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3
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2022
San Tommaso Apostolo



«Più benessere per una elevata qualità della vita»

Il testo integrale del documento

Il Patto per lo sviluppo di Piacenza nasce dalla consapevolezza che la crescita e le competitività di un territorio siano strettamente legate alla capacità di cooperazione e concertazione degli attori sociali, economici e culturali del sistema locale.
A partire dagli Stati Generali promossi nell'ottobre 2000 dal Comune e dalla Provincia di Piacenza, la prima parte del percorso del Patto ha condotto all'individuazione di alcuni assi strategici, dopo un intenso lavoro, in sede di Comitato Strategico, di costruzione e verifica del consenso e di valutazione dei temi in ordine al grado di priorità e realizzabilità.
Nella seconda parte del percorso, le linee-guida scaturite dall'attività del Comitato Strategico hanno trovato attuazione, con la definizione degli obiettivi e delle azioni progettuali prioritarie, nell'ambito di otto Gruppi di Lavoro, che complessivamente hanno svolto 56 incontri in 5 mesi di attività, coinvolgendo 77 persone rappresentanti gli Enti e i soggetti membri del Comitato Strategico.

Per ogni area tematica di riferimento i Gruppi di Lavoro hanno individuato e definito obiettivi condivisi e precise linee d'azione; in particolare, sono state redatte complessivamente circa 50 schede-progetto, parte integrante del presente rapporto, secondo uno schema standard finalizzato ad evidenziare gli elementi fondamentali (soggetti e responsabilità, fasi e contenuto, risorse e fonti di finanziamento, fattibilità, grado di consenso, ecc.) per l'attuazione e la valutazione di ciascuna azione, anche nella prospettiva dell'attività di monitoraggio successiva alla firma del Patto per Piacenza.
Al fine di mantenere una visione strategica unitaria per lo sviluppo del territorio piacentino, è stata garantita un'interazione costante: tra i diversi Gruppi di Lavoro, attraverso periodiche riunioni di un apposito gruppo di coordinamento composto da rappresentanti del Comitato Strategico e del soggetto di supporto tecnico-metodologico tra la struttura tecnica e di segreteria dei diversi Gruppi di Lavoro, con riunioni periodiche tra i vari tutor dell'Università Cattolica e personale di segreteria di Provincia e Comune di Piacenza tra il Patto e altre iniziative di programmazione concertata già avviate localmente, quali in particolare Agenda 21 locale e Progetto Montagna, attraverso diverse riunioni con i responsabili tecnici e politici dei suddetti percorsi.
Inoltre, si sono attuate iniziative di "marketing esterno" verso la cittadinanza, volte a favorire la conoscenza dell'attività e delle finalità del Patto per Piacenza, anche con la possibilità di interagire con i lavori dei Gruppi e del Comitato Strategico: la costruzione di un sito internet del Patto (www.pattoperpiacenza.org), finalizzato ad ampliare la conoscenza della cittadinanza, e di qualunque soggetto interessato, alle diverse fasi che hanno portato alla definizione del documento conclusivo, con la possibilità di interagire e intervenire con proposte, idee e osservazioni, attraverso mailing list; tale strumento rimarrà in essere anche successivamente alla firma del Patto per informare sui livelli di attuazione e sugli stati di avanzamento dei progetti; l'organizzazione di incontri informativi presso istituti di scuole medie superiori di Piacenza, con lo scopo di coinvolgere e informare sul percorso del Patto anche le fasce giovani della popolazione locale, protagoniste nella Piacenza del futuro.


2.1 RISORSE UMANE E CULTURA
Per l'Area "Risorse Umane e Cultura" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)promuovere e diffondere nei giovani la "cultura" del lavoro produttivo, al fine di favorire un miglior raccordo tra offerta e domanda di lavoro;

2)rafforzare il ruolo della ricerca, della formazione superiore e dell'innovazione, quali fattori strategici per la crescita del sistema socio-economico locale, sia in termini di qualificazione della risorsa umana , sia in termini di competitività del sistema imprenditoriale;

3)aprire spazi di concertazione per l'organizzazione del servizio scolastico sul territorio, alla luce del nuovo ruolo affidato agli Enti Locali e agli Istituti scolastici autonomi;

4)sostenere e sviluppare il polo universitario piacentino perseguendo in particolare i seguenti obiettivi:
favorire la nascita a Piacenza Centri di Ricerca autonomi in settori circoscritti ad elevata specializzazione locale (logistica, energia, agroalimentare, ecc.)
e garantire un'offerta adeguata di servizi a favore degli studenti universitari di provenienza extra-locale;

