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«Non si sprechi suolo per l'Acna»

Cinque consiglieri ds chiedono «un buon progetto» ma sull'area.

«Non ci accontentiamo della soluzione preconfezionata di trasferire gli edifici previsti nell'area ex Acna a Cà degli Ossi, percorriamo un'altra strada, rispettando il concetto di pubblica utilità e i dettami dell'attuale Prg».
La pensa così un gruppo di cinque consiglieri comunali dei Democratici di Sinistra, Luciano Beltrametti, Luciano Beltrami, Mario Bulla, Giovanni D'Amo e Luigi Ronda, che fin dagli esordi del dibattito intorno alla riqualificazione della superficie dismessa di via Tramello aveva manifestato forti perplessità sull'ipotesi della delocalizzazione.

Ora hanno deciso di mettere nero su bianco il loro pensiero con un intervento indirizzato al sindaco Roberto Reggi, all'assessore Pierangelo Carbone, al capogruppo Ds Carlo Berra e al segretario provinciale del partito Flavio Chiapponi.

Il loro contributo non si limita a criticare la linea finora sponsorizzata dal primo cittadino, ma mette sul piatto anche possibili alternative: l'utilizzo di aree già classificate edificabili dal piano regolatore, nelle quali spostare almeno in parte i volumi dall'ex Acna.
«Dalla dismissione dell'industria - premettono nel documento - diversi imprenditori hanno considerato le opportunità immobiliari di quest'area. Ciascuno di questi ha per qualche tempo cercato di riconvertire la fabbrica della chimica, ma l'esito cui tutti sono giunti è stato di tornare sul mercato per rivendere l'immobile contenendo i danni. In un libero mercato chi sbaglia deve farsi carico dei suoi errori. Possiamo anche non considerarlo, ma questo è certamente uno dei problemi dell'ex Acna».

«Il Piano Regolatore vigente - proseguono - ha assegnato lo stesso indice di fabbricabilità alle diverse aree ex industriali presenti nella città, ma per l'ex Acna la Soprintendenza ha ulteriormente appesantito l'edificazione».
«Inoltre il Piano commerciale prevede - fanno notare - l'insediamento di due medie strutture da 1500 mq più negozi: è credibile che un imprenditore realizzi un centro commerciale dove i clienti rimarrebbero in coda ore per arrivarci? In quella zona occorre dare una risposta commerciale alle necessità del quartiere, ma non deve certamente aumentare il traffico. Quanto dei 15mila mq di residenze e terziario previsti nell'area possono restarci? La risposta sta in un buon progetto.
Noi non ci accontentiamo della soluzione già preconfezionata in queste settimane: soluzione che moltiplica per tre ogni mq di costruibile non realizzato all'interno dell'area ma trasferito sul terreno agricolo di Cà degli Ossi. Se delocalizzassimo 9mila mq, come nell'ultima ipotesi, questi diventerebbero 27mila distribuiti su 160mila mq di terreno agricolo vergine; un'area pari a 1/5 dell'attuale Besurica verrebbe occupato da casette e palazzine.
Far tornare permeabile un mq di terreno in centro storico vale l'impermeabilizzazione di quattro mq di terreno agricolo a ridosso della città? Siamo consapevoli che l'esito di questa vicenda creerà un precedente a cui tutti potranno appellarsi in futuro, istituendo un concetto di verde di serie A e B, dove quest'ultimo può essere tranquillamente cementificato?
La soluzione è difficile, per nulla ovvia: il “pubblico interesse” c'impone di non fermarci all'unica ipotesi prospettataci».

«Per individuare soluzioni alternative - sostengono i diessini - il primo ragionamento da affrontare è quello del “valore” di compensazione: è una stima che non ha precedenti.
Il secondo aspetto da considerare è l'area su cui delocalizzare: il Prg vigente classifica superfici di espansione attribuendo indici edificatori molto bassi che scoraggiano i proprietari ad intraprendere l'avvio del progetto urbanistico.
Estendere l'accordo di programma a questi ultimi vorrebbe dire portare in parte o tutta la volumetria che non sta in Acna su queste aree, già pregiudicate.
La volontà di trovare la soluzione del problema Acna c'è, rispondendo al criterio di “pubblica utilità” ed evitando lo spreco di nuovo suolo».

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Commento di Filiberto Putzu :

Fare il consigliere di maggioranza non significa solo fare il "pecorone"
alzando sempre la mano per approvare tacendo le proposte della propria Giunta.
Lo dimostrano, con questo intervento, i 5 consiglieri dei democratici della sinistra
che in questa occasione ben interpretano quello che è il vero mandato elettorale, e cioè quello di rappresentare i cittadini per il miglioramento la città.
Bravi !
Si tratta anche di una risposta all'ennesima dichiarazione del sindaco Reggi,
che in una intervista di ieri l'altro, ha dichiarato che sul progetto ex Acna in caso di votazione,
avrebbe ottenuto il via libera dalla propria maggioranza....


pubblicazione: 29/12/2004

il consigliere comunale Beltrami (Ds) 4882
il consigliere comunale Beltrami (Ds)

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