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«Prima di me voti in vendita»

Pericolosa dichiarazione di Roberto Reggi

«La mia giunta? Sono persone oneste.
Oggi non accade più che si debba pagare 500 euro un voto in consiglio.
La gente che siede in giunta non lo fa per tornaconto personale».

Così Roberto Reggi venerdì sera a Carpaneto.
Dichiarazioni fatte in maglione, ospite a una serata organizzata dalla locale sezione dei Ds per parlare del lato umano della sua esperienza di sindaco.
E tuttavia una sede pubblica, tanto che quelle parole sono finite sulla stampa (v. "Libertà" di domenica).

E fra quanti le hanno lette c'è chi se ne ha avuto a male.
Come Massimo Trespidi, oggi capogruppo di Forza Italia in Comune, ma assessore alla cultura nell'amministrazione precedente.
Quel riferimento al mercato dei voti che in passato capitava che si praticasse, almeno a giudicare dalle frasi non chiarissime di Reggi, lungo la linea di confine tra consiglio e giunta, non gli è piaciuto.

E ieri a palazzo Mercanti, all'inizio della seduta consiliare, è intervenuto assai piccato per chiedere spiegazioni a Reggi.
«Che cos'hai voluto dire? A chi ti riferivi? Sono frasi pesanti, offensive per chi ti ha preceduto in quest'aula, che elementi hai in mano per farle? E se ti riferisci a episodi precisi valli a denunciare alla magistratura, non a pubblici incontri».

Tutti gli ingredienti, insomma, perché ne uscisse un caso sulla falsariga, mutatis mutandis, delle accuse condite da allusioni "penalmente rilevanti" fatte in tv (a "Porta a Porta") da Silvio Berlusconi contro i vertici dei Ds nella vicenda Unipol.

E difatti il caso è scoppiato e Reggi ha fatto ben poco per evitare che accadesse; il che ha creato anche tra i "suoi" un certo sconcerto.

Anziché far cadere imperturbabilmente la cosa o rifugiarsi in "diplomatiche" formule del tipo «sono stato frainteso» oppure «mi riferivo a stagioni politiche lontane e l'aver indicato in euro la cifra è stato per pura convenzione» (senza perciò che significasse il periodo dal changeover in poi, ossia dal 2002, ultimi sei mesi di giunta Guidotti), il sindaco ha confermato tutto.
Ha preso la parola dopo Trespidi per precisare, è vero, che «era stato un modo chiaro, in un ambiente informale, per fare i complimenti al consiglio intero, oltreché alla giunta, per l'onestà e la passione che li stanno caratterizzando», e tuttavia sul "mercato dei voti" ha insistito («Cinquecento euro erano necessari in passato») pur senza aggiungere nulla sui protagonisti, i contorni, la collocazione temporale.

E all'indirizzo di Trespidi, che ascoltandolo si infervorava sempre più, la maliziosa annotazione:
«Come mai ti agiti tanto dopo che ti faccio un complimento dicendoti che sono sicuro dell'onestà di tutti i presenti? Questo mi fa pensar male».

Nelle interviste tv, incalzato dalle domande, Reggi si è spinto ancora un po' più in là:
«Oggi gli amministratori non hanno bisogno di incentivi economici, in passato qualcosa sicuramente c'era, ma non era certo riferito ai presenti».

In aula è stata bagarre.
Trespidi ha chiesto nuovamente la parola per "fatto personale": «Non basta tenere fuori i presenti, se ne offendono altri facendo allusioni generiche». Un intervento, quello del forzista, apparso innanzitutto in difesa dell'«onorabilità» di chi stava con lui nella passata amministrazione a partire dall'ex sindaco Gianguido Guidotti che, non a caso sarebbe intenzionato - così si sentiva dire nei corridoi - a non lasciar cadere la cosa chiedendo pubblicamente a Reggi di chiarire le sue parole.

Precisazioni che il capogruppo di Forza Italia (spalleggiato da Emilio Gorgni, del gruppo misto) a più riprese è tornato a reclamare ieri in consiglio, perché altrimenti è «una sceneggiata intollerabile, non si può gettare fango su delle persone, il sindaco ci deve dire chi era che pagava, chi era pagato e quando ciò avveniva, oppure smentisca tutto pubblicamente».

Anche Antonio Levoni (gruppo misto) ha tuonato contro Reggi.
A suo giudizio la cifra in euro è un preciso riferimento all'ultimo anno della passata "consigliatura" ecco perché, avendone fatto parte, seppur all'opposizione, ha detto di sentirsi offeso in prima persona. Levoni, iscrittosi a parlare all'ultimo momento utile, ha avuto un duro scontro anche con il presidente del consiglio Benedetto Ricciardi che non riteneva di dovergli concedere la parola.
Le sue infuocate e prolungate reazioni verbali hanno costretto a una sospensione della seduta.

Alla ripresa Levoni è ha potuto parlare, e tuttavia Ricciardi, a posteriori, ha censurato la sua richiesta di intervento per "fatto personale" visto che non ne ravvisava i presupposti regolamentari (lo stesso dicasi per l'analoga precedente istanza di Trespidi), giudizio che l'aula, chiamata ad esprimersi, ha condiviso a maggioranza (da annotare la non partecipazione al voto di Sandro Miglioli, dei Piacentini Uniti).

