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galleria immagini  AGGREDITO IL PREMIER SILVIO BERLUSCONI
  Aggressione al premier dopo il comizio alla festa per il tesseramento del Pdl a Milano.
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Inqualificabile gesto.

Aggressione al premier dopo il comizio alla festa per il tesseramento del Pdl a Milano.
Un uomo, Massimo Tartaglia, 42 anni, l'ha colpito al volto.

Il premier è stato colpito non da un pugno, come era stato riferito in un primo momento dal ministro La Russa, ma da un oggetto, così come si può vedere dalle immagini diffuse da un servizio de "La 7": probabilmente la miniatura del Duomo, lanciata dall'uomo fermato.

Dopo l'aggressione subita al termine del comizio alla manifestazione del Pdl, Berlusconi è stato portato all'ospedale San Raffaele dove è stato eseguito un esame TAC : 24 ore in osservazione.
La prima diagnosi è di "Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato."


COSA AVEVA DETTO.
«Sereni, non dovete credere alle fabbriche del fango, dell’invidia e dell’odio».
Silvio Berlusconi scalda la piazza, parla al «popolo dei gazebo», annuncia l’ingresso nelle liste del Pdl alle Regionali delle formazioni di Daniela Santanchè e Francesco Storace, apre la campagna di tesseramento e punta il dito contro «giornali e televisioni di Stato, pagata con i soldi pubblici e con un solo compito: attaccare il governo».
La soluzione contro la «disinformazione» spiega il premier è il tesseramento, per poter accedere direttamente alle informazioni del partito.
Alle polemiche lanciate da Casini, che a La Stampa ha parlato di un fronte anti-Cavaliere riserva un passaggio breve:
«L’Udc ora sta un pò di là e un pò di qua: noi speriamo che venga di qua, ma se sta di là non piangeremo di certo per questo».
Le parole più dure sono contro l’opposizione, «la sinistra impregnata di marxismo e non socialdemocratica», contro Bersani, «un ritorno all’indietro».

Berlusconi tiene particolarmente a sottolineare che le critiche che gli sono piovute addosso negli ultimi mesi sono ingiuste:
«Il capo del governo come è descritto dall’opposizione è un mostro.
Ma non credo di esserlo, non solo perchè sono bello ma anche perchè sono un bon fjol».
Ma l’ira del Cavaliere è diretta soprattutto contro i «giudici politicizzati» che cercherebbero di influenzare il lavoro del Parlamento, facendo ricorso alla Corte Costituzionale, composta di uomini che «appartengono alla sinistra».
Una situazione che il premier definisce «preoccupante», ma che non lo spaventa.
«Continueremo».
Di fronte alla contestazione di una decina di ragazzi il premier tira dritto:
«Vergogna, queste sono cose che noi non faremmo mai, noi siamo liberali, noi abbiamo la cultura del rispetto delle altre opinioni, mentre c’è chi sa solo insultare».

Berlusconi ricorda i meriti del governo nella lotta alla mafia e nel contrasto alla crisi economica e glissa sulle crepe interne al partito:
«Il Pdl è un partito democratico, tutte le decisioni vengono prese dagli organi preposti, non siamo un’oligarchia in cui decidono una o due persone».
Dunque, niente elezioni anticipate, dice Berlusconi perché «la maggioranza è forte, coesa e il Governo funziona e finora ha funzionato benissimo» smentendo uno scenario che, fanno notare i finiani, avrebbe potuto avere delle conseguenze inaspettate.
«C’è una maggioranza solida che è al governo e che ha il dovere di andare avanti» dice Bocchino.
«Ma se qualcuno, non dico Berlusconi, ma un suo qualche cattivo consigliere, pensasse di ricorrere alle urne, come una scorciatoia per evitare doverose ricerche di equilibrio con organismi costituzionali diversi dal governo, Fini potrebbe trovarsi costretto a correre da solo, da destra, fuori dalle coalizioni» Dal palco arriva anche la conferma della ricandidatura di Formigoni al Pirellone, «un vecchietto» scherza il premier, che incassa anche il sostegno della Lega.
(da www.lastampa.it)


LE REAZIONI A CALDO.

"Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo": lo ha detto all'ANSA il ministro Umberto Bossi, condannando duranente l'aggressione al premier.
"Si sentiva un clima pesante da tempo - ha detto Bossi - E quello che è accaduto oggi é un segnale preoccupante".
"Silvio è un amico - ha aggiunto il leader del Carroccio - e mi aveva appena espresso in pubblico, nel suo discorso in piazza Duomo, ancora una volta la sua stima".
"Dopo quel che è accaduto - ha concluso Bossi - bisogna alzare la guardia. Ci sono in giro troppe persone pronte a gesti delinquenziali. La Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo".

"Basta spirale di violenza" "Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio al quale va la mia personale solidarietà". Inoltre esprimo "il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza".
Con queste parole il Capo Dello Stato Giorgio Napolitano commenta l'aggressione.

"I seminatori di odio fanno scuola"
Così il portavoce del Pdl Daniele Capezzone commenta l'aggressione
subita dal premier al termine del comizio per il tesseramento.
"Ho purtroppo assistito allibito, come tanti cittadini, all'indegna aggressione subita dal presidente Berlusconi.
Quanti, dai giornali, nella politica e dalle tv, hanno per mesi diffuso livore e negatività contro il premier - dice Capezzone - dovrebbero interrogarsi sulle conseguenze delle loro parole e del loro incitamento a fare di Berlusconi il bersaglio di violenze come quella di stasera. In tanti dovrebbero vergognarsi e scusarsi con Berlusconi e con gli italiani".

"Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato".
Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta l'episodio di violenza di cui è stato vittima il presidente del Consiglio a Milano.

"Le dichiarazioni di Antonio Di Pietro sono inaccettabili. Non si può in alcun modo giustificare un atto di violenza. Si tratta di un gesto gravissimo di fronte al quale tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio".
Lo dichiara il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini.

"Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti 'Soloni' capiscono fischi per fiaschi. Ribadisco allora che noi tutti deploriamo e condanniamo l'aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!".
Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta l'aggressione al premier a Milano.
"Però - aggiunge - non può e non deve legittimare e giustificare la dilagante esasperazione che l'assenza di politiche economiche e sociali di questo governo sta provocando nei confronti di miglia di lavoratori e padri di famiglia".
"Già nei giorni scorsi - prosegue - avevo avvertito del rischio incombente che a qualcuno saltassero i nervi e non è prendendosela con me che si risolvono i problemi, ma affrontandoli e dando risposte ai bisogni dei cittadini, cosa che il governo Berlusconi non ha fatto e non pare abbia alcuna intenzione di fare".



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 :.  PRIMO PIANO




pubblicazione: 13/12/2009



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