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«La funzione sociale di Acer è garantire il diritto alla casa»

di MAURO MOLINAROLI
Passaggio di testimone ieri tra Giorgio Cisini, presidente uscente e il neopresidente dell'Acer. Massimo Savi è ingegnere e al primo incarico pubblico (tra diversi incarichi ricoperti è stato garante del Comitato elettorale del sindaco Paolo Dosi) e proprio dal primo cittadino fortemente voluto per portare avanti ciò che in questi anni l'attuale assessore ai lavori pubblici ha realizzato.
Dunque il battesimo di Savi è all'insegna della continuità di un progetto che il neopresidente intende proseguire, affidandosi all'esperienza dei dirigenti dell'Agenzia ma anche confrontandosi Cda, con enti e associazioni, con il Comune di Piacenza e coi Comuni del territorio e la Provincia e con enti e associazioni.

Come ha accolto questa nomina, probabilmemte inattesa, in un periodo difficile per l'edilizia e che Acer cerca di affrontare al meglio, nonostante i problemi?

«Ho accettato per spirito di servizio, con la consapevolezza di essere un neofita, ma confido che l'impegno, la determinazione e soprattutto la collaborazione dei dirigenti, dei funzionari e di tutti i dipendenti dell'Agenzia, sono certo che mi aiuteranno nell'agire per il bene di Acer. Aggiungo che il Cda composto da Patrizio Losi e da Paola Pizzelli potrà fungere da collante tra passato e futuro e credo anche che il confronto continuo con enti, associazioni, circoli e la possibilità di rendermi personalmente conto della situazione mi permetteranno di capire, mi auguro nel più breve tempo possibile, una realtà che deve essere seguita con grande attenzione e con profonda considerazione. Come presidente penso che sia necessario risolvere i problemi di oggi prendendo atto che Acer non può prescindere dalla sua funzione sociale, perché il diritto all'abitazione è un requisito per definire un più ampio diritto alla cittadinanza».

Ma per fare ciò serve salda coesistenza e integrazione culturale tra etnie diverse.
«Da oltre dieci anni le Aziende Casa Emilia Romagna sono diventate enti pubblici economici con caratteristiche che le avvicinano molto di più a soggetti privati piuttosto che a enti pubblici. Ma è altrettanto vero che Comune e Provincia sono oggi soci Acer. Il risultato è che le politiche abitative sono definite dalle Amministrazioni locali, mentre Acer rappresenta lo strumento per gestire il patrimonio immobiliare e per la sua manutenzione ordinaria e straordinaria. È innegabile però che oggi l'Agenzia, grazie anche a chi mi ha preceduto in tutti questi anni abbia una conoscenza del proprio patrimonio tale da poter intervenire e operare d'intesa con le amministrazioni locali, per favorire un'opera di mediazione sociale».

Come vede il ruolo dell'Agenzia in questi tempi di crisi?
«Credo che il ruolo sia oggi duplice: da un lato debba far riferimento alle esigenze dei residenti, compatibilmente con la crisi finanziaria in cui siamo coinvolti; e dall'altro, debba interpretare la composizione sociale che è sorta in questi ultimi anni e che esprime un nuovo modo di abitare la città. Negli anni Novanta, la maggior parte dei residenti Erp era composta da piacentini che usufruivano di un lavoro e affrontavano la vita all'interno delle loro zone d'appartenenza».

Oggi questo non avviene più…
«Infatti, oltre il 13 per cento della popolazione è composto da immigrati stranieri regolari, e parte di queste persone abitano negli alloggi Acer, non è facile integrare etnie tra loro diverse - e talvolta in conflitto - con chi ha sempre abitato a Piacenza. Sono fiducioso che esistano i presupposti per risolvere i problemi di oggi, prendendo atto che Acer non può prescindere dalla sua funzione sociale».

Chi abita negli alloggi popolari non solo ha il problema di un reddito modesto, ma è anche generalmente inserito in un contesto in cui sono frequenti le situazioni di disagio, di precarietà dal punto di vista lavorativo o economico e per quanto concerne il benessere della persona nell'accezione più ampia del termine.
«È in questo senso che mi piace pensare al ruolo di Acer come punto di riferimento cui gli inquilini dei nostri alloggi possono rivolgersi non solo per segnalare un guasto o il malfunzionamento di un impianto, ma anche per chiedere un orientamento o un intervento diretto nel favorire la convivenza civile e il rispetto delle regole. Che significa rispetto della persona. Si intrecciano inoltre competenze tecniche specifiche che consentono oggi all'Agenzia di giocare un ruolo determinante e incisivo anche sotto il profilo dello sviluppo urbanistico e della riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, ad esempio sotto il profilo di una maggiore efficienza energetica degli edifici. Io credo, infine, che anche per il futuro si tratti di procedere lungo la strada a suo tempo segnata dai miei predecessori, e che aveva come punto centrale l'obbligo di dare risposte agli utenti da una parte e alle Amministrazioni pubbliche dall'altra. Da parte mia sarò disponibile con gli utenti e visiterò quanto prima i quartieri popolari dell'Agenzia per valutare direttamente la situazione, certo che ciò che è stato fatto in questi anni ha significato qualcosa di molto positivo in un settore molto delicato».

Insomma, dietro ad Acer ci sono pezzi di storia del territorio: radici popolari che racchiudono il costume popolresco delle antiche borgate. Dal Ciano a via Capra, dalla Villa Grilli alla "fortezza" del Tigrai, fino ai quartieri della Farnesiana e di via Boselli: da qui sono usciti personaggi che Piacenza non ha mai dimenticato, ma anche storie che assomigliano a fiabe e vite che si sono incrociate con la miseria e il riscatto.


LIBERTA' del giorno 08/02/2014


pubblicazione: 09/02/2014

maasimo savi 18795
maasimo savi

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 :.  VARIE Piacenza
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