5)favorire - nel rispetto delle regole, ma con l'obiettivo ambizioso di coniugare l'integrazione lavorativa e l'integrazione sociale - l'inserimento degli immigrati nel sistema locale, quale "risorsa" fondamentale per far fronte al declino demografico ed alla carenza di manodopera per le imprese locali;

6)promuovere e sperimentare iniziative e progetti in grado di dare maggiore visibilità al tema delle pari opportunità nel lavoro fra uomini e donne e per ridurre in particolare il livello di disoccupazione di queste ultime;

7)organizzare un sistema che consenta alla popolazione adulta di esercitare il diritto alla formazione per l'intero arco della vita;

8)favorire e stimolare una maggiore vivacità della politica culturale locale, ricercando e sostenendo una programmazione condivisa e la realizzazione di azioni di coordinamento dei diversi soggetti coinvolti;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)rete per la formazione permanente, finalizzata alla costituzione di una "rete", in grado di rilevare i fabbisogni formativi ed educativi degli adulti e, conseguentemente, consentire agli enti locali una efficace pianificazione dell'attività

2)Progetto "promuovere la cultura del lavoro", da rivolgere agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, finalizzato a promuovere la cultura del lavoro e delle professioni, attenuandone il disvalore sociale, per il tramite di interventi, dimostrazioni, giochi, esercitazioni e percorsi in alternanza scuola-lavoro.

3)Master in "management delle pmi", al fine di approfondire e qualificare tre aree di competenza complementari:
- Competenze di natura tecnico-specialistica nel campo della strategia aziendale, pianificazione, logistica, marketing e finanza, economia del territorio, ecc.
- Competenze di gestione del personale
- Competenze di project management

4)Progetto "cittadella della cultura", finalizzato alla creazione di centri polifunzionali di aggregazione, da utilizzare sulla base di una programmazione condivisa delle attività e di uno stretto coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti

5)azioni per contrastare la disoccupazione femminile, finalizzate alla sperimentazione di iniziative volte a dare maggiore visibilità al tema delle pari opportunità nel lavoro fra uomini e donne

6)Progetto "integrazione degli immigrati extracomunitari", finalizzato all'organizzazione di servizi di prima accoglienza e di supporto per l'istruzione, la formazione e l'inserimento lavorativo.



2.2 INFRASTRUTTURE E RISORSE MATERIALI
Per l'Area "Infrastrutture e Risorse Materiali" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)rafforzare la felice collocazione geografica del territorio, grazie ad un efficiente sistema infrastrutturale, nella conferma delle vocazioni economiche tradizionali (agro-industria, meccanica evoluta, industrie per le costruzioni, ecc.) e di quelle più recenti (logistica);

2)valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale, inteso anche come risorsa economica ed occupazionale;

3)promuovere, in termini di risorsa del territorio, una programmazione dello sviluppo di nuove attività di produzione di beni e servizi alla luce delle vocazioni dei diversi comprensori individuate nel Ptcp, limitando le concentrazioni su aree prossime alla saturazione e sottoponendo le linee di sviluppo alla valutazione ambientale strategica preventiva;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)interventi in tema di risorse idriche, oggetto di successivi specifici progetti, che vanno dalla riforestazione della montagna, alla manutenzione straordinaria delle reti di distribuzione delle acque, in parte già avviata, ai sistemi di raccolta, al miglior utilizzo delle risorse idriche nell'agricoltura, sviluppando ulteriormente, dove possibile, sistemi di irrigazione a pioggia ed a goccia, e nell'industria con sistemi di recupero interventi tesi a potenziare la naturalità delle zone maggiormente vocate (sistema di aree protette) e la valenza dei principali giacimenti culturali (aree archeologiche, monumentali, culturali, museali), da tradursi in attività di qualificazione (miglioramenti forestali, idrogeologici, faunistici) ma anche in infrastrutture orientate alla fruibilità estesa (collegamenti stradali, ricettività, reti di percorsi, ecc.)

