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lunedì
26
ottobre
2020
Sant'Evaristo, papa



Aree militari, Consiglio ostaggio delle faide

di MARCELLO POLLASTRI

Se due giorni fa, dopo l’approvazione unanime dell’emendamento sui precari, erano tutti ad esaltare la grande prova di maturità del Consiglio comunale, non può dirsi certamente la stessa cosa per la
seduta che, ieri, ha visto l’attesa elezione di presidente e vice della commissione per le aree militari.

Gli auspici di giungere a una quanto più larga legittimazione possibile sono andati letteralmente a farsi benedire per lasciare spazio a un dibattito lacerante, caratterizzato da tiri mancini a raffica e dall’abbandono di qualsiasi logica di partito, anche a dispetto delle consegne dei rispettivi capigruppo.

Il momento culminante, quello del voto, si è rivelato un bazar, con centrodestrae centrosinistra sfasciate.

Basterebbe osservare il dettaglio del voto per rendersene conto.

Come era prevedibile, ma alla luce di quanto accaduto tutt’altro che scontato, la presidenza è andata a Gianni D’Amo che l’ha spuntata su Filiberto Putzu per 11 voti a 9.
Determinanti sono stati i voti di Piacenza Libera.

L’esponente di Piacenza Comune, soddisfatto per l’esito ma non troppo, si è aggiudicato alla fine una dura ed estenuante guerra di nervi con gli azzurri che durava da settimane e che nessuno è riuscito a domare trovando una soluzione che mettesse tutti d’accordo.

Così ieri si è andati alla resa dei conti tra Piacenza Libera, che con Antonio Levoni ha candidato e votato compatta D’Amo (e candidando in precedenza a vicepresidente Putzu), e Forza Italia, che aveva
invece proposto Putzu.

Una crisi, questa, che affonda le sue radici nella campagna elettorale scorsa e che minaccia, dopo ieri, di deflagrare in tutta la sua essenza.
«Avremmo visto bene Squeri o Vaciago - ha dichiarato Levoni - ma non candidandosi abbiamo ritenutoche fosse D’Amo l’ideale. Sia perché fu il solo, insieme a Squeri, a fare della partita delle aree militari un baluardo della sua campagnaelettorale, sia perché tale indicazione era arrivata anche dal sindaco. Altri candidati sarebbero legati ad interessi».

A seduta inoltrata è arrivato perfino Dario Squeri a dare man forte a D’Amo.

Gli azzurri contavano invece sull’appoggio del Pd e sull’ipotesi di larghe intese, frutto anche di accordi sottotraccia che però non hanno prodotto i frutti sperati.
«Oggi - ha detto Trespidi - si deve aprire una stagione nuova, una stagione di collaborazione».

Alla fine gli azzurri, pur con l’effetto di mettere in crisi la maggioranza, ne sono usciti sconfitti.

Grandi imbarazzi però anche nel Pd e nella civica Per Piacenza con Reggi, entrambi spiazzati e andati gambe all’aria.

Il Pd auspicava una soluzione condivisa e il perché si è rivelato palese: nonostante il capogruppo Pierangelo Romersi, (dopo una sospensione per confrontarsi col gruppo) avesse infine dato l’indicazione per l’astensionismo cercando la soluzione che non compromettesse né gli equilibri della maggioranza né quelli del dialogo con Forza Italia, alla fine il gruppo si è spaccato.

Spaccata anche la civica, nonostante l’indicazione di voto di Edo Piazza a favore di D’Amo.

Risultato, tutti usciti con le ossa rotte, tranne Prc e An.
Con coerenza rispetto a quanto da sempre dichiarato, Prc ha appoggiatoD’Amo.
Ma alla fine non ha mancato di stigmatizzare l’atteggiamento di apertura al dialogo del Pd verso Forza Italia che «ci auguriamo -ha detto a margine il capogruppo Carlo Pallavicini - rientri».
Il rischio di una crisi nella maggioranza, riflesso di quanto sta accadendo a livello nazionale, appare sempre più reale.
La non partecipazione di An, invece, nonostante abbia suscitato qualche malumore, ha fatto sì che il gruppo di Andrea Paparo si svincolasseda una votazione definita «lacerante e dal basso profilo».

E c’è anche da chiedersi come l’avranno presa il sindaco Reggi (ieri a Bologna per un incontro sul trasporto pubblico) e il vicesindaco Francesco Cacciatore, soprattutto quest’ultimo descritto furibondo afine seduta.

E sulla stessa falsa riga si è svolta anche la votazione della vicepresidenza, andata a Christian Fiazza (Pd).
Candidatura proposta da Romersi, uscito vittorioso per 16 voti a 8 su Sandro Ballerini, candidato invece da Trespidi.
Stavolta la sensazione palpabile è che si sia persa un’occasione, altro che prova di maturità.
E di certo non mancheranno gli strascichi.
Marcello Pollastri
m.pollastri@cronaca.it


COME HANNO VOTATO

Per Filiberto Putzu :
Partito Democratico : Albasi
Forza Italia : Ballerini, Pollastri, Putzu, Salice, trespidi
Per Piacenza con Reggi : Gattoni, Marippi, Zucconi

Per Gianni D'Amo :
Partito Democratico : Bulla
Per Piacenza con Reggi : Piazza, Rocchi
Piacenza Libera : Ceccarelli, Frontini, Levoni, Squeri
Rifondazione Comunista : Galvani, Pallavicini
Gruppo Misto : Mazza, Vaciago


pubblicazione: 21/12/2007
aggiornamento: 05/04/2008

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