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San Giacomo della Marca



«Nessun apparentamento con altri partiti»

Annuncio dei due candidati.

Nessun apparentamento.

Sulle schede il 20 e 21 maggio gli elettori troveranno accanto ai nomi dei due sfidanti al ballottaggio gli stessi simboli che c'erano al primo turno, vale a dire Pdl, Piacenza Viva e Sveglia per Andrea Paparo e Pd, Moderati e Piacentini per Dosi, Sinistra per Piacenza e Idv per Paolo Dosi.

Ma se nel campo del centrosinistra si era capito subito che di voglia di allargare la coalizione ad altre liste rimaste fuori dal ballottaggio ce n'era pochina considerato il già ricco bottino (47%) conquistato al primo turno («Non faremo apparentamenti», ha spiegato ieri Dosi in un'intervista tv, «sia perché non abbiamo ricevuto nessuna richiesta specifica sia perché abbiamo scelto la linea di intercettare elettori piuttosto che partiti e movimenti, pensiamo sia il modo migliore per convincerli»), nello schieramento di Paparo (31%) qualche ragionamento è stato fatto.
Gli ultimi tre sono stati giorni di contatti, ammiccamenti, soprattutto lungo l'asse del centrodestra che fu: con la Lega Nord (5,5%), alleata del Pdl fino a sette mesi fa al governo nazionale e dal 2009 in Povincia; e con l'Udc (2,6%), già compagna di viaggio nella ex Casa della Libertà e tuttora componente della maggioranza in via Garibaldi.
Contatti che non sono andati a buon fine. Rimasto negli ultimi giorni in silenzio sul punto, Paparo ieri ha sgomberato il campo da ipotesi di apparentamento: «Ci rivolgiamo alle persone, non ai partiti», ha chiarito in una nota, riprendendo quanto dichiarato a caldo dopo il primo turno. «A livello locale», ha aggiunto, «più che i partiti e la cultura politica di provenienza, contano le persone e la forza delle idee che sono in grado di proporre».
Ha prevalso dunque la linea di smarcamento dai partiti che Paparo si è dato fin dall'inizio ponendo enfasi sulla natura civica della sua candidatura e del suo schieramento anche a costo di oscurare la presenza del Pdl, partito di cui è uno dei rappresentanti nella giunta provinciale.

Ma proprio la solidità dell'alleanza in via Garibaldi è stata messa a prova nel balletto andato in scena sugli apparentamenti.
Era stato Massimo Polledri (Lega) tre giorni fa a ventilare problemi di tenuta per la maggioranza provinciale se le posizioni del Carroccio fossero state snobbate nella partita per il Comune. Un messaggio, che oggi viene ribadito, a chi nello schieramento di Paparo alza pollice verso all'ipotesi di un accordo.
Polledri le sue avances per un apparentamento le aveva messe sul tavolo, incontrando la risposta possibilista del segretario del Pdl Tommaso Foti. La Lega si è confrontata venerdì sera nel direttivo provinciale. La maggioranza, ha riferito il segretario Pietro Pisani, si è detta (con Polledri) favorevole a un accordo formale con Paparo (in caso di vittoria i seggi del Carroccio aumenterebbero da uno a tre sottraendone due al Pdl e uno a Sveglia), ma il no agli apparentamenti arrivato dai vertici nazionali ha pesato sulla scelta finale: «I contatti con Paparo li ha tenuti Paolo Mancioppi», spiegava ieri Pisani, «abbiamo deciso di non dare indicazioni sulla scorta delle direttive del nazionale, anche se l'ultima parola spetta al nostro candidato, ma si è capito subito che di apparentamenti sarebbe stato dura farne anche perché i partiti non tirano molto come simboli, quindi agli elettori della Lega lasceremo libertà di coscienza».

Sarà davvero così?
Che qualche indicazione di voto possa invece arrivare sembra cogliersi dalle parole dell'onorevole Polledri, a conferma di vedute non proprio convergenti all'interno del Carroccio: «Di apparentamenti non ce ne saranno anche per le posizioni nazionali, il dato politico è che però noi non abbiamo rinunciato a scrivere un pezzo di storia in queste elezioni», puntualizza il deputato, «in molti ci hanno ascoltato, poi nelle ultime settimane certe vicende nazionali ci hanno penalizzato e molti si sono astenuti o hanno votato Grillo. Però stiamo vedendo sul programma se ci sono spazi per proporre delle idee o soluzioni. Per degli apparentamenti in questo momento probabilmente non ci sono le condizioni, anche in ragione delle indicazioni nazionali, ma il tentativo è stato positivo perché se c'è qualcuno che non pensa di mettere al sicuro la Provincia è abbastanza inesperto o imprudente.
Del resto nella nostra lista c'è il capogruppo della Lega in Provincia (Thomas Pagani, ndr), di là l'assessore in Provincia (Paparo, ndr). Nelle segreterie di partito è bene che ci pensino, non si può mandare tutto a monte pensando che poi non ci siano conseguenze in Provincia, sono obbligati in qualche modo ad ascoltarci perché Palazzo Mercanti e via Garibaldi sono vicini, non si cambia casacca in cento metri».
Ma siete voi che non avete voluto l'apparentamento o Paparo che ha chiuso la porta?
«Su questo non dico niente, faccio l'ex candidato sindaco», si è tenuto coperto Polledri.

Quanto all'Udc, «prendiamo atto della volontà» di Paparo, ha riferito l'ex candidato sindaco Pierpaolo Gallini confermando peraltro che «qualche contatto informale c'è stato» vista «la nostra disponibilità a discutere di un apparentamento». Ma «noi non ci siamo mai offerti», ha osservato: «Ci riuniremo per valutare se dare indicazioni di voto».

Gustavo Roccella
Michele Rancati
LIBERTA' 13/05/2012


pubblicazione: 13/05/2012

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Categoria
 :.  POLITICA Piacenza
 :..  Elezioni Comunali 2012



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