2)realizzazione degli interventi prioritari in termini di infrastrutture:
- Nuova conca Isola Serafini
- Completamento tangenziale Sud di Piacenza
- Porto fluviale
- Secondo ponte sul Po
- Completamento opere viabilistiche di adduzione alla A21 in Piacenza
- Tangenziale Est Castelsangiovanni
- Bretella A21-SS Paullese e attraversamento fiume Po a Castelvetro
- Raccordo tra casello di Piacenza Nord della A1 ed il capoluogo
- Fluidificazione del traffico pubblico e privato nel capoluogo
- Collegamenti ferroviari con il Nord-Est
- Servizio ferroviario verso il milanese ed il Nord-Ovest
- Viabilità Pedecollinare
- Strada della Valnure
- Collegamenti con sistema aeroportuale
- Sviluppo del Centro Fieristico
- Riconversione Aree Militari


2.3 RETI E SERVIZI
Per l'Area "Reti e Servizi" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)utilizzare in maniera strategica le nuove tecnologie informatiche, sviluppando reti di comunicazione che, attraverso l'erogazione di servizi innovativi, contribuiscano ad accrescere il valore del "sistema locale" e ne accelerino il processo di trasformazione in agente di sviluppo del territorio;

2)favorire, attraverso l'ottimizzazione dell'impiego delle nuove tecnologie, la trasparenza di ogni momento della vita politica, istituzionale, amministrativa, economica locale, nonché una migliore qualità della vita ai cittadini, semplificando le modalità di richiesta di autorizzazioni, certificati, documenti;

3)migliorare l'efficienza operativa delle amministrazioni e sviluppare l'integrazione dei servizi tra le diverse amministrazioni, nell'ottica dell'economicità, dell'innovazione e del servizio al cittadino;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)Progetto "Portale Piacenza", volto ad offrire informazioni e servizi di qualità alla collettività attraverso internet in diverse aree (servizi generali, territorio e trasporti, salute, ambiente, associazionismo, sport, cultura, tempo libero, Pubblica Amministrazione, ecc.)

2)Progetto "gestione servizi a rete", costituito da un portale Intranet rivolto a privati, enti locali, associazioni di categoria ed aziende per la fornitura di servizi da e per la Pubblica Amministrazione al fine di ottenere un multisportello virtuale nell'ambito dell'agricoltura, industria, servizi, sanità, urbanistica e tributi.


2.4 SVILUPPO DELL'IMPRENDITORIALITA'
Per l'Area "Sviluppo dell'Imprenditorialità" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:
1)promuovere lo sviluppo imprenditoriale e la nascita di nuove imprese, con particolare riferimento all'imprenditoria giovanile, attraverso l'organizzazione di servizi ad alto valore aggiunto e di iniziative volte al sostegno alle imprese dal punto di vista finanziario e gestionale;

2)promuovere le eccellenze del sistema economico piacentino, in particolare quelle più legate alle risorse locali e a più elevato contenuto tecnologico;

3)favorire, attraverso idonee azioni di marketing territoriale, la localizzazione nel territorio piacentino di nuove iniziative economiche, nella convinzione che gli investimenti esogeni possano contribuire allo sviluppo economico di un'area in misura ampiamente più significativa di quanto non rischino di creare situazioni di dipendenza del tessuto produttivo locale;

4)migliorare l'efficacia e l'efficienza dei servizi della Pubblica Amministrazione alle imprese, al fine di incrementare la competitività del sistema produttivo;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)Piacenza Holding, società di capitali (S.p.A.) costituita principalmente da soggetti economici privati che ha come scopo primario quello di sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti e favorire la nascita di nuove imprese del territorio piacentino

2)Piano strategico di Marketing Territoriale finalizzato a migliorare il posizionamento competitivo del sistema territoriale piacentino, favorendo la localizzazione di nuove iniziative economiche, il consolidamento delle attività industriali esistenti, la promozione del territorio locale anche nei confronti dei fruitori potenziali ed attuali (cittadini, turisti, visitatori)

3)Iniziative per la semplificazione rapporto tra aziende e pubblica amministrazione, finalizzate, attraverso azioni di auditing mirate nei confronti del mondo imprenditoriale e produttivo locale, ad individuare e classificare i principali bisogni e problematiche espresse dal settore economico e produttivo piacentino.


