho in parte descritti e che vanno a pregiudicare la regolarità della gestione amministrativa, non resta che un atto di responsabilità da parte della maggioranza, tolga l'incomodo e consenta di fare elezioni anticipate per sbloccare così una situazione veramente molto instabile.


pubblicazione: 09/10/2004

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