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28
novembre
2022
San Giacomo della Marca



Aree militari: la giunta ci crede, Vaciago no

Fare gioco di squadra sulle aree militari pare sempre arduo.

Ora che sul tappeto c'è una proposta di acquisizione e riconversione sostanzialmente bipartisan essendo uscita da un tavolo, lo scorso luglio, con Comune, parlamentari di centrodestra e sindacati confederali - proposta che da Piacenza è arrivata a Roma in attesa di risposta dal ministero della Difesa -, non per questo polemiche e distinguo si sono attenuati.
E' mutata in parte la natura.

Se sino a ieri era soprattutto dai banchi del centrodestra che arrivavano le critiche, adesso a fare più rumore sono quelle dell'area della sinistra, segnatamente ambientalista, ma non solo.

il governo nicchia
La riprova ieri in consiglio comunale dove si è discussa una mozione firmata dai gruppi della maggioranza tranne Rifondazione che impegna la giunta a «sollecitare» il ministero a rispondere alla proposta inoltrata dal Comune e a «verificare», nella stipula dell'accordo sulla dismissione delle aree militari, di «prevedere la massima valorizzazione dell'area della Pertite», ossia «restituirla nella misura più ampia possibile alla città come spazio verde fruibile dalla cittadinanza».
E' stata approvata dalla maggioranza che ha potuto contare sull'appoggio di Giacomo Vaciago (gruppo misto), ma non su quello di Carlo Pallavicini (Prc) che si è astenuto, e tantomeno su quello di Bruno Galvani (gruppo misto) che ha votato contro insieme al centrodestra.
Smarcamenti, i loro, ruotati attorno al doppio binario ambientale e occupazionale.
E non a caso ad assistere alla seduta c'erano esponenti tanto del comitato pro parco alla Pertite quanto delle rsu dell'Arsenale, le due categorie che da subito hanno contestato l'ipotesi di accordo uscita dal tavolo inter-istituzionale di luglio.
la bozza di accordo
Per comprenderne le ragioni va ricordato che quella bozza si propone di liberare a uso civile le aree militari trattenendo più di metà dei metri quadrati disponibili a verde e incrementando l'occupazione al polo militare da trasferire in un nuovo stabilimento previsto tra l'ex caserma Artale di via Emilia Pavese e una porzione della Pertite che sta dirimpetto. Il comitato e tutti i movimenti ambientalisti si battono invece da tempo per la realizzazione di un parco nell'intero lotto della Pertite, di qui la contrarietà a una mozione che parla di restituzione ad area verde «nella misura più ampia possibile».
polmone verde
Ecco allora che Pallavicini ha parlato di «pizzico di ipocrisia» dietro a cui «sembra di scorgere una subalternità ai desideri dei militari»: «Sono loro a doverci spiegare perché vogliono il ridisegno della presenza in città. E' il Comune che deve dire ai militari che cosa vuole per mantenere in attività un polo industriale da 800 posti». A rincarare la dose prendendosela frontalmente con «un accordo tra destra e sinistra» è stato Galvani: «Una decisione già presa, il consiglio comunale non ha voce in capitolo, invece sarebbe molto positivo avere alla Pertite un unico polmone verde».
ipocrisia e giochetti E se il tasto dell'ipocrisia l'ha battuto anche il centrodestra - secondo Carlo Mazza (gruppo misto) la mozione ha il significato di «salvare la giunta dalla figuraccia sulla Pertite», per Marco Tassi (Pdl) «c'è contraddizione con la intelligente» proposta di accordo sempre relativamente alla destinazione della Pertite - è stato Gianni D'Amo (Piacenzacomune) a stigmatizzare certe posizioni filo-ambientaliste frutto di «giochetti» opportunistici: «Io ci ho fatto la campagna elettorale su questi temi e per me, consigliere di minoranza, sarebbe fin troppo comodo strizzare l'occhio» agli ambientalisti, invece no, «scavalcatevi a sinistra tra di voi, a me pare che la mozione dica "andiamo avanti per salvare più verde possibile e occupazione", la condivido anche se non mi sento di votarla per cui mi astengo».
«Mi sembra di grande buon senso», ha motivato il suo sì Vaciago che però ormai dispera che l'operazione della dismissione si possa condurre in porto: «Scordatevi le aree militari, il governo d'ora in avanti dovrà soltanto pensare a fare moneta. Su una partita così grossa dovevamo invitare i ministri dell'economia Tremonti e della Difesa La Russa, invece abbiamo perso il treno».

psc in ritardo
L'ex sindaco lo ha detto nel dibattito sulla mozione che ha preceduto quella della maggioranza, legata comunque al tema delle aree militari. L'ha scritta D'Amo e impegna la giunta a riannodare il filo della programmazione urbanistica della città portando in consiglio entro l'inverno il documento preliminare del Psc (Piano strutturale comunale), tappa che segna il passo dopo che 20 mesi fa furono licenziati gli indirizzi del Psc.
La mozione è stata approvata senza voti contrari (il Pdl si è astenuto, ma Sandro Ballerini ha votato a favore). Il vicesindaco Francesco Cacciatore ha giustificato i tempi lunghi con i ritardi accusati nella partita delle aree militari che sarebbe bene avere già definito prima di scrivere il Psc: «Ma se dal ministero non arriverà in fretta una risposta il Comune dovrà decidere che fare del Piano strutturale». Cacciatore ha auspicato su questi temi «un linguaggio comune da parte di tutti».
tatticismi
Non ci sta Mazza perché il percorso del Psc «l'avete deciso in famiglia, dentro la maggioranza, non parlateci di percorsi partecipativi». Di un maggiore sforzo partecipativo (peraltro richiesto già nella mozione) ha parlato Pallavicini («Perché non utilizzare lo stumento del referendum? »), mentre secondo Gianpaolo Crespoli (Piacenza Tutta) è il governo che rema contro sulle aree militari e «cerca di rallentare per far arrivare alla scadenza l'amministrazione comunale». «Ci vuole una visione generale» nella programmazione territoriale, ha ammonito Giorgio Cisini (Pd), «si parla troppo di questa o quell'area».
I posti di lavoro
Alla previsione di Vaciago, secondo cui, perduto il treno delle aree militari, occorre rassegnarsi a «fare un Psc normale per la città» tenendo conto che nel frattempo «c'è stata una grossa crisi finanziaria e che la strada dell'edilizia in Spagna si sono pentiti amaramente di averla battuta», si è ribellato Cacciatore. Spalleggiato da Pierangelo Romersi (Pd) e Roberto Colla (Per Piacenza con Reggi), il vicesindaco ha sostenuto che «non è giunto il momento di abbandonare un'ipotesi che come obiettivo principale ha il mantenimento a Piacenza della presenza industriale dell'esercito, c'è in piedi una proposta credibile costruita in base ai percorsi di legge e non credo che debba esserci contrapposizione tra aspetti ambientali e occupazionali». Cacciatore ha assicurato che «il governo, nelle persone del ministro e del sottosegretario, è stato invitato più volte non solo dal Comune ma anche dagli onorevoli che sono stati coinvolti, ma le cose si fanno in due e a oggi risposte non ne sono arrivate».
Pertite
Quanto alla Pertite, la sua destinazione come prevista nella ipotesi di accordo è tutt'altro che gradita ai militari, ha detto Cacciatore, mentre Crespoli ha invitato il comitato a «ragionare, sì, di ambiente ma tenendo conto della compatibilità economica». «Occorre essere realisti», gli ha fatto eco Romersi.
Gustavo Roccella
gustavo. roccella@liberta. it
Libertà del 19/10/2010


pubblicazione: 20/10/2010

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