2.5 LOGISTICA A VALORE AGGIUNTO
Per l'Area "Logistica a Valore Aggiunto" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)supporto all'effettiva integrazione fisico-operativa del polo logistico di Le Mose, nel quadro dell'asta antropizzata, da parte degli Enti Locali, componendo il mosaico delle iniziative private in un quadro di regole comuni per gli insediamenti industriali ed i servizi informativi e urbanistici mirati alle imprese di logistica;

2)in particolare, per ottenere massima efficacia e rapidità di esecuzione degli interventi previsti per il polo logistico, sarà utilizzato lo strumento della Conferenza dei Servizi, nel quadro del Piano Urbanistico Operativo delineato dalla Provincia in sede di approvazione del P.R.G.;

3)individuazione di nuove aree per insediamenti logistici, da ricercarsi, oltre che nel comune Capoluogo, sull'intera asta da Castel S.Giovanni a Cremona, compresi i comuni rivieraschi del Po in val d'Arda, peraltro già individuati dal P.T.C.P. come sedi di possibili poli di sviluppo settoriali;

4)sviluppo di attività ad alto valore aggiunto, legate in particolare all'intermodalità, ai servizi avanzati, alle tecnologie di comunicazione, integrate con iniziative di eccellenza nel campo della ricerca, delle conoscenze innovative e della formazione, nell'ottica del marketing territoriale, per il consolidamento del ruolo di Piacenza come primo polo logistico integrato della Regione Emilia-Romagna e l'inserimento ufficiale di Piacenza nella matrice di infrastrutture previste dal Piano Generale dei trasporti come nodo prioritario;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)programma speciale d'area "Polo logistico ad alto valore aggiunto", promosso dalla Regione Emilia-Romagna, avente per oggetto lo sviluppo del polo logistico piacentino nell'ottica dell'intermodalità e delle attività a più elevato valore aggiunto, con la realizzazione di interventi strutturali prioritari integrati da azioni immateriali di supporto, quali in particolare:
- Istituto per il trasporto e la logistica, con sede a Piacenza, per lo studio, la ricerca, la formazione ed i servizi nel settore del trasporto e della logistica, previsto dalla L.R. 30/98 ("Disciplina generale del trasporto pubblico")
- Piano della mobilità per la provincia di Piacenza, finalizzato allo sviluppo di un Piano per la Mobilità delle merci e delle persone sul territorio della Provincia di Piacenza
- Progetto telematico per il polo logistico, volto alla predisposizione di un progetto integrato dei servizi telematici ad alto valore aggiunto che dovranno essere resi disponibili nel polo logistico di Le Mose

2)Aeroscalo merci S.Damiano, finalizzato, previa verifica puntuale della fattibilità tecnica ed economica, a dotare il territorio provinciale di uno scalo merci aeroportuale, riconvertendo parzialmente l'esistente aeroporto militare di S.Damiano (comune di S.Giorgio), nell'ottica del completamento e potenziamento del "distretto" logistico piacentino ad alto valore aggiunto

3)polo logistico di supporto alla protezione civile nord-centro Italia, finalizzato ad offrire, nell'ambito della fase di riordino del settore della Protezione Civile su scala nazionale, un'adeguata risposta all'esigenza di localizzare, in una posizione geografica strategicamente favorevole quale è Piacenza, mezzi, attrezzature, strumentazioni, centri operativi in grado di gestire al meglio le situazioni di emergenza e le calamità naturali che potrebbero verificarsi nel Nord e nel Centro Italia.


2.6 SISTEMA AGROALIMENTARE DI ECCELLENZA
Per l'Area "Sistema Agroalimentare di eccellenza" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)valorizzazione del contributo di eccellenza del sistema della ricerca specializzata e della formazione e miglioramento dei rapporti tra i centri di eccellenza universitari piacentini e le imprese locali;

2)promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali, sia quelli DOP/DOC che quelli di nicchia, nell'ottica della tipicità, della qualità e della sicurezza alimentare delle produzioni, anche in funzione della promozione e dello sviluppo di altre attività sinergiche (ad esempio il turismo);

3)promozione e tutela della qualità del territorio da cui deriva la materia prima, con particolare riferimento ai produttori agricoli della fascia collinare e montana, che da produzioni di nicchia possono trovare valide opportunità di incremento dell'attività e integrazione del reddito;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)centro per la qualità e la sicurezza del sistema agro-alimentare, da realizzarsi presso la facoltà di Agraria dell'Università Cattolica, finalizzato da un lato a valorizzare il contributo di eccellenza delle strutture di ricerca e formazione locali e, dall'altro, a rispondere in modo qualificato e innovativo alle problematiche della sicurezza degli alimenti, anche attraverso una più intensa collaborazione con le imprese locali del settore