Gustavo Roccella, Libertà del 17 gennaio 2006



LA DICHIARAZIONE.
da Libertà del 15 gennaio 2006
A Carpaneto - Serata promossa dai Ds per parlare del lato umano dell'esperienza di sindaco.
Reggi: io irascibile? In politica serve
«Ma l'immagine di arrogante se l'è inventata l'opposizione»

"L'esperienza umana di un sindaco di provincia": questo il titolo della serata organizzata venerdì sera a Carpaneto dalla sezione dei Ds, che ha invitato a confrontarsi coi cittadini il sindaco di Piacenza Roberto Reggi (Margherita).
Mantenuta appieno la promessa del titolo: la serata guidata da Giuseppe Centonze, segretario locale dei Ds, ha visto Reggi mettersi a nudo, uscir fuori dalla veste istituzionale, e confessare le ombre e le luci della sua esperienza di sindaco.
Un sindaco "di provincia" che tuttavia si è fatto conoscere a livello nazionale, con la vicenda calcio ad esempio (che lo ha visto porsi a leader di una serie di Comuni) o con quella di Villa Serena dove a tirarlo in ballo è stato Vittorio Sgarbi.
Funzionali alla confessione, le dieci domande (a mo' di intervista da talk show televisivo) scelte da Centonze per scoprire l'esperienza umana di questo amministratore, a partire dalla sua investitura a sindaco, quattro anni fa, con il 54,6% di consensi.
«La coalizione era assolutamente sicura di perdere - ricorda Reggi - e riteneva il mio nome spendibile per perdere con onore. Venivo dalla giunta Vaciago, dove avevo avuto la delega al sociale. La campagna elettorale fu entusiasmante».
Un entusiasmo che rimane?
«Sì, non c'è cosa più bella del rapporto con la gente», risponde il sindaco che rimane gradito a più della metà dei suoi cittadini (due recenti sondaggi lo danno al 51,9% e al 52,2%).
Sul versante personale, si passa a parlare di cosa l'impegno politico comporti per una famiglia impegnativa come quella di Reggi (tre figli).
«Quando lavoravo a Roma (l'ingegner Reggi è dirigente di Edipower, ndr) mi vedevano ancora meno. Il passaggio a sindaco i miei figli non l'hanno vissuto vantandosi.
Sono riservati, come mia moglie, che devo ringraziare per la sua pazienza: a volte le tensioni che accumuli in politica le sfoghi poi a casa».
Del suo presunto carattere arrogante e impaziente, Reggi dice: «Parte di questo ritratto è stato costruito ad hoc dall'opposizione. Di vero c'è che se non ti inca...i, certe cose purtroppo non le ottieni. Non sono paziente, è vero, rispetto a certi passaggi che devi tenere con le forze politiche.
Non sono un politico in questo senso.
Io sono un ingegnere: la strada più breve tra un punto e l'altro è la linea retta che li collega, senza bisogno di tanti giri. Per questa mia formazione ho preso qualche capocciata».
Reggi parla anche di giovani («Non è vero che non hanno ideali») e di politiche giovanili:
«Meglio farli vivere da protagonisti processi creativi come fare musica, che proporre loro il consumo di mega concerti fatti da altri».
Viene richiesto anche di pronunciarsi sulla componente femminile della sua Giunta.
Sorride e dice:
«Giovanna Calciati (assessore all'istruzione, ndr) ha sempre fatto politica. È straordinaria, capace. Ha una grande passione che certo a volte deborda.
Manuela Bruschini (ex assessora politiche giovanili, oggi ai servizi al cittadino, ndr) è stata molto bersagliata, eppure ha sempre resistito. Ha avuto un grande merito, vista anche la sua giovane età. Penso che l'attuale collocazione in giunta sia più idonea rispetto alla precedente.
"Lalla" Fellegara (vicesindaco, ndr) è da premiare per la moderazione, che permette di dare equilibrio anche alle altre due ragazze, a volte un po' agitate».
Alla sua giunta Reggi rivolge un grazie:
«Sono persone oneste. Oggi non accade più che si debba pagare 500 euro un voto in consiglio. La gente che siede in giunta non lo fa per tornaconto personale. Io guadagno 10mila euro in meno che nel mio mestiere normale».
E ciononostante si ripresenterà l'anno prossimo?
«Se si verificheranno ancora le condizioni di quattro anni fa, sì. Se non lo me lo chiedessero in maniera compatta, invece ci penserei su seriamente».
Ad ascoltare le confessioni di Reggi c'erano molti cittadini di Valchero e Valvezzeno e amministratori pubblici.
Il sindaco di Carpaneto Pierluigi Caminati ha rivolto un plauso a Reggi «per avere creato un clima di collaborazione tra sindaci anche di diversi schieramenti sia nella conferenza sanitaria che nell'agenzia d'ambito».
Donata Meneghelli


pubblicazione: 17/01/2006

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