2)Progetto di vetrine dei prodotti tipici piacentini, da realizzarsi sia a Grazzano Visconti che presso la Fiera di Piacenza, volto a creare uno strumento di promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici locali (sia quelli contraddistinti dai marchi DOP/DOC, sia quelli più "di nicchia"), nonchè di tutte le produzioni piacentine di eccellenza nei diversi settori.
I potenziali fruitori di questa iniziativa sono da un lato i turisti che visitano le valli piacentine (localizzazione a Grazzano Visconti) e dall'altro gli operatori economici che, a vario titolo, frequentano le manifestazioni fieristiche (localizzazione presso il nuovo quartiere fieristico di Piacenza)

3)Progetto di agricoltura biologica con marchio di garanzia "Natural valley", finalizzato a servire una nicchia di mercato in continua crescita, valorizzando nel contempo i produttori agricoli della fascia collinare e montana, che possono trovare nella produzione biologica una valida opportunità di incremento dei redditi e di integrazione con altre attività la cui domanda è in netta crescita (ad esempio il turismo rurale ed ambientale-ecologico)

4)centro di cultura, innovazione e promozione dei prodotti agroindustriali, finalizzato, attraverso il recupero architettonico del complesso rurale La Faggiola, a costituire una cittadella dei servizi avanzati per l'agroalimentare locale.


2.7 TURISMO INTEGRATO
Per l'Area "Turismo Integrato" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:
1)promuovere azioni finalizzate a prolungare i tempi di permanenza dei visitatori, agendo primariamente sull'organizzazione ospitale dei servizi, dei prodotti, della loro qualità, e sullo sviluppo integrato delle azioni di promozione e commercializzazione, anche attraverso la creazione di un marchio di qualità del sistema di accoglienza del territorio;

2)costruire una proposta turistica qualitativamente elevata, fortemente orientata ai servizi alla domanda e in grado di valorizzare, organizzare e promuovere i diversi "segmenti" (turismo culturale e di affari, agriturismo e turismo rurale, enogastronomico, scolastico, ambientale, religioso, sportivo) come offerta turistica sistemica e integrata, generando sinergie e valore aggiunto;

3)promuovere la valorizzazione turistica del Po, attraverso azioni volte a migliorare la qualità e la fruibilità del fiume e del suo ecosistema, nell'ottica dello sviluppo di forme di turismo tese a valorizzare il patrimonio naturale, storico-culturale ed i prodotti enogastronomici dei territori attraversati dal Po;

4)organizzare eventi di particolare richiamo in grado di trasmettere all'esterno della realtà locale una nuova immagine del territorio piacentino, in un rapporto di complementarità allo sviluppo di un sistema ospitale e come strumenti di forte comunicazione di un'identità sociale e culturale qualificata;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)Progetto "per un sistema ospitale", volto a migliorare la qualità dell'accoglienza in quanto intervento prioritario per incrementare i flussi turistici in entrata e per promuovere l'immagine della città e della provincia, anche attraverso l'organizzazione di "grandi eventi"

2)Progetto "sistema dei percorsi ciclo-pedonali, delle aree naturalistiche e degli approdi", nell'ottica dello sviluppo di forme di turismo tese a valorizzare il patrimonio naturale, storico-culturale ed i prodotti enogastronomici dei territori attraversati dal fiume Po

3)sviluppo di una ricettività accogliente in area collinare e montana, attraverso un insieme di azioni destinate a creare le premesse per una permanenza turistica in area montana non solo di famiglie ma anche di gruppi, mediante quindi disponibilità di almeno una struttura alberghiera tradizionale in ogni vallata capace di ospitare almeno i passeggeri di un pullman,

4)organizzazione di una rete di strutture ricettive extra-alberghiere (bed & breakfast e aziende agrituristiche aderenti al protocollo dell'ospitalità) adeguatamente pubblicizzate e facilmente consultabili.


2.8 SERVIZI COLLETTIVI E SOCIALI
Per l'Area "Servizi Collettivi e Sociali" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)determinare la customer satisfaction dei cittadini, residenti e non, in relazione ai servizi collettivi locali (non solo servizi sociali);

2)evidenziare i servizi collettivi, o le modalità di erogazione degli stessi, insufficienti o problematici;

3)individuare gli elementi attrattivi del territorio in termini di servizi collettivi come componente del pacchetto vantaggi localizzativi da inserire nell'offerta da promuovere per il marketing territoriale dell'area;

4)offrire opportunità abitative alle fasce meno abbienti in particolare alle giovani coppie;

5)sperimentare nuove forme di alloggio assistito per categorie deboli come anziani e disabili;

6)rispondere al crescente fabbisogno abitativo dei lavoratori in mobilità geografica italiani e stranieri;

7)favorire il confronto permanente tra le Autonomie Locali, che hanno la titolarità della costruzione del sistema integrato dei servizi alla persona, e i soggetti pubblici e privati operanti nel sociale o rappresentanti / espressione bisogni sociali;

8)offrire momenti di confronto e coprogettazione sulle tematiche del welfare territoriale;

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)Progetto "politiche abitative per le fasce deboli: anziani, disabili e immigrati", articolato in diverse azioni e iniziative (osservatorio provinciale sulla casa, alloggi con servizi comuni per anziani, adeguamento degli spazi domestici a favore di cittadini disabili, criteri per i bandi per assegnazione alloggi ERP ai lavoratori italiani e stranieri in mobilità geografica, riserva incentivata del 10%, agenzie per la locazione, alloggi per emergenze abitative, recupero del patrimonio rurale per uso abitativo)

2)consulta territoriale permanente sul welfare, volta alla definizione e attuazione di una stabile modalità di consultazione e confronto sul Welfare territoriale

3)Progetto di monitoraggio sui servizi collettivi, mirante alla valutazione e al monitoraggio permanente dei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, con riferimento al grado di soddisfazione dell'utenza, ancor più rilevante dati gli attuali processi di privatizzazione delle aziende pubbliche di servizi.


2.9 POLO ENERGETICO PIACENTINO
Per l'Area "Polo energetico piacentino" si individuano i seguenti obiettivi strategici condivisi:

1)mantenere il livello di produzione energetica sostenibile da parte del territorio, garantendo da un lato la continuità dell'occupazione specializzata e l'indotto ad alta tecnologia e, dall'altro, il rispetto delle normative vigenti di impatto ambientale, con particolare riferimento alla Centrale di Piacenza Levante, nonché ribadendo come la provincia di Piacenza non sia area idonea e disponibile ad ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive, per il quale il Governo dovrà individuare un sito alternativo;

2)favorire la valorizzazione del patrimonio di conoscenze ed esperienze nei servizi tecnologici specialistici sviluppato e consolidato nel tempo nel territorio piacentino;

3)impedire utilizzi strumentali e riduttivi delle potenzialità tecnologiche presenti, favorendo lo sviluppo e l'integrazione sinergica, con la realtà scientifica e produttiva del territorio, da parte delle imprese che presentano alto valore professionale (un primo esempio in questo senso sono gli interventi di SOGIN nella bonifiche ambientali);

e le seguenti azioni progettuali prioritarie:

1)la messa a custodia protettiva passiva della centrale nucleare di Caorso

2)la costruzione di una nuova centrale a ciclo combinato a Caorso

3)il completamento della trasformazione a turbogas della Centrale di Piacenza Levante e della Centrale di La Casella

4)il mantenimento della unitarietà ed autonomia scientifica delle unità di servizi specialistici già esistenti sul territorio

5)Progetto di sviluppo attraverso il "Portale Piacenza" di un servizio di assistenza e supporto tecnologico al territorio, per l'attuazione, monitoraggio e valutazione di sistemi industriali e d'interventi territoriali, articolato in aree d'informazione e di fornitura di monitoraggi e valutazioni nell'ambito di progetti di evoluzione industriale e di pianificazione territoriale ambientalmente compatibili, nonché nel rapporto tra aziende e pubblica amministrazione.


2.10 PROGETTO MONTAGNA
La montagna piacentina si trova tradizionalmente ad affrontare problematicità che collocabili, in sintesi, su due fronti strettamente collegati:
quello della riduzione delle criticità a livello socio-economico (spopolamento, invecchiamento, abbandono del territorio, ecc.) e quello della valorizzazione dei suoi potenziali di crescita, legati in prevalenza alla vocazione turistica, agro-alimentare e ambientale/naturalistica.
Questi problemi e queste opportunità, proprio per il contesto di crescente complessità competitiva all'interno del quale ci si trova ad operare (e che si caratterizza sempre di più per la rilevanza assegnata ai processi di competizione tra sistemi territoriali, di innovazione istituzionale ed organizzativa, di diffusione delle nuove tecnologie, di sviluppo della qualità ambientale, ecc.) e in una fase temporale come quella che stiamo vivendo, caratterizzata da una lenta ma continua riduzione delle risorse finanziarie a disposizione delle pubbliche amministrazioni per l'attuazione di politiche di sviluppo territoriale, impongono che le azioni e le strategie di intervento a sostegno dell'area montana vengano progettate e realizzate non in modo isolato, ma al contrario siano contraddistinte da aspetti di forte compartecipazione, integrazione e complementarietà in grado di accrescere l'efficienza e l'efficacia delle politiche.
Il Progetto Montagna che nell'intento dei promotori rappresenta una componente del Patto per lo Sviluppo di Piacenza, e cioè quella dedicata alle problematiche di sostegno dell'area appenninica, è stato avviato proprio per definire un percorso operativo che, puntando al massimo coinvolgimento delle istituzioni e degli operatori montani, consenta di fare emergere una strategia di intervento condivisa, un primo nucleo prioritario di progetti e l'articolazione di un programma di "animazione del territorio", con la specificazione di soggetti, funzioni e strumenti finanziari, in grado di mobilitare e coinvolgere le "risorse" presenti (umane, imprenditoriali, del volontariato, ecc.).
Finalità principale del progetto è quella di giungere preparati alle prime scadenze fissate dalla nuova programmazione comunitaria: Obiettivo 2 e Leader +.
Il progetto non è ancora giunto al termine si è infatti in attesa che la Regione Emilia Romagna fissi i termini per la presentazione da parte dell'Amministrazione Provinciale del Piano di Sviluppo Locale per l'Obiettivo 2 e del Piano di Azione Locale per il Programma Leader +, grazie ai quali dovrebbero essere investiti sull'area montana circa 25 miliardi di risorse pubbliche al quale si aggiungeranno le risorse che potranno essere ottenute dalle imprese private partecipando ai bandi che saranno attivati nel primo semestre del 2002.
Un primo importante risultato del percorso di concertazione realizzato è però rappresentato dalla elaborazione del quadro strategico generale di intervento sulla montagna piacentina che esplicita, attraverso l'articolazione in orientamenti strategici, obiettivi e percorsi d'azione, secondo gli indirizzi contenuti nel documento Unico di Programmazione per l'Obiettivo 2 della Regione Emilia-Romagna, quelle che il gruppo dei promotori ed i componenti del Comitato Strategico del Progetto Montagna ritengono essere le principali linee programmatiche di sviluppo per l'area montana.
In coerenza con tale quadro strategico si sta procedendo alla selezione dei progetti pubblici da inserire nel Piano di Sviluppo Locale Obiettivo 2 - Asse 2.2, e all'individuazione delle linee di azione per l'attuazione della candidatura al programma Leader +.
Tale strumento rappresenta inoltre un fondamentale contributo per l'avvio delle nuove progettualità pubbliche e private che potranno essere attivate sull'area montana con il sostegno finanziario anche di altre linee di incentivazioni quali il Piano di Sviluppo Rurale, l'Obiettivo 3 e, più in generale, per le progettazioni che Provincia e Comunità Montane avvieranno nel prossimo futuro direttamente con proprie risorse finanziarie.
Alla luce degli elementi sopra descritti, per le aree Montane del territorio piacentino si individuano le seguenti linee programmatiche e orientamenti strategici, elaborati dai promotori ed i componenti del Comitato Strategico del Progetto Montagna e condivise dagli attori del Patto per Piacenza:

1)Sviluppo turistico come progetto di valorizzazione territoriale:
-Integrazione delle politiche di sviluppo turistico
-Qualificazione ed incremento della offerta turistica
-Attrazione di domanda turistica qualificata
-Assunzione di uno stile concertativo nelle politiche turistiche
-Costruzione di una strategia di sviluppo sostenibile basata sulle risorse dell'ambiente e del territorio:
*L'ambiente come fattore di innovazione del sistema produttivo locale
*L'ambiente come elemento di traino dell'economia dell'Appennino
*La salvaguardia della qualità ambientale come prerequisito dello sviluppo locale

2)Infrastrutturazione, riqualificazione territoriale e promozione dello sviluppo economico:
-Il miglioramento della dotazione infrastrutturale dell'Appennino piacentino come condizione per accrescere la qualità della vita degli abitanti e per costruire nuove opportunità di lavoro
-La riqualificazione degli insediamenti come fattori strategici per attivare circuiti virtuosi nell'economia locale
-La costruzione delle condizioni per lo sviluppo economico come strategia integrata tra vari settori: formazione, accesso al credito, promozione territoriale, innovazione nella pubblica amministrazione, ecc.
-Rafforzamento dell'identità dell'Appennino e promozione della qualità sociale
-La cura della qualità sociale come elemento che favorisce il mantenimento e la riproduzione di un ambiente dove è piacevole vivere, lavorare e recarsi per turismo.


2.11 AGENDA 21
Agenda 21 è il Piano di Azione dell'ONU per lo sviluppo sostenibile sociale, economico e ambientale per il 21° secolo definito dalla Conferenza ONU Sviluppo e Ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, e sottoscritto da 180 Governi.
Un importante aspetto del Piano riguarda il ruolo e le azioni delle autorità locali nel realizzare processi partecipativi e Piani di Azione di Agenda 21 locale, che coinvolgano tutti i portatori di interesse locali (stakeholders).
Il Governo italiano ha adottato negli anni scorsi un Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda 21.
L'Agenda 21 Locale costituisce uno dei principali e nuovi strumenti di governance per la sostenibilità ritenuti cruciali da parte della Commissione Europea nell'attuazione del White Paper sulla Governance e del VI° Programma di Azione Ambientale 2010.
A livello europeo, sono in corso oltre 3000 processi di Agenda 21 Locale.
Il network europeo Campagna Europea Città Sostenibile raccoglie oltre 1500 adesioni di regioni, province e comuni.
Circa 500 aderenti sono gli enti italiani, tra cui la Provincia di Piacenza.
Il Forum della Provincia di Piacenza è stato costituito ufficialmente il 16 dicembre 2000 dopo l'adesione con delibera di Consiglio provinciale ai 13 principi della Carta di Aalborg della Campagna Europea Città Sostenibile.
Da febbraio a luglio 2001, il Forum Agenda 21 provinciale ha svolto le sue attività attraverso quattro gruppi di lavoro tematici, per affrontare e discutere le varie problematiche relative ai temi del proprio gruppo e definire successivamente un Piano di Azione Agenda 21 Locale di indirizzo:
-Gruppo Risorse ambientali
-Gruppo Gestione del Territorio
-Gruppo Cultura e Società
-Gruppo Economia.
A conclusione delle attività dei gruppi tematici è stato svolto un gruppo di lavoro intersettoriale che ha definito in modo partecipato 40 (10 priorità di intervento per area tematica) in base a 5 criteri:
1. Grado di sostenibilità ambientale;
2. Grado di sostenibilità sociale,
3. Grado di sostenibilità economica,
4. Grado di innovazione;
5. Grado di rilevanza locale.
E' stato successivamente avviato un percorso di lavoro per passare ad una fase operativa, al fine di elaborare il Piano Operativo Agenda 21 Locale 2002., attraverso la costituzione di gruppi progetto.
A fine giugno 2002 sarà svolto un primo momento di verifica sull'andamento dei vari progetti/iniziate dei gruppi di partnerships A21L e del Piano Operativo della Provincia da parte del Forum A21L provinciale.
Un apposito gruppo di coordinamento e monitoraggio è previsto per seguire la fase di attuazione dei progetti.
Il processo di Agenda 21 a Piacenza vuole affermare un'idea di sviluppo sostenibile in cui l'ambiente costituisca una risorsa centrale da tutelare e valorizzare orientando in questa direzione lo sviluppo del territorio piacentino nei prossimi anni.
Il processo vuole altresì affermare un nuovo metodo di partecipazione fondato sulla elaborazione comune e sulla condivisione delle scelte fin dalla loro origine.
Alla luce degli elementi sopra descritti, si individuano le seguenti linee programmatiche e orientamenti strategici, elaborati dal percorso di Agenda 21 e condivisi dagli attori del Patto per Piacenza:
*avviare un percorso di ripensamento culturale e politico del governo del territorio per affermare la centralità della risorsa ambientale nel processo di sviluppo locale;
*misurarsi col tema della sostenibilità dello sviluppo, che non può che essere economico, ambientale e sociale;
*affermare, contro la settorialità degli interventi, la trasversalità del tema ambientale nella programmazione e nelle azioni;
*sperimentare nuovi strumenti e nuovi metodi di partecipazione che valorizzino la elaborazione comune e la condivisione già nella fase delle scelte e favoriscano la coesione sociale;
*costruire l'Agenda locale delle priorità per i prossimi anni, aggregando l'iniziativa di Enti pubblici, associazioni, categorie economiche, sociali e professionali;
*in generale, fare dei diversi soggetti portatori di interessi i protagonisti delle scelte e della loro attuazione.






pubblicazione: 13/01/2002
aggiornamento: 29/05/2005

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